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[RUGBYLIST] Notizie del lunedì - 2

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Lun 16 Feb 2009 21:59:14 CET


Dal Gazzettino.
Ciao.
Franco (TV)

SEI NAZIONI Per la prima volta il XV di Mallett contestato dai tifosi
al Flaminio. Dominati sia nel possesso che nell'occupazione

Lezione irlandese all'Italia e piovono fischi

Solo tre piazzati di McLean poi gli azzurri subiscono cinque mete (due
d'intercetto). Esordio del rodigino Bacchetti

Roma
      NOSTRO INVIATO
      Anche il pubblico inizia a stancarsi di una Nazionale alla moda,
ma sempre perdente. Per la prima volta in dieci anni di Rbs Sei
Nazioni ieri l'ha fischiata sonoramente al Flaminio. Al 37', quando ha
beccato l'ultima inopinata meta d'intercetto di O'Driscoll. Poi a fine
partita, accompagnando il mesto rientro negli spogliatoi.
      È questo il dato più importante emerso dalla netta sconfitta
italiana contro l'Irlanda nel 2. turno dell'Rbs Sei Nazioni. Il
giocattolo che ha affascinato vecchi tifosi e nuovi adepti si sta
rompendo? Forse no. Ma prestazioni del genere non possono certo
continuare a farlo funzionare. L'anno scorso a Dublino gli azzurri
erano stati in partita fino all'ultimo e aveva perso di 5 punti.
Stavolta sono spariti dopo un tempo e lo scarto (-29) è tornato quello
dei tempi del cucchiaio di legno. Idem per le mete subite. In tutto il
torneo 2008 sono state 12. Ora già 10 in due giornate. Un disastro.
Come le cifre del match, dominate dai rivali. Possesso 14' a 4' nel
primo tempo, 11' a 9' nella ripresa per l'Irlanda. Occupazione ancora
peggio: 26' a 16' nel primo tempo, 31' a 12' nella ripresa. Passaggi
completati 157 a 89, falli concessi 18 a 12, placcaggi 50 a 114
(significa che l'Italia ha giocato quasi sempre in difesa). Dove si
vuole andare con statistiche del genere?
      E pensare che nonostante lo scellerato placcaggio al collo dopo
appena 51" di Masi, costato il giallo e l'inizio del calvario in fatto
di disciplina, le cose si erano messe bene per l'Italia. Su ruck un
placcatore irlandese non rotola via e Mc Lean porta gli azzurri in
vantaggio. Su un placcaggio duro O'Gara perde palla, un compagno
compie ostruzione e consegna il calcio del 6-0. C'è di che essere
contenti dopo aver giocato 10' in 14.
      L'Irlanda controvento è in difficoltà. Il timoniere O'Gara non
appare in giornata. Lo dimostra non cercando più volte il calcio da
posizione piazzabile e non trovando touche facili. Griffen al
contrario è play maker pieno di verve, ritmo, e oculatezza per la
mischia nonostante i 16 mesi di assenza dall'azzurro. Al 18' piazza
addirittura una splendida rasoiata di trenta metri, che trova una
touche dentro il campo, ma nell'azione successiva compensa il gesto
con un intercetto devastante mentre tenta il salto del centro. La
palla finisce a Bowe che corre per 60 metri evitanto i disperati
tentativi di placcaggio. L'Irlanda passa in vantaggio (9-7) e l'Italia
deve ricominciare a tessere.
      Ci riesce ancora con il piede di Mc Lean (placcaggio alto su
Ongaro). Potrebbe segnare una meta con Canale al 31', quando stoppa un
calcio di O'Gara e ha davanti il vuoto. L'apertura preferisce però il
fallo di ostruzione e il giallo, piuttosto dei 7 punti subiti.
L'Italia ha davanti 10' in superiorità e la possibilità di allungare.
Ma li spreca con un fallo in touche da cartellino giallo di Perugini.
Con le squadre in equilibrio l'Irlanda riprende vigore. Il cambio per
ferita sanguinante Paddy Wallace-Stringer le dà ritmo. Il lavoro del
pack guidato da un superbo Heaslip le dà fiducia. Così dal 34'
s'installa nei 22 metri azzurri. Rinuncia a tre calci facili per
cercare la meta da penaltouche. Inanella fasi e punti d'incontro,
ripartenze a raso del pacchetto che esaltano, ma logorano alla lunga,
la difesa azzurra. Alla fine dopo un'azione esaltante, che dimostra
come con la mischia si possano costruire mete anche senza maul,
passano. E' Stringer a dettare la combinazione con Ferris sotto i
pali, che libera l'accorrente Fitzgerald a difesa scompaginata.
      Qui si decide la partita. Non è solo una marcatura fortemente
voluta. E' lo spartiacque del punteggio. Al rientro dagli spogliatoi
l'Irlanda riprende il canovaccio. Dopo un sontuoso break di Heaslip
fermato a un metro dalla linea trova una meta costruita in modo simile
con il flanker Wallace. Ora anche O'Gara torna regista. In favore di
vento usa in modo tattico il piede e piazza l'unico calcio da buona
posizione. Occupa il campo in modo magistrale. L'Italia passa la metà
campo per la prima dopo 24'. Con una fuga di Griffen e palla al largo
illude, ma il calcetto a seguire di Mirco Bergamasco finisce in
touche. Sembra un sintomo di ripresa, invece altre due mete beffarde
mettono ko gli azzurri.
      Una su touche furba e veloce giocata fra Fitzgerald e Murphy.
Andrea Bacchetti, ventenne rodigino all'esordio, è sorpreso. Glielo si
può perdonare per l'età, anche se dall'altra parte l'ala irlandese che
l'ha beffato ha solo un anno in più di lui. L'altra sull'intercetto di
O'Driscoll su Masi spostato apertura, che suscita vecchi ricordi
gallesi e scatena i fischi del pubblico. Fischi da cui cui ripartire
dopo la sosta del torneo per raccogliere i cocci di una nazionale
azzurra davvero deludente.
      Ivan Malfatto
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  Roma
      NOSTRO INVIATO
      (I.M.) Facce da funerale in casa degli azzurri. Più il solito
ritardo post-sconfitta alla conferenza stampa, poco rispettoso del
lavoro dei giornalisti, ma ormai diventato un ticket da pagare visto
che in momenti del genere piuttosto che affrontare l'orda di taccuini
Mallett & C. preferirebbero...
      Si parte dai primi storici fischi contro la l'Italia in dieci
anni di Sei Nazioni. "Forse li meritiamo - dice con onestà capitan
Sergio Parisse - Sarà un incentivo in più a preparare la prossima
sfida con la Scozia. E' normale che il pubblico sia deluso. Siamo
delusi anche noi. Non ho parole da dire ai tifosi. Se c'è qualcuno da
ringraziare in tutti questi anni sono proprio loro, che ci sono sempre
stati vicini nonostante le sconfitte".
      Deluso ed esplicito anche Alessandro Zanni, il flanker friulano
secondo miglior placcatore della partita (15) dietro all'onnipresente
Mauro Bergamasco (16). "Non saremo mica diventati una squadra di m...
all'improvviso! - confessa - Non so che dire. Non mettiamo in pratica
quanto facciamo in allenamento. Abbiamo sbagliato alcune scelte e
fatto troppi errori, da qui sono scaturite le loro mete.
Inaccettabile".
      Nemmeno Mirco Bergamasco riesce a capacitarsi: "Siamo migliorati
rispetto a Londra, ci sono i piani di gioco, la concentrazione,
l'impegno. E' mancata un po' di fortuna che poteva fare girare la
partita nel primo tempo".
      Da qui parte anche Nick Mallett per la sua analisi. Il ct che,
se non raddrizzerà la baracca fra 15 giorni a Edimburgo, potrebbe
decidere consensualmente con la Fir di rescindere il contratto. A
giugno è infatti prevista una verifica biennale. "L'anno scorso nel
primo tempo l'Irlanda ha avuto 4 opportunità di fare meta e non ne ha
segnata nessuna. Quest'anno ha segnato 2 mete su 2 opportunità -
afferma - Nella ripresa idem, sul 24-9 siamo stati 10' nella loro metà
campo, abbiamo perso una touche su nostra introduzione che poteva
darci ill 24-16, alla fine ne abbiamo subite altre 2 su nostri errori.
Lo stesso è capitato la settimana scorsa con l'Inghilterra, alla quale
abbiamo concesso 4 marcature da palla in nostro possesso. La
differenza fra il Sei Nazioni 2008, dove abbiamo giocato sempre alla
pari, e quello di quest'anno sta tutta qui. Nelle opportunità concesse
agli avversari".
      Mallett se la prende con l'indisciplina azzurra: "Quando giochi
una partita con 16 calci contro, 6 falli in mischia, 2 gialli e 2
touche perse avresti difficoltà anche contro Romania o Portogallo!".
Invoca un maggior possesso dei suoi: "Abbiamo difeso per 60', la
nostra squadra non è in grado di giocare tanto senza palla". Spera di
migliorare "le imperfezioni nei passaggi, che hanno determinato i due
intercetti delle mete". Di certo avrà bisogno di una brusca sterzata
della sua squadra, se vuol essere ancora l'allenatore dell'Italia nel
prossimo Sei Nazioni.
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«Ci vuole un altro ritmo per giocare queste partite»

      NOSTRO INVIATO
      L'umore è nero. Giancarlo Dondi lo maschera dietro un volto
impassibile. "Mi ero illuso il primo tempo, poi è andata come andata.
Pensavo di aver ritrovato la Nazionale dell'anno scorso, invece nella
ripresa è andata male".
      Sui fischi del pubblico il presidente della Fir si limita a
dire: "Mi dispiace averli sentiti. Colpa di quelle due ultime mete.
Forse ci faranno riflettere di più". In mattinata aveva incontrato
John Hussey per l'ammissione dell'Italia in Celtic League: "Dopo la
prossima riunione del board ci daranno una risposta - spiega - Abbiamo
chiesto di entrare dal 2009/10, vedremo se accettano. Ma la
prestazione di oggi non è questione di Celtic o no, per la quale c'era
una disponibilità già l'anno scorso. Ci sono altri problemi da
risolvere. Ci vuole altro ritmo per giocare questo rugby".
      Sull'ipotesi di panchina traballante non si pronuncia. "Non
credo che il problema sia Nick Mallett. Gli attori protagonisti sono
sempre i giocatori. Se loro fanno la propria parte fa bella figura
anche il tecnico, altrimenti cosa può fare per cambiare la
situazione?". L'anno scorso però all'esordio Mallett soddisfatto, la
squadra aveva disputato un buon torneo. "E' difficile pensare che noi
siamo peggiorati così - conclude Dondi - Io credo che siano migliorati
gli altri. Hanno assimilato meglio le nuove regole. Per giocare oggi
allo stesso livello dell'anno scorso bisogna fare una volta e mezza in
più i chilomentri del passato. Evidentemente noi non ci riusciamo".
      Sul prato verde prima della partita, e sui tabelloni
pubblicitari durante, campeggiava lo striscione con la scritta
"L'Italia sarà la prossima meta". Slogan scelto per lanciare e
sostenere la campagna per l'organizzazione della Coppa del Mondo 2015
0 2019. Dondi ci sta lavorando, entro maggio dovrà presentare la
candidatura ufficiale e il 28 luglio l'Irb farà la sua scelta. In
bocca al lupo per la sfida. Certo che la prossima meta, più che il
Mondiale, diventa ora raddrizzare il bilancio del Sei Nazioni.
      I. M.
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LE ALTRE PARTITE

Dopo lo scivolone della precedente gara a Dublino, la Francia contro
la Scozia non poteva permettersi ulteriori passi falsi. Ed alla fine,
seppure col fiatone, la vittoria è arrivata sebbene i coriacei ospiti
abbiano saputo opporre una resistenza ad oltranza degna di nota. «Il
primo dato positivo è che abbiamo vinto» ha esordito Marc Lièvremont
nel dopo partita. «Poi ho visto una Francia che non ha mollato mai su
nulla e che non si è fatta tradire dai nervi evitando di concedere
pericolose penalità. Per il resto siamo stati troppo approssimativi
con l'ovale in mano, vuoi forse anche per la grande pressione
psicologica che gravava su di noi. Comunque dobbiamo lavorare ancora
parecchio per restituire la parola "dignità" alla casacca della nostra
squadra» ha concluso il tecnico visibilmente preoccupato.
      Gli ha fatto eco l'estremo Clément Poitrenaud: «Troppi errori e
troppa foga. Ma perdere giocando bene a Dublino è stato molto peggio.
Dobbiamo migliorarci moltissimo ma sono disposto a firmare subito per
vincere contro il Galles giocando così male come oggi».
      A Cardiff l'Inghilterra ha venduto molto cara la pelle e solo
nel finale il Galles (23-15) ha messo al sicuro il risultato. «È stata
davvero durissima ma la nostra difesa e lo spirito della squadra hanno
saputo fare fronte alla fisicità degli inglesi» ha ammesso Warren
Gatland. Capitan Ryan Jones, seppure contento, avverte: «Il nostro
grande cuore ha saputo reggere alla grande contro l'assalto inglese.
Ma non scomponiamoci perché siamo attesi dall'insidiosissima trasferta
in Francia tra due settimane».
      Il rammarico dell'occasione persa in casa inglese è stato
riassunto così da Martin Johnson: «Giocare in 14 per ben 20 minuti e
concedere 18 punti su penalità è un lusso che non ci possiamo
permettere. Con un po' più di autostima e disciplina oggi avremmo
potuto espugnare il Millennium. Ad ogni modo ho visto un gruppo in
chiara crescita, il che mi fa ben sperare per i prossimi impegni».
      Giampaolo Tassinari
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 Azzurrini battuti, ma con onore

UNDER 20 – A Piacenza gli azzurrini di Romagnoli e Ghini sono andati
vicino all'impresa contro i pari età dell'Irlanda, ma alla fine si
sono dovuti accontentare di un onesto 23-29. Sempre a contatto
dell'avversario, ma sempre sotto, a parte 2' della ripresa (16-16 al
7'). Per gli italiani due mete di Venditti e Furno, quindi 13 punti di
piede del trevigiano Benvenuti, 2 trasformazioni e 3 piazzati. In
campo dall'inizio 4 veneti, Benettin (Carrera), Benvenuti (Benetton),
Cazzola (Casinò di Venezia), Iannone (Tarvisium) e nella ripresa è
entrato Chillon (Carrera). Altre: Galles-Inghilterra 16-28,
Francia-Scozia 30-13; Inghilterra, Irlanda 4, Francia, Scozia 2,
Galles, Italia 0.
      DONNE – Italiane battute 17-35 dall'Irlanda nel secondo turno.
Irlandesi in fuga dalla seconda metà della ripresa (17-18 al 21'). Tre
mete azzurre con Este, Cucchiella e la padovana del Richmond
Zangirolami, una trasformazione di Veronica Schiavon, trevigiana del
Mira. Dodici venete in campo, 10 dall'avvio, Giovanna Bado, Barattin,
Furlan, Peron, Stefan (Benetton), Barbini, Molic, Valentina e Veronica
Schiavon (Mira), Zangirolami (Richmond), quindi a 3' dalla fine
entrate Costa (Benetton) e Veronese (Mira).
      E. G.
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Coppa Italia, Rovigo e Carrera volano, Venezia ko

COPPA ITALIA – Montepaschi e Carrera guidano i due gironi della Coppa
Italia al termine della seconda giornata     Girone A: Femi CZ
Rovigo-AlmavivA Capitolina 25-18 (mete polesane di Anouer, Basson e
Boarato, quindi 10 punti di piede di Ambrosio), Montepaschi
Viadana-Cammi Calvisano 35-9, riposava l'Overmach Parma. Montepaschi
6, Femi CZ, Overmach 4, AlmavivA 1, Cammi 0. Terzo turno (domenica):
Femi CZ-Overmach, AlmavivA-Cammi, riposa il Montepaschi. Girone B:
Rolly Gran Parma–Carrera Padova 15-36 (sei mete patavine, doppietta di
Rosa, quindi Acuna, Ansell, Domolailai e Padrò, inoltre tre
trasformazioni di Mercier), Futura Park Roma–Casinò di Venezia 24–10
(per i veneziani meta di Krause, quindi una trasformazione e un
piazzato di Canale), riposava il Benetton. Carrera 10, Benetton 5,
Futura Park 4, Rolly, Casinò di Venezia 0. Terzo turno (domenica):
Casinò di Venezia-Carrera, Futura Park-Benetton, riposa il Rolly.
      SERIE C – Elite: Belluno-Bassano 24-23, Lido Ve-Feltre 16-50,
Monselice-Alpago 14-30, Jesolo-Lemene 34-22, Pordenone-Conegliano
7-30; Bassano 56, Feltre 49, Belluno 43, Alpago 39, Jesolo 31,
Conegliano 21, Lido Ve 17, Pordenone 11, Lemene 9, Monselice 8. Civ
"Est": Montebelluna-Montereale 110-5, Oderzo-Venjulia 28-13,
Silea-Ped. Livenza 7-25, Cus Udine-Mirano 0-34, Spilimbergo-Valsugana
8-53; Montebelluna 64, Oderzo 47, Ped. Livenza 46, Mirano 32,
Valsugana 28, Venjulia 27, Cus Udine, Silea 17, Spilimbergo 5,
Montereale 2. Civ "Ovest": West Vr-Monsters 19-41,
Altovicentino-Valeggio 48-8, Frassinelle-Valpolicella 22-20, Cus
Vr-Villadose 69-7, Trento-SudTirolo 22-5, riposava Vicenza; Vicenza
63, Monsters 49, Altovicentino 42, Frassinelle 37, Cus Vr 34, West 28,
Valpolicella 14, SudTirolo, Valpolicella 11, Trento 9, Villadose -3.
      SELEZIONE CIV – Una vittoria, un pareggio, una sconfitta nella
trasferta a Tolosa della Sel. Civ Under 16, ospite del Comité
Midi-Pyrénées, nell'ambito del tradizionale scambio fra i 2 comitati.
      Ennio Grosso
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