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[RUGBYLIST] R: Re: R: Italia-Irlanda 10-63

ilfalco7 ilfalco7 a libero.it
Lun 13 Feb 2017 11:31:29 CET


non solo ma siamo sicuri che sia la soluzione migliore?non credo.credo che ci dovrebbe solo essere un.progetto parallelo alle attuali accademie per lo sviluppo di 10 fino ad arrivare a 20 club fortemente strutturati che siano un alternativa in contemporanea alle accademie.†e terminare il progetto federale con due accademie u. 19 in setie A ed una u20 in eccellenza. poi la ricerca di elevate il livelello dell eccellenza.†un piano per una strutturazione nazionale per metodiche di linee tecniche e metodologichex i bambini piu piccoli.inoltre un piano decennale per l impiantistica sposrtiva e strutturazione societaria.poi sperare che manna natura ci regali qualche fuoriclasse.


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-------- Messaggio originale --------Da: Luca Oliver <lucaoliver63 a gmail.com> Data: 13/02/17  10:12  (GMT+01:00) A: rugbylist a rugbylist.it Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: Italia-Irlanda 10-63 

    Nel Gazzettino di
      oggi, Antonio Liviero evoca la "terza
      via", che poi Ť stato uno dei cavalli di battaglia di Innocenti
          alle recenti elezioni federali.

    

        Per non incorrere in violazione dei diritti
    d'autore, dirÚ semplicemente che si tratta di alzare i contributi
    federali di una delle due franchigie, "quella con la partecipazione
    privata piý importante e capace di attirare investimenti dal
    territorio" (non bastava dire: Benetton :-)
    ?), destinando l'altra a compiti di formazione dei giocatori per
    l'altro livello. Per recuperare risorse, sarebbe necessario tagliare
    su centri di formazione under 16 e sulle Accademie, lasciando che
    siano le franchigie a gestire direttamente le proprie accademie e
    mantenendo sul territorio un paio di centri di formazione in zone
    non servite dall'alto livello (nord-ovest, centro-sud ?).

    

    Anche questo Ť un business plan piý che rispettabile ma, come
    precisa lo stesso† Liviero: "non sarebbe certo la soluzione ottimale
    per lo sviluppo del movimento, ma potrebbe bastare almeno a
    tamponare l'emergenza". Si tratta certamente di una strada che
    potrebbe riportare competitivitŗ a breve per almeno una delle due
    franchigie e, di conseguenza, per la nazionale di cui questa
    franchigia rappresenterebbe un "laboratorio" permanente. Ma siamo
    sicuri che la Federazione sia in grado oggi di prendere decisioni di
    tale portata, piuttosto che continuare ad insistere sulla strada
    intrapresa ? Di certo ci aspettano quattro anni difficili, sul piano
    politico e dei risultati, di cui l'articolo di rugbyrama di cui vi
    riporto il link mi sembra una gustosa anticipazione: http://www.rugbyrama.fr/rugby/6-nations/2017/opinion-arretons-le-massacre-litalie-na-clairement-plus-sa-place-dans-le-tournoi_sto6056185/story.shtml.

    

    Ciao a tutti.

    Luca 

    

    Il 12/02/2017 19:51, Giovanni Ciraolo ha scritto:

    
      Gruppo Facebook della Rugbylist
https://www.facebook.com/groups/44366421488/
__________________________________________
      

      
      

      
      
      
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        Di
            solito con il passare delle ore certi giudizi del dopo match
            si stemperano e si guadagna in precisione. Buttare l’Italia
            improvvisamente fuori dal 6 Nazioni mi sembra in effetti
            difficile anche per le tue considerazioni che condivido.
            Grandi nazioni che non hanno una tradizione consolidata di
            rugby non possono aspirare al 6 Nazioni. Piccole nazioni che
            hanno ed hanno avuto un posto stabile ma non ancora di
            vertice nella graduatoria mondiale non mi sembra possano
            aspirare al Torneo. Fino a un certo punto, tuttavia: se
            oltre ad una Italia di cucchiaio di legno si dovesse
            registrare anche una deviazione standard record dei punteggi
            di match, allora si porrebbe il problema di uno spareggio
            annuale tra l’ultima del 6 Nazioni e la prima del dopo. Se
            si verificasse una deviazione standard altissima dei nostri
            risultati questo significherebbe che la nostra nazionale si
            sarebbe trovata completamente fuori partita in alcuni
            confronti chiave con gli avversari. Credo che la Scozia non
            sia mai stata in questa situazione nel senso che quando
            perdeva ripetutamente non era mai fuori combattimento. Io
            temo che oggi la nostra possibilitŗ di invertire il business
            model del nostro rugby, come tu lo chiami, non sia molto
            ampia. Richiederebbe una volonta’ generale di tutto il
            sistema. Non abbiamo neanche una Juventus del rugby! Puntare
            sui club oggi non so cosa potrebbe dare. I club hanno avuto
            il loro momento di gloria ma hanno allevato poco e non mi
            sembra che abbiano sfruttato la fortuna. Credo che abbiano
            anche diversi debiti. I campi di rugby possono aumentare
            quant6o si vuole ma se il popolo italiano non si convince a
            giocare ad alto livello saranno preferiti nella polisportiva
            nazionale calcio, pallavolo, ciclismo, basket, sci ecc. Per
            cambiare il nostro modello di rugby occorre fare un
            confronto a tappeto con il resto del mondo che conta e non
            mi sembra sia mai stato fatto. Nel pre-2000 avevamo
            professionisti di alto livello che giocavano per passione e
            condividevano la cultura anglosassone di elite (ma anche
            quella francese) ed era quello un mondo diverso. Oggi
            abbiamo i Millennials e non Ť la stessa cosa. Vivono anche
            in UK ma con valori completamente diversi. Non sono
            professionisti indipendenti. ††††††††††††
        Le
            dichiarazioni di Favaro mi sembrano difficili da
            condividere. Secondo lui il duro sarebbe quello che non si
            limita alle sconfitte ma guarda sempre avanti … sì ma con il
            6 Nazioni esiste una banca centrale dei valori rugbistici
            europei nella quale siamo entrati dopo poche prove non
            confermate (come accadde con l’euro) e nella quale la moneta
            di riferimento non la mettiamo noi. Noi siamo ancora degli
            azionisti esterni a questa moneta rugbistica esclusiva del 5
            Nazioni che un tempo era ricercatissima e che forse
            ritornera’ ad esserlo. 
        g.ciraolo
        †
        
          
            Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it
                [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it]
                Per conto di Luca Oliver

                Inviato: domenica 12 febbraio 2017 14:36

                A: rugbylist a rugbylist.it

                Oggetto: Re: [RUGBYLIST] Italia-Irlanda 10-63
          
        
        †
        Ciao
          Giovanni, un saluto a tutti.
         
        E' un
          problema di modello di business, argomento che tu conosci
          molto bene.
         
        Il business
          model del 6 Nazioni ha scelto di investire sull'Italia
          all'interno di una vision che ancora oggi punta
          all'allargamento del rugby oltre i confini del Tier I. 
          L'investimento non ha raggiunto i risultati sperati, poichè
          l'Italia ha sfruttato solo parzialmente le enormi
          potenzialità di cui le veniva dato credito (52 milioni di
          abitanti, economia nel G8). Dando per scontato che il modello
          di business sia corretto, l'unica alternativa all'Italia a
          livello di risultati è la Georgia, che però è periferica
          nella geopolitica mondiale. Maggiore "appeal" socio-economico
          hanno sicuramente Romania, Russia, Germania e Spagna, ma al
          momento tecnicamente il confronto sembra impari. A meno che
          non sia sbagliata proprio la vision del rugby board e allora
          l'unica possibilità sarebbe tornare al 5 Nazioni. In sostanza
          non sembra esserci alternativa a questo 6 Nazioni e alla
          strada intrapresa. I britannici, però, sono noti per il loro
          pragmatismo e per avere ben chiare quali sono le priorità
          (leggi: ritorno degli investimenti). Mi immagino quindi che il
          loro pensiero sia che un'alternativa, se non c'è, vada
          creata. Qualche sorpresa in questo senso io me la aspetterei,
          se non a breve sicuramente a medio termine.
         
        Ma è
          questione di modello di business anche a livello nazionale. Il
          modello adottato attualmente è un sistema piramidale
          rovesciato in cui è il vertice ad alimentare la base, secondo
          lo schema nazionali-franchigie-accademie federali-club.
          L’unico modello realmente alternativo è lo schema opposto
          in cui è la base ad alimentare il vertice. Tradotto:
          spostiamo 12 mln € dalle franchigie e dalle accademie
          federali ai club e all’attività di base. Investiamo i soldi
          nell’aumentare il numero di campi dedicati al rugby e nel
          trasformare i campi attuali (anche quelli di Serie
          A/Eccellenza) in veri stadi. Rendiamo i pochi stadi degni di
          questo nome in vere e proprie “cattedrali” del rugby
          italiano. Sosteniamo e potenziamo le Accademie a livello di
          club, soprattutto i pi√Ļ importanti. Potenziamo il campionato
          di Eccellenza e lasciamo che i migliori giocatori vadano a
          frequentare le Università del rugby all’estero.  Tutto
          chiaro ? Chiarissimo … Peccato che questo modello di
          business alternativo sia stato pi√Ļ volte presentato a
          altrettante volte bocciato durante le assise del rugby
          nazionale, che hanno premiato il modello istituzionale prima
          con Dondi e poi con Gavazzi (due volte !!!) nonostante scosse
          e scricchiolii fossero ben chiaramente udibili …
         
        Quindi ?
          Quindi forse hanno veramente ragione quelli che dicono: “Eh,
          tocca continuare a spingere … !!! Non c’è alternativa …
          !!!”
         
        Scusate la
          lunghezza.
         
        Ciao.
        Luca 
        11/02/2017 17:47, Giovanni Ciraolo ha scritto:
        
          Gruppo Facebook della Rugbylist
          https://www.facebook.com/groups/44366421488/
          __________________________________________
          

            

            

            
          
            Penso che un
                sogno così non si ripeterà più … cantava Modugno,
                in realt√† il sogno si sta ripetendo pi√Ļ volte, ma √®
                un incubo! Io credo che dopo match del genere si
                dovrebbe dimettere tutto lo staff federale e gran parte
                delle istanze tecniche del rugby italiano. Almeno, con
                Johnstone, eravamo del rugby-groviera ma sapevamo che le
                cose potevano cambiare, perché lui stava facendo un
                lavoro pazzesco nella periferia del nostro rugby. Adesso
                siamo tornati agli allenatori filosofi. Appena si passa
                da un contesto fisico strettissimo ad uno tattico
                avviene l’ecatombe. Penso che occorra fare qualcosa.
                Ci vorrebbe una assemblea generale di tutti i tesserati
                federali ed anche oltre, una specie di primaria generale
                del rugby italiano fatta su pi√Ļ giorni online con tanto
                di “cahiers de doléances”. Così proprio non si
                può andare avanti. I francesi con Laporte, passato il
                disastro della coppa del mondo inglese con gli AB,
                stanno progettando una grande WRC in Giappone e vogliono
                ospitare la Coppa successiva in Francia. Noi cosa
                abbiamo di percorso fattibile? Inutile rifarci alla U20,
                pur meritoria, perché negli altri grandi paesi è
                proprio in quella fascia 20-22 anni che forgiano in modo
                finale dei giocatori fisicamente esplosivi e dei veri
                uomini di rugby. Soprattutto fanno prendere loro delle
                scelte definitive. Noi spesso temporeggiamo. E’ duro
                parlare di scelte definitive, ma è lo sport.     
          
          

            

            

            
          __________________________________________
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          http://www.rugbylist.it/mailman/options/rugbylist††††† 
        
        †
      
      

      
      

      __________________________________________
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