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[RUGBYLIST] giornata nera

Tommaso Balbi tbalbi a inwind.it
Sab 11 Ott 2008 15:12:43 CEST


A volte capita qualche giornata no, nel mio caso è la normalità. 3 week end addietro mi è capitato di tutto e vado ad esporlo nel riassunto sottostante. Lo so che qualcuno storcerà il naso dicendo che non è inerente al rugby, però scrivere e rendere partecipe altre persone di situazioni che a rileggere può far scaturire un sorriso, è anche un modo per scaricare la rabbia e il nervosismo.

  

 

                                                                                         GIORNATA NERA 

 

“I HAVE DREAM !” No, non sono la reincarnazione di  Martin Luther king ma bensì un povero reietto che si è incasinato ulteriormente la vita comprandosi un pub e non ha più tempo per frequentare gli amici, però gli amici possono venire al pub a trovare sto sfigato della madonna che non fa altro che casini. AIUTO IL MONDO MI ODIA!!! Questo fine settimana il mio amico svizzero Stefano ha avuto la splendida idea di venirmi a trovare con il figlio di 5 anni perché voleva fare un  giorno di mare. È arrivato sabato alle 13 alla stazione di Napoli e già ho bestemmiato in turco perché ho la mia macchina rotta e nella nottata tra venerdì e sabato, mia moglie tornando dal lavoro ha rotto anche la sua. Intravedo una sola soluzione, la seconda macchina dei miei che stanno trascorrendo il fine settimana in Calabria. Ore 9,45, non essendo sicuro dell’orario d’arrivo (ricordavo 13,48), chiamo in Svizzera per parlare con la moglie; amara sorpresa,il mio telefono non è abilitato per le chiamate ad alta tariffazione ( non ho capito, una telefonata in svizzera è come chiamare una puttana a pagamento????): chiamo il 155 e mi viene detto che il ministro ha dato disposizione di bloccare tutti i numeri ad alta tariffazione e se voglio devo chiamare per permettere alla mia linea di accedere al servizio che mi hanno privato. Dopo varie cadute di linea riesco a fare la procedura per l’attivazione che però non è immediata ma nell’arco delle 24 h. . Cosa fare? Un lampo di genio, andare a telefonare da un phone center. Ore 10 chiamo mio padre sul cellulare e risponde mia madre con voce agitata, la cosa mi insospettisce e cerco di capire cosa è successo: dopo tentennamenti mi dice che mio padre è stato ricoverato in ospedale per un attacco di cuore e aveva provveduto ad avvisare i miei fratelli che si erano guardati bene dal dirmelo. Incazzato chiamo i miei fratelli e riesco a beccare Renato ( il più piccolo) che candidamente mi dice che non mi hanno chiamato perché impegnato con il lavoro non sarei stato di grande aiuto ( però non toglie che me lo potevano far sapere ). Comunque recupero la macchina, vado al phone center e chiamo in Svizzera, mi risponde Alexandra moglie di Stefano, non sa l’orario di arrivo del marito e mi da il cellulare del marito. Tento di chiamarlo ma non riesco perché il cellulare è svizzero e lui si trova in Italia. Richiamo Alexandra che dalla Svizzera chiama il marito e poi chiama a casa da mia moglie che a sua volta mi contatta sul cellulare e mi avvisa che arriva alle 13,38. Mi avventuro in Napoli, zona ferrovia alle ore 12 (sono un pazzo ed incosciente), dopo aver percorso 200mt in ben 1 h raggiungo la stazione. Ore 13,20 parcheggio e mi accingo ad entrare in stazione. Trilla il cellulare, mia moglie mi avvisa che Stefano è già in stazione che mi aspetta e mi rassicura che non sono del tutto uscito di senno, perché un 13,48 è stato menzionato ma per il treno del ritorno mentre l’arrivo era alle 13,12 e non alle 13,38 (non ho capito un cazzo). Raccatto lui e il figlio e scappo a casa. Ore 14,20, arriviamo a Giugliano dove mia moglie ci fa trovare la tavola imbandita e scappa a lavorare (è maitre ed ha gestito una festa a casa di un tizio a Marano ed tornata alle 2 di notte a casa). Pranziamo e lavo i piatti, si fa l’ora per andare ad aprire il pub. Io e Tiziano (mio figlio) andiamo al pub, non prima di aver telefonato ad un ristorante per prenotare per Stefano il figlio e mia figlia Maria Grazia che è restata a fargli compagnia. Torniamo dal pub alle 3 di notte. Domenica mattina ore 9,00 carico in macchina mia moglie, Stefano ed il figlio ed accompagno nell’ordine: mia moglie all’Adelaide (l’albergo per cui lavora) perché deve gestire una comunione e padre e figlio ad ischitella lido delle sirene per la fatidica giornata di mare. Arrivati al lido, la desolazione più completa, il proprietario che mi conosce, mosso da pietà fa aprire un ombrellone ed un lettino per lo svizzerotto. Li saluto dicendogli che li avrei recuperati intorno alle ore 15,30 e scappo al pub per la preparazione per il pranzo (stiamo aprendo la domenica a pranzo facendo un menù a 20€ più la visione della partita del Napoli). I clienti del pub invece di venire alle 13,30 si presentano alle 15. riesco a staccarmi alle 16,30 dopo varie imprecazioni del mio socio e alle 17 recupero i bagnanti e li accompagno a Giugliano e rientro nuovamente al pub a Soccavo (fra andata e ritorno sono 80 Km.). 0re 3 di notte ritorno a casa. Ore 7 mi sveglio per accompagnare i bimbi a scuola ma mia moglie impietosita dice che va lei. Mi giro nel letto per alzarmi alle 9. Nel frattempo lo svizzerotto (cretino) ha avuto la splendida idea di andare in salumeria a fare i panini per il viaggio di ritorno e gli hanno chiesto 30 centesimi a panino per il taglio (che da indagini ulteriori, si è capito che era il costo dei panini e non un sopruso patito). Poi siamo andati insieme al bar ed ha controllato il costo del caffè, 80 cent ed ha detto: “ questo è stato onesto, mi ha fatto pagare come un italiano” ( la qual cosa era stata anche per i panini solo che non aveva capito a cosa si riferivano i 30 cent chiesti). Rientriamo e mia moglie cucina per i partenti che mangiano alle 11,30. Ore 12,10 ci avviamo alla stazione di Giugliano da dove devono prendere il treno per Napoli per poi proseguire alle 13,48 per Milano. Arrivati in stazione, un primo annuncio da 10’ di ritardo, dopo poco passano a 15’ per poi dire che causa disordini alla stazione di Napoli (binari occupati) il treno non si sapeva quando sarebbe partito. Cosa fare? Faccio salire gli svizzerotti in auto e corro alla stazione centrale, dove arrivo dopo varie peripezie alle 13,20. Entriamo in stazione e troviamo il caos, nessuno sapeva niente. Guardo l’orologio e mancano pochi minuti alle 13,30 e rassicuro il mio amico dicendo: “ non ti preoccupare, tra poco è ora di pranzo, i manifestanti andranno a mangiare e il servizio riprenderà”. La qual cosa si verifica qualche minuto dopo. In lontananza vediamo avanzare decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa che scortano un sparuto gruppo di manifestanti che d’aspetto non hanno nulla da invidiare agli ospiti che lo stato nutre nelle patrie galere. Con un megafono inneggiavano al loro diritto al lavoro facendo sventolare 2 bandiere rosse con su scritto una sigla non identificabile (non voglio fare nessuna strumentalizzazione politica di ciò che ho scritto, è semplicemente una costatazione). Sinceramente per il numero di agenti impiegati ci aspettavamo almeno qualche centinaio di manifestanti. Comunque tra l’ilarità, lo stupore e la rabbia dei passeggeri che hanno dovuto subire il disaggio per colpa di questi nullafacenti, alle 13,35 viene annunciata la ripresa del servizio. Saluto gli svizzerotti e torno a casa. Come arrivo, insieme a mia moglie portiamo la sua macchina dal meccanico a miano (quartiere di Napoli) io guido la sua e lei quella di mio padre. Ore 15 lasciamo la macchina che mi verrà consegnata il giorno dopo e che andrò a prendere lasciando la mia che si dovrà aggiustare, e torniamo a casa dove mia figlia mi aspetta perché devo accompagnarla a fare allenamento di calcetto ( è la portiera ed è anche forte ). Ore 19 mi becco il cazziatone da mia figlia perché ho ritardato 10’ a prenderla dopo l’allenamento. Rientriamo a casa, mia moglie fa le pulizie, mia figlia non sazia dell’allenamento di calcetto, chatta con l’allenatore di pallanuoto che la vuole assolutamente nella sua squadra di serie B quest’anno ( è una promessa della pallanuoto partenopea, è sotto osservazione di varie società anche di sere A e il 19 dicembre farà 13 anni). Ore 20,30 ci sediamo a tavola per cenare, manca Tiziano (16 anni a novembre) che sta da un amico a studiare ( è rientrato alle 23 dicendo che ha dovuto anticipare i compiti altrimenti non si sarebbe potuto allenare al rugby questa settimana). Lunedì è il mio giorno di festa al lavoro (chiusura settimanale del pub), mi avrebbe fatto piacere stare tutta la famiglia unita perché non so quando potrà capitare nuovamente. Comunque un altro fine settimana così e mi ritiro in convento. 

Saluti a tutti, Tommaso Balbi

 

 

 

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