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[RUGBYLIST] Reply: Dal Gazzettino on line

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Mer 22 Lug 2009 15:01:33 CEST


Ho depurato l'articolo dalle citazioni riguardanti i politici...

angelo
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Rugby. Celtic, la Federazione ammette:
«Veneto escluso con un colpo di mano»
Il presidente Dondi prova a salvare il Benetton e la faccia 



di Ivan Malfatto
VENEZIA (22 luglio) - La sensazione è quella di chi vuole chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi. Con il timore che la porta, prima, abbia contribuito lui stesso ad aprirla. 
Dopo l’annuncio del vicepresidente della Fir Zeno Zanandrea («La candidatura di Roma non sta in piedi, farò le pulci in commissione finanziaria»), ora tocca al suo superiore Giancarlo Dondi. «Sono venuto apposta a Roma - spiega il presidente federale - per incaricare due studi legali esterni fine di verificare la correttezza e la legittimità della procedura seguita nel processo di valutazione delle candidature. Se troveranno errori sospenderò la delibera sull’assegnazione delle franchigie di Celtic League e riconvocherò il consiglio federale. E intanto mi attiverò con la Celtic per un’eventuale terza candidatura italiana».

Fumo negli occhi del Nordest, per far smaltire la rabbia e placare le proteste? O reale pentimento, con il tentativo di rimediare al misfatto di aver escluso il Veneto dal rugby che conta? Dondi giura che è la seconda ipotesi. E che nel consiglio della vergogna, dove si è decisa l’ammissione di Aironi Viadana e Pretoriani Roma lui si è battuto per il Veneto. «Ho chiesto di non fare stupidaggini - svela - Ho detto: dobbiamo scegliere le due candidate migliori. Non ho fatto nomi. Ma tutti sapevano a chi mi riferivo. Invece è uscito quel risultato (Aironi 12, Pretoriani 10, Benetton e Duchi 9). Un colpo di mano. Ma io, Saccà, Barzoni e sei veneti abbiamo votato Treviso».

Uno dei sette consiglieri veneti avrebbe quindi "tradito". Una terza ipotesi rispetto a quella di Zanandrea e Mazzariol («Abbiamo votato tutti e 7 compatti») e alla prima ricostruzione del consiglio (2-3 veneti contrari). Qualunque sia la verità, è la conferma che il voto segreto ha affidato la scelta a una giungla di interessi e e di conflitti, difficile da decifrare e districare.

L’altra considerazione è sul colpo di mano. Possibile che un presidente capace di vincere da 13 anni in qua tutte le battaglie che contano in consiglio perda proprio quella su una scelta così importante? Difficile dare una risposta. Ma se è davvero così, Dondi ha il dovere di rimediare.

«Per me una presidenza che prende una decisione del genere è sfiduciata - dice Stefano Biondi del Lido di Venezia, la voce della base - Il danno per il Veneto è incalcolabile. Per questo nel momento più basso di sempre del nostro rugby ho chiesto al Civ di convocare un’assemblea di tutte le società e i consiglieri federali». La lettera è già partita. Chissà cosa deciderà il presidente del Civ Roberto Bortolato. Non è un mistero che lui e il suo grande elettore Tullio Rosolen siano da sempre politicamente rivali di Treviso.







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