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Re: [RUGBYLIST] Fw: rugby è cuore

Giovanni Ciraolo jxcira a tin.it
Dom 22 Apr 2007 15:40:16 CEST


Una piccola digressione storica sull'inno di Mameli.
Mameli lo ha composto nel corso dei moti genovesi del 1947, prima di 
partecipare all'insurrezione di Milano del 48 con una legione che entro' 
dentro la citta' prima di essere bloccata dal mancato ricongiungimento con 
altre formazioni, specie mantovane. Lo stesso Mameli partecipo' in prima 
persona agli avvenimenti romani del 1949, quale allievo e corrispondente 
principale sia di Mazzini che di Garibaldi, ed a Roma trovo' la morte dopo 
una ferita non gravissima al Gianicolo, curata in modo disastroso dai medici 
di allora.
L'Inno di Mameli e' l'espressione di un momento (diciamo piuttosto abnorme, 
considerando la nostra storia corrente) di infiammazione patriottica, anche 
romanocentrica se vogliamo...pur avendo Mameli operato in tutto il 
centro-nord dell'Italia ed essendo ben collegato ai moti palermitani 
dell'epoca. Il nostro inno nazionale riflette l'entusiasmo di un particolare 
periodo, quindi manca della solennita' e della continuita' sentimentale di 
altri inni simili.
Il nostro inno andrebbe suonato con ritmi non rapidi per evitare che appaia 
come una marcetta, cosa che musicalmente non e'. La banda militare che viene 
a suonarlo in occasioni importanti dovrebbe forse essere la stessa di quella 
che suona l'inno al Quirinale (alternandosi tra le varie armi).
L'Italia possiede numerosi canti, militari e civili riflessi anche nella 
lirica verdiana ma non solo in quella (tra l'altro, Verdi musico' anche un 
inno militare composto da Mameli).
Certo, allo stadio, gli stranieri ci surclassano sul piano delle intonazioni 
e della continuita' corale. Da noi, spesso, ci si sente italiani solo in 
certe occasioni. Questo si riflette forse anche nel modo di supportare, 
criticare, sostenere la squadra nazionale, ed anche in un certo 
campanilismo. Anche nel rugby, tra la FIR nazionale ed il club locale non 
c'e' quel tessuto di relazioni federali multiple che esiste in ogni nazione 
comparabile. La Fir decide a livello nazionale premi, borse, incentivi 
etc..e a livello locale il singolo club ha i suoi vivai, le sue 
consuetudini, le sue conoscenze. Un sistema Italia non esiste, del resto, da 
nessuna parte, ne' in campo sportivo, ne' a livello di imprese o di 
pubbliche amministrazioni. Se proprio si deve fare un federalismo anche 
sportivo, suggerireri di conferirne i poteri e i mezzi ai comuni, che sono 
forse l'unica istituzione 'naturale' e rispettata esistente in Italia.
giovanni

----- Original Message ----- 
From: "Nino Rhodigi" <ninorhodigi a virgilio.it>
To: "Kocis Munarin" <seilala a alice.it>; <rugbylist a rugbylist.it>
Sent: Sunday, April 22, 2007 11:09 AM
Subject: R: [RUGBYLIST] Fw: rugby è cuore


> Bravo Kocis
>
> Hai scritto cose semlici e nello stesso tempo 'profonde e vere'.
> Sappi che anch'io la penso esattamente come te:ogni volta che sento 
> l'Innno
> di Mameli ( e non solo nelle partite di rugby...) mi sento commuovere e
> spesso orgoglio di essere italiani.
> In quanto mnoi italiani, pur con i nostri immensi difetti e le nostre
> mancanze, abbiamo fatto delle cose per cui dobbiamo sentirci fieri di 
> essere
> italiani .
> Ti saluati con grande simpatia
>
> Leonino
>
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it
> [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it]Per conto di Kocis Munarin
> Inviato: sabato 21 aprile 2007 14.08
> A: rugbylist a rugbylist.it
> Oggetto: [RUGBYLIST] Fw: rugby è cuore
>
>
> Motivazione prego?
> Perchè ti ho giudicato?
> Come la vedo io uno che si ritiene sportivo, sia esso praticante o 
> semplice
> appassionato, non credo che cantando l'inno della propria nazione non si
> emozioni, indifferentemente che sia a casa da solo o allo stadio (magari 
> al
> Flaminio) con altri 26999 tifosi!
> Stai bene attento, dico emozionarsi, non necessariamente piangere!
> Secondo me dietro l'inno ci sono molte cose: il fatto di appartenere ad 
> una
> nazione (anche se non si può andar fieri della mafia, di tangentopoli, di
> calciopoli, dei calciatori miliardari del nostro campionato che sono tra i
> più grandi simulatori, dello scoglio che esiste ancora tra polentoni e
> terroni, dei politici che si aumentano lo stipendio e tu ti ammazzi di
> lavoro x cercare di vivere dignitosamente: e mi ritengo ancora super
> fortunato!), il fatto di aver avuto il nonno tra i partigiani che 
> lottavano
> per l'unità del Paese: dovresti sentire uno dei suoi pochi racconti che mi
> ha concesso! Il fatto di aver partecipato ad un paio di raduni con la naz
> U18 e veder ora quelli che erano con te, in campo ad affrontare i campioni
> del 6 NAZIONI perché anche loro sono dei campioni!
> Non so se tu sei mai stato in Galles, ma io ho avuto la fortuna di
> aggregarmi ad un gruppo di amici e ci son stato in occasione dell'ultima
> giornata del 6 NAZIONI a vedere Galles-Inghilterra.
> Gioco a rugby da quando avevo 8 anni, anzi giocavo perché quest'inverno ho
> dovuto fermarmi: sono entrato allo stadio e mi son venute le lacrime, poi 
> ho
> chiamato mio papà, anche lui rugbysta da una vita, gli ho detto "sono
> dentro" (perché grazie a Castro avevamo solo 4 biglietti su 10 e quindi 
> non
> ero sicuro di entrare!) e li mi è venuto un nodo alla gola tanto da non
> riuscir più a proferire alcun suono! Da li ho capito perché si dice che il
> Galles è un paese che vive per il rugby, più dei neozelandesi! Non ti dico
> poi l'emozione durante il loro inno!
> Non voglio dire che io son giusto e tu no, anche perché per fortuna non
> siamo tutti uguali, ma intendo solo che come la vedo io mi sembra strano 
> ci
> si possa sentire così distaccati verso un qualcosa che invece ci dovrebbe
> rappresentare!
> Un saluto amichevole,
>
> Munarin Kocis
> da Casale sul Sile
> 29 anni
> rugbysta
> (e ormai credo ex giocatore purtroppo)
>
>
>
>> ----- Original Message -----
>> From: "Enrico Pavanello" <enrico.pavanello a gmail.com>
>> To: "Kocis Munarin" <seilala a alice.it>
>> Sent: Friday, April 20, 2007 9:12 AM
>> Subject: Re: [RUGBYLIST] inno d'italia (amarcord rugbylist)
>>
>>
>> > vol dir ke no te si ITALIAN!
>>
>> Se scrivi così mi viene da pensare lo stesso di te.
>> Comunque pensala come vuoi.
>>
>> Ciao
>> Enrico
>>
>> --
>> ...no, non si può giocare a rugby con chicchessia, senza essergli
>> amico, per sempre.
>> Lando Cosi (Piccolo Grande Rugby Antico)
>>
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