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[RUGBYLIST] Review Italia di Planet Rugby

Giovanni Ciraolo jxcira a tin.it
Ven 21 Mar 2008 19:59:50 CET


Non mi sembra che l'analisi di Planet Rugby brilli per la sua profondita'. Affermare come il principale problema dell'Italia sia la mancanza di un'apertura esperta mi appare senza troppo fondamento. La presenza di un Dominguez in squadra non cambierebbe di molto la situazione, e del resto in questo 6 Nazioni le aperture, anche quelle piu' rinomate, non hanno brillato in nessuna squadra. Alcune aperture hanno quasi esordito al posto di altre che avevano gia' deluso in WCup, senza conseguire grandi risultati. Il problema dell'Italia, secondo me, non e' l'apertura, ma il fatto che si continui a lavorare sui singoli, e manca ancora una nostra scuola. Anzi, con Nick Mallett questa tendenza a lavorare sui singoli mi sembra accentuata rispetto al periodo di Berbizier. Non dimentichiamo che da 2 vittorie l'anno passato siamo tornati alla singola vittoria e di pochissimo. Insomma, ad ogni CT che cambia, tende a cambiare troppo anche il nostro gioco. Planet Rugby ci accredita di un progresso tattico. Credo che abbiamo avuto un progresso di singoli giocatori, e delle loro capacita' tattiche individuali, ma i progressi di tattica collettiva sono ancora da sviluppare. Questa e' la differenza principale con le altre nazioni. Forse in nazionale non esistono neanche specialisti (con le loro opportune riserve) per il gioco di piede e quello alla mano. Sarebbe il momento di sviluppare veramente questi settori. Troppi errori di trasmissione, troppe incertezze di piede mentre abbiamo numeri 10 assai piu' sicuri.
Giovis   
  ----- Original Message ----- 
  From: Massimo Gallo 
  To: Gaetano Palmiotto ; rugbylisyt 
  Sent: Friday, March 21, 2008 1:58 PM
  Subject: Re: [RUGBYLIST] Review Italia di Planet Rugby


  Bella scoperta dell'acqua calda di Planet rugby (per carita' rimane sempre fonte autorevole e competente) ma l'analisi mi sembra elementare: avessimo avuto un'apertura di buon livello saremmo qui a parlare di un un altro Sei Nazioni... e non credo di esagerare. Anzi ai competenti una domanda: se l'Italia fosse capace di gestire meglio il territorio, con un'apertura che con un calcio fa 50 metri e costringe l'avversario a giocare sotto pressione, cosa accadrebbe? Di soltito quando giochiamo 'dall'altra parte' qualcosa di buono esce. 
    ----- Original Message ----- 
    From: Gaetano Palmiotto 
    To: rugbylisyt 
    Sent: Friday, March 21, 2008 12:47 PM
    Subject: [RUGBYLIST] Review Italia di Planet Rugby


    Allego lo Stato della Nazione secondo Planet Rugby: in sintesi, giudizio positivo sui progressi seppur lenti ma costanti dei nostri, ma anche una sottolineatura della mancanza di una apertura di alto livello,

    Viene anche sottolineato come Parisse avrebbe meritato il premio di miglior giocatore del 6 Nazioni che è andato a Shane Williams solo perchè giocava nella squadra vittoriosa.



    The era of Nick Mallett has begun and Italy have moved a little step forward again. Progress at a snail's pace is better than no progress at all, and Italy have to keep looking at the bright side. 

    It's been a rough ride for the Azzurri since they joined the Six Nations. Originally cannon fodder for the other five, the team has come on in leaps and bounds initially, and now is much more involved in a process of fine-tuning than of striving to find their place. 

    The pack is superb. Martin Castrogiovanni and Sergio Parisse stand out on most occasions, but the contributions of, say, Josh Sole, Andrea Lo Cicero, and Santiago Dellape are priceless to the Italian cause. In no match could the Italians be forced to hold hands up and confess to being bullied out of the game up front. 

    Out wide there is talent too. Kaine Robertson gets better and better, Mirco Bergamasco and Gonzalo Canale are running fine lines, and Andrea Marcato might have held out the more established David Bortolussi on form alone had the latter recovered from injury. At scrum-half, Simon Picone is bedding in nicely, and he still has plenty of miles to go on his clock. 

    Anyone notice the glaring omission? Italy desperately need a fly-half. Andrea Masi is a superb player, but not at fly-half. It requires an instinctive decision-maker at this level, someone who has played in the position for a long time. Masi is a centre by trade, and to be honest, is one good enough to give either of the other two a run for their money in the starting XV. But he is no international fly-half, and especially not when those outside him do not play the 'second five-eighth' role New Zealanders are so fond of. Masi not only found himself under pressure, he had nobody to take it off him - it looked a very lonely tournament for the Biarritz man. 

    But progress was made. Italy could have beaten England, fought well against Ireland and France, and of course, did find the resolve within to come from behind and beat Scotland. Only Wales' running game proved to be utterly insurmountable. Tactically they were sound, and they are clearly fitter in both body and mind. But until that fly-half is found, it just might not be enough. 

    Star man: Plenty of Italians were bold and resilient, but the talents of Sergio Parisse stand out by a country mile. Considering his consistent brilliance in adversity, it seemed a touch harsh for Shane Williams to nick the Player of the Tournament award. Such gongs so often go to players merely for being on the winning teams, but Parisse's indomitable strength, fitness, skill, discipline and commitment in what was often a heart-breaking cause could easily have been rewarded with more than just a runner-up spot there.


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