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[RUGBYLIST] La risposta di Giacomo Mazzocchi (!!!)

Angelo.Volpe angelo.volpe a poste.it
Lun 24 Set 2007 18:15:32 CEST


Cari listaroli, il 23 settembre ho inviato questa mail al signor Giacomo Mazzocchi per rappresentargli il mio disaccordo con quanto da lui scritto sul sito ilvelino.it (riportato in list.)
Oggi mi è giunta la sua risposta che mi ha lasciato oltremodo interdetto e basito. Mazzocchi va ben al di là e addirittura arriva a pretendere un cambio della guardia cacciando il CT Berbizier (a suo dire gravatao da difetti mentali!) all'indomani della partita con la Romania affidando la guida della squadra a Bortolami e Bollesan. A suffragare le sue bislacche tesi cita ad esempio la nazionale di calcio che chiusa in rigido silenzio stampa ebbe a vincere i mondiali dell'1982. Certo che c'era da aspettarselo che l'ispirazione doveva necessariamente riferirsi al calcio. Infatti far fuori un allenatore è squisitamente in stile calcistico. Evito il commento alle altre affermazioni del Mazzocchi che lascio direttamente a voi.
Buona lettura (si fa per dire...)

Angelo 
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Spettabile Redazione de Il Velino (all'att.ne sig. Mazzocchi),
l'articolo (ne avevamo letto un altro alcuni giorni fa, dello stesso tono, se non peggiore) è molto aspro e viene a cadere in un momento in cui servirebbe sostegno alla squadra piuttosto che polemiche e stroncature. Le stroncature in corso d'opera sono tipicamente sintomo di chi polemizza strillando per il gusto di farlo, per acquistare visibilità o per levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Forse ci sarà qualche conto in sospeso da regolare tra l'autore e la F.I.R di cui era addetto stampa....? Se così fosse (il sospetto di fronte a tanta astiosità nasce spontaneo), quale occasione migliore per affondare la lama in un momento di difficoltà della squadra azzurra?
Però.... C'è un fondo di verità in alcune delle accuse (solo alcune) lanciate contro tutto e tutti, laddove scrive che gli azzurri sono troppo distolti dall'impegno prettamente agonistico a favore di situazioni che esulano dal gioco e dalla preparazione. Impegni extra sportivi che deconcentrano il gruppo. Si potrebbe discutere anche su questo, perchè partecipare a iniziative diverse potrebbe invece alleggerire la tensione psicologica e la pressione che incombe sui giocatori. In ogni caso, è il momento e il tono complessivo che sono assolutamente sbagliati, ad una settimana dalla partita decisiva contro la Scozia.
Lo dico ancora una volta, con spirito sinceramente positivo e costruttivo. In questo momento serve dare sostegno e non alimentare polemiche al vetriolo. E un uomo dai trascorsi sportivi e professionali come Mazzocchi dovrebbe rendersene perfettamente conto. Ci sarà tempo e modo per far sentire le proprie ragioni, se lo riterrà opportuno. Non adesso.
Grazie per l'attenzione.
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Risposta di Mazzocchi:

E' vero che sono stato il Direttore della Comunicazione della FIR dal maggio 
del 2001 al luglio del 2007, periodo che coincide con il grande boom 
dell'immagine del rugby, anche quando si perdeva sempre. Una rottura causata 
dalla diversa ottica da dare alla comunicazione specie attorno alla Nazionale e 
dentro ed ai miei inascoltati  richiami ad una conduzione più consona in tante 
diverse direzioni. E' verissimo, anche, che le mie osservazioni non sono 
tenere, ma erano e sono mosse soltanto da intenti costruttivi. Fin dall'inizio, 
dalla vigilia ho messo il dito sulla piaga di questa Nazionale: la fuga del c.
t. Berbizier portandosi in Francia mezza nazionale e delegando tutte le 
proprie funzioni alla megalomania inesperta ed ambiziosa del Team Nanager 
Carclo Checchinato che non raccoglie le simpatie dell'ambiente. Ciò -unito alla 
presenza di 16 stranieri su 30 e del il fatto che dei 14 italiani restanti 8 
giocassero all'estero - stava minando all'origine le motivazioni della nostra 
Nazionale già handicappata dai mesi di prigionia nelle lande sperdute ed 
irragiungibili della Borghesiana.
Angelo Volpe dovrebbe anche sapere che è facile criticare dopo  o montare dopo 
sul carro dei vincitori. Io, al contrario, dico che le denunce debbano essere 
fatte prima, quando possono essere utili. Fra i miei scritti, appena palesatisi 
i difetti mentali della Nazionale dell'Ex Ct Berbizier, ho immediatamente 
sostenuto che era necessario, nonchè possibile e fattibile, operare un 
immediato cambiamento al vertice della squadra affidandola al Capitan B 
ortolami ed all'uomo migliofe del rugby italiano, Marco Bollesan, azzurro,
capitano ed allenatore della Nazionale. Fra l'altro al seguito azzurro da 6 
anni e presente in carne ossa in Francia.Dicevo che avevamo tutto il tempo dopo 
la Romania ( 17 giorni per operare questo cambio. Ci appellavamo al buon senso 
ed al coraggio del Presidente Dondi per arrivarci. Ancora più costruttivamente,
dopo la brutta figura contro i dilettanti portoghesi, invocavo lo stesso 
Presidente Dondi, a rimboccarsi le maniche e riprendersi quel ruolo di Team 
Manager che aveva brillantemente sostenuto con la Nazionale di Coste che ha 
portato l'Italia nel Sei Nazioni! Critici con ampie argomentazioni, ma 
soprattutto costruttivi nella speranza di contribuire ad evitare la catastrofe 
di una clamorosa ed irripetile perdita di occasione. Con conseguente ri-
precipizio del rugby nell'oscurità.  Se a fa scattare l'intervento di Angelo 
Volpe è stato l'ultimo articolo, quello relativo alle troppe distrazioni, dico 
che Volpe, se amasse il rugby come lo amano i tanti rugbysti che mi hanno 
scritto e telefonato per aderire alle mie istanze, avrebbe dovuto anche lui 
indignarsi per tutte ,le pagliacciate che avvengono in seno ed attorno alla 
Nazionale e che vengon divulgate in un momento così difficile e decisivo della 
storia del rugby. Questioni di orgoglio e di dignità!
Se poi Angelo Volpe vuole sostenere che sia meglio dire stringiamoci attorno 
alla Nazionale in difficoltà per non fare peggiorare le cose,  dico: niente di 
più controproducente. Prima di tutto perchè peggio di così le cose non possono 
andare e poi ricordando i precedenti  del calcio che ha vinto i Mondiali 
dell'84 grazie alle reazioni alle critiche impietose abbattutesi sul clan 
azzurro in Francia (tanto da finire in silenzio stampa permanente), mentre la  
Nazionale del mondiale tedesco ha vissuto le sue vicende in pieno Calciopoli 
che non risparmiò neanche il C.T. Lippi. No, caro Volpe non credo che essere 
complici del sistema sia la miglior medicina per curare il malato. Non in 
Italia, non nello sport italiano e soprattutto non nel rugby!
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