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[RUGBYLIST] R: Malagò e la Scuola

Giovanni Ciraolo jxcira a tin.it
Lun 28 Lug 2014 13:03:43 CEST


Caro Jeppo, magari fosse la scuola elementare a dare ai bambini quelle lettere motrici elementari del gioco, quelle componenti di ogni sintassi e di ogni sport! Tu dici che è la scuola che dovrebbe fornire in attività sistematiche, ben programmate il lavoro ed il gioco … ma in realtà in Italia sono i genitori, sono i cittadini i responsabili principali di molti problemi formativi. Perché limitarsi al rugby? Ad ogni Olimpiade vinciamo in un numero ristretto di discipline, un po’ sempre quello, sempre in discipline dove ci sono alte, talvolta altissime scuole dello sport e facile selezione di talenti (o ci sei o non ci sei), dove ci sono tradizioni familiari che si trasmettono valori e modelli, con atleti che addirittura talvolta vincono sempre loro, per anni e anni, con investimenti spesso attivati per cooptazione. In Italia, c’è il culto del grand’uomo, del grande formatore, non del formatore paziente ma di quello che ci piglia, accipicchia ma guarda un po’ come ci piglia ma che cos’è che lo rende così (checché se ne dica, i tedeschi la pensano esattamente all’opposto, cercano innanzitutto la base, non il vertice delle cose). Anche questo è lo sport italiano. Naturalmente ci sono esperienze positive e che oggi sembrano crescere come per miracolo, esempi di famiglie che fanno crescere la libertà dei giovani e ci sono sportivi che escono dal proprio ambiente per competere e ci riescono. Sbaglierò ma penso che debbano percorrere il doppio della strada di un inglese, di un tedesco, di un francese. I primi insegnanti sono i genitori. Non carichiamo troppe responsabilità sulla scuola perché i genitori, se lo volessero, potrebbero cambiarla questa nostra scuola! Quanti sono i genitori che di fatto quasi spingono nelle scelte i propri figli, che si arrabbiano per un 4 in lingue? Quanti sono quelli che a bordo campo dirigono? Qui forse è il nostro carattere di italiani che andrebbe un po’ riformato e reso più appropriato al quadro europeo.

 

g.ciraolo          

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] Per conto di Andrew
Inviato: lunedì 28 luglio 2014 9.46
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] Malagò e la Scuola

 

Non credo che stiamo discutendo la scelta dello sport, ma cercando invece di sottolineare l'importanza del gioco (play) come veicolo per migliorare le abilità motorie e di coordinamento. Bambini in età prescolare non dovrebbero mai essere messi in una situazione in cui vi è un accesso limitato alle molte esperienze, in particolare quando la possibilità di interagire con gli altri e imparare l'importanza della condivisione e lavoro di squadra. Questa dovrebbe essere una priorità in gruppi pre-scuola, asilo ecc., anche se ci possono essere pressioni dei genitori di partecipare ad altre attività più specifiche. Sarebbe difficile negare un bambino di 6 anni di età la possibilità di provare uno sport come il rugby quando suo fratello o sorella sono in campo divertendo in maniere meraviglioso osservato dal bambino più piccolo.

Personalmente ritengo che non ci sia abbastanza enfasi in Italia per quanto riguarda l'insegnamento semplici abilità motorie, e la mancanza di impegno dimostrato da insegnanti e infatti pianificatori è evidente; cioè l'autorità locale ha costruito una nuova scuola elementare nel nostro paese, senza alcuna disposizione per giocare all'aperto. I bambini passano quindi il loro tempo di ricreazione mattina e il pomeriggio seduti nella loro aula.

Questo è forse dove il problema comincia ...

Jeppo

 

From: Giovanni Ciraolo <mailto:jxcira a tin.it>  

Sent: Saturday, July 26, 2014 1:24 AM

To: rugbylist a rugbylist.it 

Subject: [RUGBYLIST] R: R: R: Re: I: Re: Malagò e la Scuola

 

Il vostro dibattito è a tratti molto interessante ma, mi chiedo, non è che state sottovalutando l’aspetto psicologico – imitativo nell’apprendimento e scelta di uno sport?

In molti casi, i bambini e gli adolescenti nell’orientarsi verso una disciplina sportiva lo fanno per imitare qualcuno o tutti: c’è sempre qualche “fico”che ha una personalità più attraente e autorevole e che genera il bisogno di fare come lui. Questo è evidentissimo a partire dalle classi pre – liceali dove i nostri adolescenti giuocano a calcio non perché necessariamente sia lo sport più piacevole ma in quanto … così fan tutti! Poi se invece ho uno zio-cugino che stimo moltissimo e che gioca a rugby sarò chiaramente invogliato anch’io a giocare a rugby. Non sempre in modo lineare in una situazione socio-sportiva come la nostra che ha forti contenuti di dispersione e insufficiente responsabilità.  

In età infantile la scelta di uno sport invece di un altro può essere semplicemente il frutto di un consiglio prettamente medico. Ad una bassissima età può essere consigliato lo sci per l’ottimo contributo che dà allo sviluppo neuro-muscolare e successivamente si può proporre il nuoto per altre ragioni. A mio parere non si deve parlare di una pluralità di sport ma piuttosto di discipline adatte a sviluppare qualcosa in un certo momento oppure no. Per quella che è poi  la scelta sportiva principale oltre l’adolescenza vanno, ripeto, presi in grande considerazione gli aspetti imitativi. L’agonismo per essere soddisfacente richiede guide e sacrifici ma questi devono essere dosati nel tempo altrimenti si creano dei piccoli mostri che soddisfano non il giovane ma i suoi genitori (e forse nemmeno loro).

g.ciraolo      

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] Per conto di Andrew
Inviato: venerdì 25 luglio 2014 20.58
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: R: Re: I: Re: Malagò e la Scuola

 

Abbiamo bisogno di mettere le cose in prospettiva.


I bambini all'età di pre-scuola; cioè 3/4/5 anni, non sono in grado, e quindi non capirà; un gioco così complesso come il rugby. 
Essi non sono in grado di comprendere qualsiasi gioco che richiede l'attività di squadra, sono solo in grado di percepire le competenze orientati a motore individuali. 

Fino a quando sono circa 8/9 anni; il loro mondo è intrinseca. Non dobbiamo essere portati via da l'idea che ci porteremo RUGBY in gruppi pre-scuola. 

Quello che possiamo fare però è strutturato e specifiche attività di competenza motore con una varietà di strumenti che possono includere una palla ovale (e magari una rotonda, una forma quadrata, un ostacolo, un frisbee, una pallina da ping pong ecc;) 
Se la scuola o il gruppo per bambini è fortunato ad avere un gruppo disposto e preparato di educatori, da un club di rugby; per aiutare, poi è l'offerta.

Jeppo 

 

From: Salvatore Messina <mailto:totorugby a yahoo.it>  

Sent: Friday, July 25, 2014 7:51 PM

To: rugbylist a rugbylist.it 

Subject: Re: [RUGBYLIST] R: R: Re: I: Re: Malagò e la Scuola

 

Non sono assolutamente d'accordo! Iniziare a 6 anni con una sola disciplina è un gravissimo errore e crea grossi problemi. I bambini DEVONO iniziare con psicomotricità e poi multidisciplinare. Solo DOPO aver praticato vari sport sceglieranno quello che più gli piace e sopratutto quello che più si adatta alle proprie caratteristiche.

Continuare su questa strada non solo ci troverà contro l'intero mondo scolastico ma ci porterà a fare lo stesso errore commesso dalla attuale gestione delle accademie FIR.

 

Su M.O. di questa settimana c'è una bella intervista a Skrela, l'attuale capo della scuola di formazione della Federazione Francese che affronta le stesse tematiche confrontandosi con il sistema anglosassone.

 

Salvatore Messina

 

Il Mercoledì 23 Luglio 2014 18:42, "gima_g a libero.it" <gima_g a libero.it> ha scritto:

 

ecco la verità !!!!!!!  

vedete che in molti la PENSIAMO NELLO STESSO MODO ?

Adesso dovremmo cercare di far dire la loro anche a chi legge ma non vuole esternare pubblicamente. Probabilmente potrebbe crearsi un gruppo per far sentire la propria voce anche ai piani alti e chissà che dopo le cose, con persone diverse, possano cambiare.

Un abbraccio a tutti

 

Giorgio

----Messaggio originale----
Da: solorugby a libero.it
Data: 22/07/2014 11.48
A: "rugbylist rugbylist"<rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: [RUGBYLIST] R: Re: I: Re: Malagò e la Scuola

L'attuale progetto scuola non serve al rugby italiano. Serve solo all'ideatore del progetto , che per mantenerlo viene pagato profumamente dalla FIR. I risultati sono pessimi. Un serio progetto scuola federale deve avere il suo massimo sviluppo  a partire dalla prima elemenatare, se no addirittura dalla scuole materne. Solo così si potranno avere dei risultati superiori a quel minimo 3% attuale. Il progetto FIR dovrebbe prevedere un protocollo d'intesa con il MIOR nel quale la FR si dovrebbe impegnare , in collaborazione con le società, a fornire gli insegnanti/educatori alle scuole primarie e dell'infanzia a titolo gratuito e così, statene certi , che quel 3% supererebbe almeno il 20%.

Saluti GA

----Messaggio originale----
Da: giorgioxt a email.it
Data: 21/07/2014 19.11
A: "rugbylist rugbylist"<rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: Re: [RUGBYLIST] I: Re: Malagò e la Scuola

Ciao da Giorgio

Il giorno 21/lug/2014, alle ore 17:22, Salvatore Messina ha scritto:

 

Quantificare la riuscita o meno di un progetto di sport scolastico con quanti ragazzi vadano poi a praticare uno sport agonistico presso il club è sbagliato e fuorviante.

 

C'è un malinteso : i dati che ho fornito, presi in un convegno del CIV , si riferivano quanti ragazzi coinvolti nel "Progetto Scuola" - che và avanti da oltre 5 anni - diventavano poi tesserati (e quindi a giocare sul serio per un club qualsiasi) risultato , meno di 3 su 100 - chiedersi se funzioni, soprattutto visto i costi , mi pare il MINIMO.

 

I club (almeno quelli veneti che conosco) NON sono coinvolti nel  "progetto scuola" FIR; quasi tutti fanno interventi nelle scuole di proselitismo ed informazione.

 

Ripeto : io sono completamente scettico sul fatto che la scuola possa risolvere i problemi del nostro sport, soprattutto visto l'offerta che hanno avuto i miei 3 figli , hanno fatto 

licei diversi o istituto tecnico , in tutti i tre casi le ore REALI di E.F. sono state meno di un terzo di quelle ad orario, vuoi perché serviva il bus per andare alla palestra, vuoi perché alcuni supplenti facevano solo TEORIA, vuoi per pura e semplice poca volontà.

 

Io vedo il problema da due aspetti : 

- Da genitore , se potessi non li avrei per nulla mandati ad E.F. ! il lavoro che hanno fatto nel club, dal minirugby in poi è stato MOLTO ma MOLTO PIU' SERIO, ATTENTO E BEN FATTO

- Da appassionato di rugby , il mio obiettivo è di avere quanti più bambini e ragazzi possibile ad allenarsi e giocare sui nostri campi, anche perché l'approccio al rugby è MOLTO semplice : non può lasciare tiepidi, il ragazzino o bambino o lo rifiuta del tutto subito o si innamora . Credo poi che sia veramente impossibile costringere qualcuno al rugby se non lo ama .

 

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