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R: [RUGBYLIST] Benetton - Munster 7-44

Oliver63 luca.oliva a katamail.com
Mar 19 Gen 2010 12:05:35 CET


Questo della formazione dei giocatori è un bel problema.

Stiamo lavorando bene sul vertice, un po’ meno bene sulla base

 

Il talento spesso nasce in periferia … quindi è soprattutto nel rugby di
base, delle piccole società che dobbiamo lavorare e avere un meccanismo di
selezione il più capillare possibile per portare i ragazzi nelle Accademie …

 

Semplice ? Come un uovo di Colombo …

 

  _____  

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it]
Per conto di Salvatore Messina
Inviato: martedì 19 gennaio 2010 10.21
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: I: [RUGBYLIST] Benetton - Munster 7-44

 

Non sono assolutamente d'accordo. Il Munster è ad oggi probabilmente tra i
primi 10 club mondiali quanto a risultati, organizzazione e qualità tecnica.
In grado di competere direttamente con una qualsiasi nazionale.

Oltre a ciò la partita per loro rappresentava il biglietto per passare ai
quarti e non è poco.

Quando si analizza un incontro bisogna tenere conto delle variabili in gioco
e non per sensazione.

Treviso ha giocato al massimo delle sue potenzialità, fosse stata una
partita di campionato (ammesso che in Italia gli arbitri permettano anche
minimamente di giocare a questi ritmi) avrebbe probabilmente vinto con un
divario abbondante.

 

Sicuramente Treviso ha dimostrato quali sono i problemi strutturali del
livello tecnico italiano: la lenta maturazione dei giocatori. Tenendo conto
che gli irlandesi hanno, mi sembra, la rosa più vecchia in Europa, Treviso
non era da meno. Problemi al largo? Certo! Da noi un giocatore italiano
matura per l'alto livello a 25/26 anni che se vanno bene per un pilone sono
già troppi per un 3/4. Rivolgersi al mercato estero non serve nemmeno molto
visto che i giocatori di qualità arrivano anch'essi a carriera avanzata o
non al 100% della condizione.

Finché la formazione da noi continuerà ad essere così lenta rimarremo ai
margini della top10 della classifica mondiale.

Per competere servono atleti di 18/20 anni che giochino a stretto contatto
con seniores di alto livello. Schemi d'attacco e difensivi eseguiti alle
velocità richieste oggi non possono essere appresi più avanti. Un esempio su
tutti Marcato. Purtroppo ribadito con il bravissimo Bocchino.

Sgarbi, Quartaroli, Pratichetti, Venditti, Rubini ecc ecc se non hanno già
perso il treno poco ci manca...

 

Certo che se leggiamo ancora dei programmi di maturazione delle nostre
nazionali giovanili sui 2/3 anni (parliamo di U20!!!) solo nei tornei
nazionali di categoria quando i loro pari età nel frattempo popolano
Premier, TOP14 e S14...

Se scegliamo i giocatori in base alle dimensioni fisiche quando in NZ lo
fanno in base alla velocità di esecuzione (e poi le dimensioni fisiche)...

Se continuiamo ad allenare i ragazzini in 20 metri quadrati di campo...

Se insegniamo alla minima difficoltà di avanzamento a calciare rinunciando
sistematicamente al possesso per il territorio (va bene quando ti giochi il
6N ma a 13 anni vorrai imparare a passare la palla???)...

 

PEACE & LOVE & PLAY RUGBY

Salvatore Messina

 

 

----- Messaggio inoltrato -----
Da: "Angelo Volpe @fast" <volpe_angelo a fastwebnet.it>
A: "list@" <rugbylist a rugbylist.it>
Inviato: Dom 17 gennaio 2010, 09:18:58
Oggetto: [RUGBYLIST] Benetton - Munster 7-44

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Ahimè, gli allarmi provenienti dalle due brutte sconfitte del Benetton in
campionato contro Prato e Petrarca non erano fasulli, ma avevano un
significato ben preciso. E ridimensionano tutte le congetture più o meno
campate in aria su una presunta trascuratezza del Benetton nei riguardi del
campionato declassandolo a rango di allenamento per concentrarsi unicamente
sulla Heineken Cup. Assurdità. Una squadra di professionisti seri e motivati
come i trevigiani non si mettono a fare giochetti del genere. In campo si
scende per vincere, sia che si tratti di Coppe europee che di Coppa del
nonno. Il Benetton ha perso in campionato giocando male, senza idee, senza
la necessaria lucidità quasi che la vittoria le fosse un atto dovuto in nome
della sua forza virtuale. Invece sul campo ha rimediato due sconfitte che
dovevano allarmare chi di dovere proprio in vista della Heineken e del
Munster.  Un allarme sicuramente recepito dallo staff, ma evidentemente sul
quale non sono state prese le dovute contromisure in tempo. 

Purtroppo l'impietoso risultato con il Munster ha evidenziato almeno due
aspetti. Primo: per allestire una squadra vincente su tutti i fronti non
basta rastrellare buoni giocatori facendo man bassa dappertutto, sia in
Italia che all'estero, al fine di formare una rosa inesauribile e
interminabile. Secondo: prima di pensare di poter giocare alla pari con i
più forti avversari esteri bisognerà ancora aspettare parecchio, crescere
con costanza e umiltà e maturare in tutte le componenti che costituiscono
una grande squadra. Il Benetton ha intrapreso la strada giusta, forte della
sua capacità economica, ma come dimostrano i risultati, l'obiettivo è
tutt'altro che vicino.

 

angelo

 

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