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[RUGBYLIST] Nuovo coach sudafricano

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Gio 10 Gen 2008 10:05:59 CET


Notizia che riporto dall'ANSA.
Ciao.
Franco (TV)

Rugby: un nero ct degli Springboks
di Alessandro Castellani

ROMA - Cade l'ultimo bastione, il rugby non é più lo sport dei bianchi
e il Sudafrica si apre definitivamente al mondo e sceglie per gli
Springboks un commissario tecnico di colore: mai prima d'ora era
successo, e la scelta ha un valore ancora più simbolico della chiamata
in nazionale del giocatore nero come Habana. Per ora resta una
nazionale a larga maggioranza bianca (14 su 15 titolari ai Mondiali),
ma guidata da un tecnico 'coloured'. E' stato un ballottaggio
all'ultimo voto, il consiglio federale si è spaccato, ma alla fine sul
favorito Heyneke Meyer, allenatore dei Bulls di Pretoria e il
preferito dall'associazione giocatori (il 77% dei rugbisti consultati
si era espresso per lui), ha prevalso Peter De Villiers, che passa
dalla nazionale under 21 a quella campione del mondo, ereditando il
ruolo di Jake White.

L'ormai ex ct è stato il trionfatore di Parigi, ma anche il fiero
oppositore delle quote nere e di qualsiasi trattamento preferenziale
per i giocatori di colore, che la federazione voleva imporgli in base
alle 'raccomandazioni' del Parlamento. Anche per questo, e in risposta
a certe critiche dei politici del suo paese che avevano minacciato
perfino il ritiro dei passaporti, aveva già deciso di andarsene già
prima del trionfo mondiale. Ora la squadra del paese arcobaleno dovrà
davvero essere la squadra di tutti, e poco importa che, nonostante le
prodezze in terra di Francia del mulatto Bryan Habana, l'ala-sprinter
che ha sfidato perfino un ghepardo, nel rugby i migliori giocatori
continuino ad essere bianchi. Il nuovo Sudafrica è a guida nera, ed è
presumibile che de Villiers aumenti il numero dei convocati che hanno
un colore di pelle simile al suo e a quello di Chester Williams,
l'unico campione del mondo non bianco del 1995 e ora tecnico che era
anche lui in lizza per la nazionale. In attesa delle prime scelte del
nuovo tecnico, il presidente federale Oregan Hoskins è stato sincero e
davanti a una foltissima platea ha fatto presente di voler "essere
onesto: lo devo a tutto il paese, quindi dico che questa è stata una
decisione presa non solo per motivi puramente rugbistici. in Sudafrica
questo è un momento di grandi cambiamenti, e abbiamo preso la cosa
molto seriamente".

 "La verità - ha aggiunto - é che oggi Peter de Villiers ha fatto la
storia, diventando il primo coach nero degli Springboks. E' un vero
leader, e un tecnico di provato valore ed ora crediamo che la
fratellanza del rugby lo aiuterà in questa nuova fase del nostro
sport". Il nuovo ct ha promesso che per ora non farà rivoluzioni,
"perché sarebbe stupido, visto che il Sudafrica è campione del mondo:
i cambiamenti saranno quindi graduali", ma probabilmente tutti in
un'unica direzione, quella di una rosa degli Springboks molto più
'colorata'.

 Nel rugby universale di oggi, con l'Italia del sudafricano Mallett
piena di stranieri e l'Inghilterra che per l'imminente Sei Nazioni
chiama il gigantesco 'metaman' tongano Lesley Vainikolo, succederà
anche questo. In ogni sport le uniche 'quote' che contano dovrebbero
esser quelle della bravura; ma per abbattere l'ultimo muro
dell'apartheid il Sudafrica vuole fare un'eccezione.



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