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Re: [RUGBYLIST] Notizie del giovedì

Angelo Volpe a fast volpe_angelo a fastwebnet.it
Gio 15 Nov 2007 15:44:38 CET


Il passaggio delle dichiarazioni di Nick che più mi ha colpito (e che ho letto praticamente identico anche in altri giornali) è il seguente: 
«Lo straniero deve realmente migliorare la qualità del gruppo - ha
puntualizzato - Altrimenti è da privilegiare sempre la soluzione
italiana. Ma il problema, e di ciò sono rimasto stupito, è che nel
Super 10 ci sono appena una sessantina di giocatori di formazione
rugbistica italiana». 
Segno evidente che si è già reso perfettamente conto di quale sia il problema maggiore. Spero che questa chiarezza di vedute sia per lui lo stimolo maggiore e la chiave per individuare soluzioni e strategie in piena intesa con i vertici Fir.
Forza Nick!

angelo

  ----- Original Message ----- 
  From: allrugby 
  To: rugbylist a rugbylist.it 
  Sent: Thursday, November 15, 2007 1:20 PM
  Subject: [RUGBYLIST] Notizie del giovedì


  Riprendo dal Gazzettino di oggi un articolo di Ivan Malfatto su Nick
  Mallet e un'"esternazione" di Dondi.
  Ciao.
  Franco (TV)

  RUGBY Presentato il nuovo citì azzurro che ha il compito di portare
  fra quattro anni l'Italia ai quarti di finale della Coppa del Mondo
  Mallett, un sogno che costa un milione
  Al tecnico sudafricano 250 mila euro a stagione - «Se l'Argentina è
  fra le prime otto, possiamo farcela anche noi»

  Un milione di euro in quattro anni per realizzare il sogno infranto a
  St. Etienne. Qualificare nel 2011 l'Italia ai quarti di finale della
  Coppa del Mondo. È il prezzo della sfida di Nick Mallett, 51 anni,
  sudafricano, nuovo commissario tecnico della Nazionale di rugby. Ieri
  con la presentazione a Roma è iniziata la sua avventura.
  Il compenso del neo citì non è stato reso pubblico, ma la cifra
  ufficiosa che circola è di 250mila euro a stagione. Le sue ambizione
  sportive sulla panchina azzurra, invece, le ha rese note senza
  reticenze lui in persona. «Il mio sogno? - ha dichiarato Mallett -
  Vincere la prima partita alla guida dell'Italia (il 2 febbraio in
  Irlanda per il Sei Nazioni, ndr). L'obiettivo a lungo termine? Portare
  l'Italia tra le prime otto alla prossima Coppa del Mondo. Se c'è
  riuscita l'Argentina possiamo farcela anche noi».

  Idee chiare, ma anche obbligate. Da anni l'Italrugby sogna la
  definitiva consacrazione a livello internazionale, che puntualmente la
  fallisce. Come contro la Scozia all'ultimo Mondiale. Ora per centrarla
  ha chiamato uno dei migliori allenatori del pianeta, campione del Tri
  Nations con il Sudafrica e di Francia (2 volte) con lo Stade Francais.
  Solo questo può essere il suo traguardo. Ogni altro sarebbe un
  fallimento dopo i progressi fatti con Pierre Berbizier (prima
  doppietta nel Sei Nazioni). Mallett ne è ho consapevole. E accetta
  volentieri la sfida.

  «Ho scelto l'Italia perché è una Nazionale in crescita - ha affermato
  - che arriva da un Sei Nazioni positivo e che ha mancato per un calcio
  di punizione sbagliato la qualificazione ai quarti dei Mondiali
  francesi in settembre. Sono basi importanti per iniziare il nostro
  lavoro. È una sfida stimolante. Nei prossimi mesi sarò un citì con la
  valigia. Viaggerò molto per conoscere i giocatori italiani impegnati
  nel Super 10, nel Top 14 francese e nella Premiership inglese. Voglio
  conoscere al meglio gli uomini con cui dovrò lavorare insieme a tutto
  lo staff. L'Italia che ho visto nelle ultime stagioni ha un ottimo
  pacchetto di mischia, un punto di partenza importante».

  Pacchetto di mischia ed esperienza internazionale maturata dagli
  azzurri nei campionati esteri. Questi i primi capisaldi indicati da
  Mallett. Ma con essi anche una filosofia diversa nell'utilizzo dei
  giocatori di formazione straniera. Tra le fila dell'Italia diventati
  quasi la maggioranza: 15 su 30 fra i convocati originari all'ultima
  Coppa del Mondo.

  «Lo straniero deve realmente migliorare la qualità del gruppo - ha
  puntualizzato - Altrimenti è da privilegiare sempre la soluzione
  italiana. Ma il problema, e di ciò sono rimasto stupito, è che nel
  Super 10 ci sono appena una sessantina di giocatori di formazione
  rugbistica italiana». E in tal senso è pronto nelle casse della Fir un
  altro milione di euro d'incentivo alle squadre per utilizzare più
  italiani. Il neo citì sarà anche coordinatore di tutte le nazionali e
  conta di puntare sui giovani. «Non si può buttare nella mischia del
  Sei Nazioni un ragazzo di 20 anni, perché questo non è uno sport per
  tutti: qui serve gente prestante fisicamente, forte e veloce. Ma
  vedrete che i ventenni italiani di oggi fra quattro anni, quando ne
  avranno 24, saranno pronti per disputare un ottimo Mondiale e portare
  l'Italia al traguardo dei quarti di finale».

  A fianco di Mallett come assistenti ci saranno il manager Carlo
  Checchinato, il tecnico degli avanti Carlo Orlandi e quello dei
  trequarti Philippe Cariat, reduci dalla gestione Berbizier. Nuovi il
  preparatore atletico francese Alex Marco, il video analist David Di
  Fonzi e... Alessandro Troncon, passato dal campo allo staff tecnico
  come assistente. La sua esperienza sarà preziosa.

  Ivan Malfatto
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   «Violenza? Da noi non può accadere»

  In giorni tristi per il mondo dello sport, un messaggio di speranza
  arriva dal rugby. «Non mi piace fare paragoni con altri sport e
  passare per presuntuoso - dice il presidente della Federazione
  Giancarlo Dondi - ma in questo momento in cui siamo tutti tristi, mi
  viene da pensare che da noi fatti come quelli di domenica scorsa non
  potrebbero accadere. Mi auguro che sia sempre così anche in futuro».
  «Perché da noi c'è una cultura diversa - spiega Dondi - di cui sono
  parte integrante il rispetto per gli avversari e l'accettazione della
  sconfitta. Mi auguro che gli altri sport comprendano i nostri valori e
  cerchino d'imitarci. Affinché il rugby sia sempre così, è necessario
  che rimanga uno sport e non diventi uno sfogo sociale».
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