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[RUGBYLIST] R: R: R: R: Olimpiadi e All Blacks

Andrew jeppo678 a virgilio.it
Mar 9 Ago 2016 09:22:20 CEST


L'analisi degli attuali All Blacks mostra un buon numero di giocatori Rugby
Union a 15 hanno le loro radici nel Rugby 7s, e anche che molte competenze
utilizzate a Rugby Union 7s sono applicabili a Rugby Union a 15.

La qualità di passaggio, la tempistica del passaggio, il multitasking, la
qualità del supporto e il ‘riciclaggio di te stesso’ è evidente, così come
la particolare attenzione al off load, placcaggio è ‘sciacallo’,
l'attenzione al dettaglio nella ‘breakdown’ è fin troppo evidente. La
necessità di rimanere in piedi anche un aspetto importante.

Forse più controverso è l'elemento che dimostra che; particolarmente in
possesso di palla; Rugby non è necessariamente un sport di contatto.
Naturalmente vi è un elemento di contatto, ma l'enfasi sul contatto spetta
la squadra senza la palla, non la squadra in possesso.

Per Rugby Union 7s c'è sempre un approccio diverso per la preparazione
fisica, con l'accento sulla forza esplosiva e agilità plicometria di base.
Come nella maggior parte delle attività dove scattare è essenziale, meno
enfasi sulla creazione di massa muscolare negli arti inferiori, e più enfasi
sulla sviluppo forza superiore del corpo.

A livello professionale, è ovvio ci sarà un punto di separazione dalla Rugby
Union 15s, e forse vedremo, anche se molti giocatori chi indossano la maglia
6 a 15 a 15s trovarò in una squadra 7s, non troveremo troppi piloni,
tallonatori e seconda linea. (Forse a volte un tallonatore che conosco
davvero il suo ruolo in 15s).

A scuola in Inghilterra 7s e sempre stata una parte importante del
curriculum sportivo generalmente al termine della stagione 15s, dopo tutte
le competizioni a 15s hanno finito. Mi ricordo di aver giocato 7s a scuola
quando avevo 10/11 anni (sono nato nel 1951), e, come in tutti gli sport a
scuola nel Regno Unito l'accento è stato quello di imparare sempre a giocare
meglio, grazie ad un insegnante di educazione fisica che volevano creare i
migliori giocatori possibili. Non è mai stato un caso solo di darci una
palla facendoci giocare (anche se questo era importante) invece anche
l’insegnamento tattiche specifico per 7s era sempre fondamentale.

Nei miei opinione personale 7s è l’introduzione perfetta per Rugby Union.
Vorrei insistere che 7s è alla base di ogni progetto scolastico, soprattutto
in un paese dominato da calcio, e in particolare ai livelli delle scuole
media e superiori. (Per le scuole elementari vorrei giocare 5-a-side Tag
Rugby).

7s è una semplice versione con regolamenti che sono facili da capire per la
gente ‘non Rugby’. Spiegando una mischia 3v3 è molto più facile invece di
spiegare 8v8, la touche semplificato idem, e le tattiche sono più evidente. 

Sono sicuro che in un bar in Italia dove siete abbastanza fortunati da
vedere in TV Rugby 7s comporterà l'uomo ‘non Rugby’ godersi lo spettacolo
molto più di una partita 15s.

Jeppo

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it]
Per conto di Enrico Giorgis
Inviato: martedì 9 agosto 2016 01:30
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: R: R: Olimpiadi e All Blacks

 

E' una giusta e corretta precisazione (però, ci mancava solo che alle
Olimpiadi portassero il sevens del league!) ma il mio discorso parte proprio
da questo punto: cioè se il 7s vada considerato come una semplice
emanazione/riduzione del XV (un succedaneo, come è stato detto) o se, in
realtà, non si  tratti di una disciplina che, pur mantenendo alcuni aspetti
in comune, risponde a logiche di allenamento, preparazione e tattiche di
gioco affatto peculiari che lo stanno trasformando in qualcosa di sempre più
differente. Infatti, e non è solo una questione di calendari, è sempre più
difficile avere giocatori adatti a entrambe le specialità.

Per queste Olimpiadi tutte le squadre hanno preferito i giocatori
specialisti del 7s a quelli del XV (o, per paesi come gli USA, del Football)
dai nomi ben più "importanti" che potevano creare un superiore interesse
mediatico (c'è qualche rara eccezione che conferma la regola).  Una scelta
non così scontata che può dare l'idea di come in realtà il 7s si stia ormai
muovendo su una strada parallela se non addirittura divergente.

Vedremo cosa succederà, intanto da domani c'è il torneo maschile..

Perdonate la mia insistenza su questo argomento ma il 7s mi è sempre
piaciuto particolarmente, sia da giocatore che da spettatore. Poi, come
sempre, è una questione di gusti.

Un saluto,

 

Enrico Giorgis

  _____  

From: rugbylist-bounces a rugbylist.it <mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it>
<rugbylist-bounces a rugbylist.it <mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it> > on
behalf of Andrew <jeppo678 a virgilio.it <mailto:jeppo678 a virgilio.it> >
Sent: Monday, August 8, 2016 6:32:03 PM
To: rugbylist a rugbylist.it <mailto:rugbylist a rugbylist.it> 
Subject: [RUGBYLIST] R: R: R: Olimpiadi e All Blacks 

 

Con rispetto solo una piccola precisione; ai Giochi si tratta di Rugby Union
7s, esiste anche il Rugby League 7s ma non a questi Giochi.

Jeppo

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it <mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it>
[mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] Per conto di Enrico Giorgis
Inviato: lunedì 8 agosto 2016 19:41
A: rugbylist a rugbylist.it <mailto:rugbylist a rugbylist.it> 
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: R: Olimpiadi e All Blacks

 

Un evento (olimpiade) che si svolge in soli 15 giorni  ostacolerebbe
notevolmente l'organizzazione di un torneo di Rugby Union, soprattutto se si
considerano i tempi di recupero ormai necessari, a livello internazionale,
tra un incontro e l'altro. Il Sevens viceversa si adatta molto bene al
programma olimpico, potendosi giocare in pochi giorni e con più squadre
(infatti ne avrei portate 16 e non 12). Quindi la scelta di introdurre  il
Sevens mi sembra quantomai logica e azzeccata, anche in ottica promozionale
e di sviluppo dei paesi "minori". La questione quindi non riguarda le
preferenze che ognuno di noi può avere per il Sevens o l'Union, bensì
l'opportunità che l'introduzione del rugby (di una sua variante)
rappresenta, in prospettiva, per lo sviluppo della disciplina stessa.

Se poi vogliamo dirla tutta, la sufficienza con cui in Italia si tratta e si
parla di Sevens (spesso senza averne un'adeguata conoscenza) si riflette
negli impietosi riscontri a livello di risultati. E  fare come la volpe con
l'uva non porta da nessuna parte.

Personalmente, da appassionato (in Italia il Sevens si gioca in realtà da
decenni) vi consiglio comunque di guardare gli incontri perché ci sono dei
giocatori e delle squadrecon abilità davvero straordinarie. E potrebbero
anche esserci delle sorprese.   

 

Un saluto,

 

 

Enrico Giorgis
 
 
    

  _____  

From: rugbylist-bounces a rugbylist.it <mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it>
<rugbylist-bounces a rugbylist.it <mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it> > on
behalf of antoniomangano1962 a libero.it <mailto:antoniomangano1962 a libero.it>
<antoniomangano1962 a libero.it <mailto:antoniomangano1962 a libero.it> >
Sent: Monday, August 8, 2016 7:43:52 AM
To: rugbylist a rugbylist.it <mailto:rugbylist a rugbylist.it> 
Subject: [RUGBYLIST] R: R: Olimpiadi e All Blacks 

 

Giovanni io dico una cosa ormai politicamente scorretta nel mondo di ovalia.
il Seven è metadone! un succedaneo! Vuoi mettere il pathos di 15 fasi!

 

----Messaggio originale----
Da: "Giovanni Ciraolo" < <mailto:ciraolo.g a reliefunion.com>
ciraolo.g a reliefunion.com>
Data: 07/08/2016 16.06
A: < <mailto:rugbylist a rugbylist.it> rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: [RUGBYLIST] R: Olimpiadi e All Blacks



Certamente ci sono ottimi giocatori a Rio ed anche tra le donne i pronostici
sembrano attualmente rispettati; penso tuttavia che il rugby Seven non
possieda lo stesso pathos della categoria superiore (pur garantendo alto
spettacolo) perché il ruolo del tempo nelle azioni e disposizioni di gioco è
completamente diverso. I Giochi Olimpici sono ormai professionistici a tutti
gli effetti e dovrebbero quindi comprendere tutto lo sport (quindi anche il
rugby a 15). In realtà, una manifestazione mondiale che si tiene ogni 4 anni
risulta molto fragile nei risultati perché la preparazione atletica di uno
sportivo oggi somiglia non ad un lavoro di serie, con numeri certi e
limitati, ma ad una ceramica 3D che di tanto in tanto stringe in  un
nanosecondo il suo reticolo per produrre un evento universale: ricordo il 10
della Comaneci a Montreal (1976) che gli stessi computers non prevedevano e
che assolutamente non riuscirono a scrivere sul tabellone! I giochi di
squadra di solito non generano questi imprevisti assoluti ma anche nella
nostra Ovalia siamo talvolta colpiti da qualche giocatore, e generalmente si
tratta di un pilone che conosce gli inferi della mischia. Talvolta questo
player non è marcabile sul campo, e sembra ispirarsi a qualcosa di
superiore; beh, io faccio sempre con riverenza il nome di Robert
Paparemborde.  

Giovanni Ciraolo       

 

Da: Enrico Giorgis [ <mailto:egiorgis a hotmail.com>
mailto:egiorgis a hotmail.com] 
Inviato: sabato 6 agosto 2016 21:15
A: Giovanni Ciraolo;  <mailto:rugbylist a rugbylist.it> rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] Olimpiadi e All Blacks

 

I migliori sono tutti alle olimpiadi, non mi risulta sia rimasto a casa
nessuno. E sono gran giocatori. Forse si fa un po' di confusione con il
rugby union.

Ciao

 

Enrico Giorgis

  _____  

From: rugbylist-bounces a rugbylist.it <rugbylist-bounces a rugbylist.it
<mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it> > on behalf of Giovanni Ciraolo
<ciraolo.g a reliefunion.com <mailto:ciraolo.g a reliefunion.com> >
Sent: Saturday, August 6, 2016 12:58:30 PM
To: rugbylist a rugbylist.it <mailto:rugbylist a rugbylist.it> 
Subject: [RUGBYLIST] Olimpiadi e All Blacks 

 

Torna il golf ed il rugby a 7 ai Giochi Olimpici, ma non sembrano suscitare
entusiasmo. I migliori se ne stanno a casa. Il torneo femminile di Seven
parte adesso, quello maschile a ruota. Forse le Olimpiadi non sono
l’ambiente adatto per l’ovalia, invece c’è già molta attesa per l’incontro
dell’Italia con gli All Blacks il 12 novembre prossimo (superati i 30.000
biglietti venduti). Ancora una volta il match sarà a Roma, e d’altra parte
nelle nostre città c’è sempre pochissimo parcheggio per le macchine (lo
stadio per la finale eccellenza è generalmente da seconda divisione
francese). Non è la costruzione di impianti che può cambiare il rugby
italiano, ma è il cambiamento del rugby che può portare al bisogno di nuove
strutture. Ma il cammino è lungo, si veda il Giappone. Rispetto ai nipponici
manchiamo soprattutto di un piano di sviluppo e le responsabilità sono tante
perché i contrasti in campo da noi sono esistenziali (o passi te o passo io)
al contrario dei nipponici che ci mettono sì moltissimo a decidere, ma una
volta completato il dibattito nessuno rema contro e ci si rispetta.      

Giovanni Ciraolo

 

 

 

 

 

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