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[RUGBYLIST] Notizie del lunedì

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Lun 18 Gen 2010 14:30:12 CET


Dal Gazzettino.
Ciao.
Franco (TV)

Addio al gigante
sudafricano Naudè

Rugby in lutto per l’improvvisa scomparsa di Dirk Naudè, il gigante
sudafricano (2,05 metri, 115 chili) due volte campionde d’Italia con
la Sanson Rovigo nel ’76 e nel ’79. L’ex seconda linea, 57 anni, è
deceduto sabato a Città del Capo in seguito a un malore.
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Il tecnico dell’irlanda anticipa la sfida del Sei Nazioni

Smal mette in guardia
la mischia dell’Italia

«La prima linea dell’Italia è forte. Ma non è ancora la più forte del
mondo. E altro non dico, visto che presto l’affronteremo. Non voglio
avvantaggiarla»
      Gert Smal lancia la sfida al connazionale Nick Mallett.
Irlanda-Italia il 6 febbraio a Dublino aprirà il Sei Nazioni. E sarà
anche un derby sudafricano in panchina. L’allenatore della mischia e
dei punti d’incontro dell’Irlanda lo gioca in anticipo. Approfittando
della visita a Treviso, per vedere in azione il Munster con il
pacchetto della nazionale, e a Rovigo per rivedere dopo 9 anni di
assenza dalla città i compagni degli scudetti rossoblu 1988-90.
      «Per battere l’Italia oggi bisogna essere al 100% della
condizione - continua Smal, assistant di Declan Kidney, ct irlandese -
È cresciuta come squadra. La sua mischia mi ha impressionato contro la
Nuova Zelanda. Ma anche la nostra non è male. Ha un grande giocatore
come capitano. Ma Sergio Parisse non giocherà perchè infortunato.
Affronteremo il pacchetto azzurro con il massimo della concentrazione.
E chi non lo farà nel torneo avrà brutte sorprese».
      L’Irlanda rispetta dunque l’Italia. Ma da campione in carica non
la teme. E punta al bis del Grande Slam. «Sarà molto difficile
realizzarlo - dice con franchezza Smal - Le rivali sono cresciute,
soprattutto la Francia. Sarà dura batterla a Parigi. Noi comunque
puntiamo ancora al Grande Slam (3 match in casa, ma l’Inghilterra a
Londra, ndr). Nello sport devi sempre puntare a ottenere il massimo.
In Irlanda vincere il Grande Slam dopo 60 anni (nel 1948 l’altro) è
stato un evento epocale, andato oltre il rugby. Ha dato entusiasmo,
forza e speranza a una nazione bastonata nel 2009 più di ogni altra in
Europa dalla crisi economica. A livello sociale è stato come in
Sudafrica le vittorie nella Coppa del Mondo. Hanno avuto un
bell’effetto sul difficile processo di integrazione razziale. Sia in
Irlanda che nel mio Paese si percepiva tra la gente lo spirito
positivo trasmesso dai grandi successi sportivi. E io (Smal nel ’07
era assistant di Jake White, ndr) sono un uomo fortunato, perchè sono
riuscito a viverli entrambi da protagonista».
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Per il Benetton
ultimo atto
a Perpignan

 Sei sconfitte su sei per le italiane in coppa. In Heineken Cup oltre
al Benetton, battuto in casa dal Munster 7-44 (per i trevigiani meta
di Zanni trasformata da Goosen), sconfitto anche il Viadana a
Leicester 47-8 (per i mantovani meta di Canavosio e un piazzato di
Law). Sabato prossimo il Benetton sarà impegnato nell’ultimo turno a
Perpignan, già piegato all’andata. In palio il terzo posto del girone,
con i campioni di Francia che precedono i biancoverdi di un punto. Il
Viadana riceverà il Clermont di Canale.
      Nella Amlin Challenge Cup il Rovigo si è inchinato a Castres
47-0, mentre il Petrarca ha tenuto testa in casa ai francesi del
Montauban (23-31). Roma travolta sul campo del London Wasps (50-16),
mentre il Parma ha ceduto in casa al Leada (16-38). Venerdì il
Petrarca va a Newcastle, sabato il Rovigo riceve in casa i Saracens.
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MISCHIA APERTA
di Antonio Liviero

 La festa di Treviso
e le prove generali
di Celtic League

Il rugby è una festa. Se prendiamo per buona questa definizione,
sabato a Monigo è stato grande rugby. Tribune gremite, gente accalcata
a ridosso dei cartelloni pubblicitari che delimitano il prato come da
tempo non si vedeva. Suggestioni forti. Stand gastronomici aperti
dalle 10 del mattino: l’odore di fritto e delle salsicce mescolato
nell’aria ai canti dei tifosi della Red Army che si sono protratti
fino al tramonto. Le amicizie tra italiani e irlandesi sbocciate in
poche ore. E le birre. Il tasso alcolico non era certo inferiore a
quello tecnico delle stelle in campo. Eppure non si conta un solo
incidente. Il rugby è così: una tradizione, una mischia di culture, un
codice di valori capace di metabolizzare ogni rivalità. Un patrimonio
da salvaguardare e che andrebbe esteso alle altri città venete del
rugby.
      Ma questa magia non è riproducibile senza un adeguato contenuto
tecnico. A Monigo il livello complessivo era altissimo, ma è stato
netto anche il divario. Il Munster in 11 minuti ha chiuso la partita
con 3 mete e in 40 ha raggiunto il bonus offensivo. Ha mostrato un
impasto di abilità e rapidità che ha mandato in pezzi la difesa al
largo, specie nella zona dei centri, con attacchi a una sola fase. I
trequarti irlandesi avevano sempre un tempo di vantaggio sulla salita
della difesa. Per contro la loro barriera di opposizione non ha dato
scampo. Il rovesciamento del movimento a scalare ha tagliato i
collegamenti all’esterno dove comunque Treviso si trovava sovente in
inferiorità a causa del maggior consumo di giocatori nelle fasi a
terra.
      Non è bastato al Benetton fare appello alla sua strepitosa
mischia chiusa, all’orgoglio, alla classe dei suoi migliori elementi
per mettere in discussione il risultato. Questo deve far riflettere.
Un conto è essere competitivi in Europa. E il Benetton ne ha dato
prova, in particolare contro Perpignan e Northampton. Un altro è
affrontare un competizione lunga come la Celtic con l’obiettivo di far
arrivare una delle due italiane tre le prime sei. Perchè all’inizio
può bastare la novità. Ma dopo se non si vince con un po’ di
continuità la gente si stanca.
      La conclusione è che servirà un Treviso più forte di quest’anno.
Mentre il rischio è di ritrovarlo a settembre un po’ più debole. È
quello che succederà se gli stranieri verranno limitati a 5 ma non
rientreranno gli azzurri impegnati all’estero. E non si ingaggerà
qualche stella di prima grandezza, come De Villiers e Howlett.
Imbottire le franchigie di seconde scelte e di qualche ragazzo di
belle speranze ma ancora acerbo potrebbe avere conseguenze pesanti sul
rugby italiano. Servono dunque scelte forti, adeguate all’impegno che
l’Italia si assumerà. Come quella di escludere dalla nazionale chi non
tornerà a giocare in Italia. O, in alternativa, liberalizzare il
tesseramento degli stranieri. Purtroppo mentre le altre franchigie
stanno già facendo il mercato, in Italia siamo ancora in alto mare.
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Ghiraldini deluso soprattutto dal modo in cui è nato il ko
col Munster : «Peccato: c’era un pubblico fantastico»

«Pagato troppo
l’avvio disastroso»

Di Ennio Grosso

L’illusione di poter battere il Munster è durata appena qualche
minuto, il tempo per sbagliare un piazzato con Goosen e subire un paio
di mete. Dopo 6’ il Benetton era già sotto 10-0, dopo 15’ il divario
era raddoppiato e già 3 erano le mete al passivo. Munster, squadra
inarrivabile per l’attuale Benetton, aveva ormai preso il largo.
      Obiettivamente, credere nella possibilità di vincere contro i
rossi irlandesi, vincitori lo scorso anno della Magners Celtic League
e semifinalisti in Heineken Cup, era un azzardo; ma il Benetton di
coppa ci ha abituato ad imprese alla vigilia impensabili e anche
stavolta, magari misera, ma un filo di speranza aleggiava tra la
tifoseria biancoverde. Invece una partenza a razzo degli irlandesi ha
fatto tornare d’un tratto il Benetton sulla terra.
      Sognare non costa nulla, ma stavolta probabilmente era chiedere
troppo. «La loro partenza ci ha in qualche modo sorpreso – ammette
Leonardo Ghiraldini, tallonatore del Benetton e prossimo capitano
azzurro nel Sei Nazioni – Purtroppo non ci siamo fatti trovare pronti
nei momenti decisivi e abbiamo commesso qualche errore che ci è
costato alcune mete di troppo. Poi, sotto nel punteggio, tutto è stato
molto difficile».
      - Un po’ di pressione negli ultimi tempi può aver influito sulla
vostra prestazione iniziale?
      «Veniamo da due sconfitte consecutive in campionato, due partite
nelle quali non abbiamo giocato bene: può essere che abbiamo accusato
questa sorta di pressione, certamente non dovevamo iniziare in questa
maniera. Forse eravamo troppo caricati e questo ci ha oltremodo
penalizzato. Peccato, perché c’erano i presupposti per fare un’altra
grande prestazione, oltretutto di fronte ad un pubblico fantastico».
      - La touche?
      «Penso sia andata piuttosto bene: i nostri palloni li abbiamo
vinti praticamente tutti, magari non avremo sporcato tanti palloni sul
loro lancio, ma se devo fare un bilancio complessivo degli 80’, credo
che la touche sia stato uno dei reparti più positivi».
      - Venerdì a Perpignan chiuderete la rassegna continentale: si
può già fare un primo bilancio?
      «Se devo fare un’analisi delle 5 gare disputate posso dire che è
stato un cammino tutto sommato positivo. Abbiamo battuto i campioni di
Francia del Perpignan, abbiamo tenuto testa al Northampton in entrambe
le sfide e per un periodo discretamente lungo siamo stati in vantaggio
a Limerick, nella gara di andata proprio contro il Munster. Magari
riusciamo meglio contro le squadre francesi che contro quelle
anglosassoni, comunque abbiamo dimostrato di saper giocare anche noi
ad un ottimo livello e con un’intensità molto alta. Peccato per
quest’ultima sfida contro il Munster. Peccato soprattutto per i primi
15-20’: questo inizio proprio non ci voleva».
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L’AUTORE DELLA META

Zanni si consola: «La mischia
è di valore internazionale»

TREVISO - (e.g.) «Probabilmente siamo entrati in campo troppo caricati
e non siamo riusciti ad esprimerci come avremmo voluto».
      L’analisi di Alessandro Zanni, autore della meta trevigiana nel
match contro il Munster, è chiara e significativa. “Poi – continua la
terza linea – abbiamo commesso troppi errori in difesa, errori
individuali, non di collettivo. In un quarto di gara il Munster era
già scappato».
      - Munster stratosferico, ma Treviso ha dimostrato una volta di
più che davanti può competere…
      «La nostra mischia ha sempre dimostrato di essere forte, abbiamo
una prima linea di livello internazionale. Abbiamo cercato di
sfruttare questo reparto più possibile, siamo andati vicino ad
un’altra meta proprio su spinta del pack, purtroppo non è bastato».
      - La tua meta?
      «Ho visto un pallone vagante ed ho avuto una pronta reazione,
poi c’era da correre fin sotto i pali, la linea di meta sembrava non
arrivare mai, alla fine però ce l’ho fatta».
      PAVANELLO SECONDO – Giocando gli ultimi 10’ col Munster, Enrico
Pavanello ha raggiunto Faliva al secondo posto nelle presenze in Coppa
Europa toccando quota 38. Al comando Massimiliano Perziano con 44.
Goosen ha invece incrementando i suoi punti. Ora è a 226, frutto di 6
mete, 26 trasformazioni, 46 piazzati e 2 drop.
      NORTHAMPTON TRAVOLGENTE – Nell’altra sfida del girone
Northampton ha travolto Perpignan 34-0. Classifica: Munster 20,
Northampton 18, Perpignan 6, Benetton 5.
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