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[RUGBYLIST] calvisano

Mario mario.pari a libero.it
Lun 13 Ott 2008 17:17:00 CEST


Buongiorno, 

sono Mario Pari, addetto stampa del Rugby Calvisano. Penso sia giunto il momento d'intervenire sulla vicenda "Costantini", anche alla luce di quanto pubblicato da "Rugbylist". E penso anche sia opportuno spiegare perché la società non sia ancora intervenuta pubblicamente in merito a quanto pubblicato sul rapporto con i due giocatori. La ricostruzione di quanto accaduto in questi mesi non sarà breve. Non può esserlo, a questo punto. 



Quando, il 29 agosto scorso, è uscito l'articolo sul "Corriere della Sera" il Rugby Calvisano si stava preparando a partire per Badia Polesine, in vista dell'amichevole con il Rovigo. La notizia dell'articolo si è diffusa tra giocatori, staff tecnico, tifosi. Non è stato un regalo. 

Era un venerdì, e i dirigenti decisero d' affrontare l'argomento dopo un incontro con Rambo e Daniel, prima di parlare con altri. Così, tutto è stato aggiornato al lunedì successivo. L'incontro tra il Presidente Francesco Casali e i due ragazzi, a cui il sottoscritto ha presenziato per l'intera durata, è stato molto franco e aperto. Altrettanto franco e aperto è stato il chiarimento tra i due giocatori e l'allenatore Marc Delpoux, conclusosi con strette di mano.  E' emerso che i due fratelli erano stati contattati nel mese di agosto, dalla rivista "All Rugby" per un articolo sul loro rapporto con la palla ovale, sulla loro famiglia rom. A Rambo, nei giorni successivi è giunta una telefonata. " Non è durata più di qualche minuto" ha raccontato, aggiungendo " era di un giornalista del "Corriere della Sera" che mi ha detto d'aver letto l'articolo su "All Rugby" e di essere interessato alla nostra vicenda". 

 

Solo Rambo, quindi, è stato contattato per un lasso di tempo che sarebbe stato molto breve. Ci sono delle buone ragioni, in particolare documentabili, per credere che le cose siano andate così. Sulla durata della telefonata, per esempio potrebbero essere utili i tabulati.

Valerio Vecchiarelli, inoltre, scrive per "All Rugby", nell'edizione del mese di settembre il suo articolo è immediatamente successivo, nell'impaginazione, a quello sui fratelli Costantini. In ogni caso, solo un collaboratore della rivista avrebbe potuto conoscere il contenuto della medesima in agosto, dal momento che è stato pubblicato sull'edizione di settembre, quindi non ancora in edicola. A questo non si può non aggiungere che alcuni punti dei contenuti dei due articoli coincidono perfettamente. Con un'unica, non banale, eccezione. Su "All Rugby" non c'è alcun riferimento alla possibilità che i due ragazzi non giochino in Superdieci in quanto " zingari". 

 

I due fratelli, quindi, avrebbero deciso d'affidare il loro sfogo, e che sfogo, a uno sconosciuto, al telefono, in pochi minuti. Irresistibile la tentazione di finire sul  Corrierone? Non l'hanno fatto, invece, parlando con i giornalisti di una rivista, anch'essa nazionale, che conoscono da tempo.  

Quello che è stato detto in quella telefonata, alla fine, lo sanno Valerio Vecchierelli e Rambo Costantini, che non ha mai avuto, rapporti con la Santa Inquisizione e, soprattutto, non ha mai negato d'aver parlato con il giornalista de " Il Corriere". Di certo le due ricostruzioni della telefonata non coincidono. 

Fino a quando non ho letto quanto pubblicato su "Rugbylist", ero convinto che, pur essendo impossibile, solo ascoltando la telefonata Rambo-Vecchiarelli si sarebbe potuto avere qualche chiarimento in più. I toni di una conversazione sono fondamentali per coglierne il contenuto, specialmente se il giornalista lo interpreta come uno sfogo. Non conosco, ribadisco, Valerio Vecchiarelli, seguo il Rugby Calvisano solo da qualche anno. Sono stato chiamato, in questo periodo, al telefono da tantissimi giornalisti, di testate nazionali e internazionali. Valerio Vecchiarelli ha ritenuto di non averne mai la necessità, cosa assolutamente legittima, la sua conoscenza del "settore" è certamente superiore alla mia.

 Non ha chiamato, però, nemmeno quando s'apprestava a scrivere che il nostro allenatore potrebbe, nello svolgimento della propria professione, operare scelte basate anche su discriminazioni etniche. Perchè, in fondo, questo è quello che è successo il 29 agosto scorso. Marc Delpoux esce da quell'articolo come un allenatore che non darebbe chanches ai giocatori rom perchè "magari nella sua vita ha avuto qualche problema con i rom". 

 

Dopo quanto scritto da Vecchiarelli a Rugbylist, però, penso non ci sia più, forse, nemmeno bisogno d'interrogarsi sui toni di quella conversazione telefonica.  E' lui a dire, se non tutto, certamente tanto. " Mi è venuto spontaneo chiedere come mai non avessero almeno una chanche per allenarsi o provare a giocare con il gruppo di Super 10" scrive Vecchiarelli a Rugbylist e si risponde " la risposta, testuale, e ripeto in enorme buona fede e senza alcuna malizia o rancore anzi seguita da una bella risata, è stata " Boh, forse in passato il nostro allenatore ha avuto problemi con qualche zingaro."Fine del mio lavoro,". Fine del lavoro? Una telefonata durata qualche minuto, un "Boh" una risposta "seguita da una bella risata", il massacro di una società e dell'immagine dell'allenatore campione d'Italia e il lavoro finisce qui? Ed è assolutamente vero che a Calvisano è sembrato assolutamente normale e "non ha fatto notizia" che i fratelli Costantini " parlassero bene dei compagni di squadra che considerano una loro seconda famiglia, del loro attaccamento al rugby, della loro estrema religiosità, del fatto che sono i primi ad arrivare o gli ultimi ad andarsene dagli allenamenti". Perché quello che rappresenta il rugby per Daniel e Rambo, a Calvisano lo sanno tutti. E loro sanno benissimo cosa rappresentano per il Calvisano. Ma questo, in una telefonata di qualche minuto, non è così facile da capire.

 

Così come non è semplice, francamente, capire l'approccio tecnico di un uomo di rugby, di notevole esperienza, ovunque riconosciuta, di un addetto ai lavori, all'intera vicenda. Rambo e Daniel sono stati grandi protagonisti della promozione in serie A della seconda squadra del Cammi nella scorsa stagione. Vecchiarelli sicuramente sa che dalla "B" al Superdieci, la strada è tanta. Ma non lo scrive da nessuna parte. Nell'articolo pubblicato sul "Corriere" è quindi altrettanto certo, quando parla dei due giocatori, che tutti sappiano che il "Superdieci" è la prima categoria rugbistica italiana e la serie B, la quarta. Prima e quarta. E il Calvisano, nella prima, è anche campione in carica. Vecchiarelli, dal momento che nel suo articolo non ne fa menzione, considera sempre cosa risaputa ai più, il fatto che i ruoli di Rambo e Daniel, nel Calvisano di Superdieci, siano ricoperti da giocatori d'assoluta eccellenza, non solo nazionale. Sempre Vecchiarelli, non ha scritto, per esempio, che tale Gonzalo Garcia, nell'estate del 2007 è arrivato a Calvisano, ha giocato nelle settimane successive anche in serie B, ha concluso il campionato titolare in Superdieci, titolare nella formazione che ha vinto lo scudetto, ed ha poi riscosso anche l'apprezzamento di Mallet finendo la stagione con il tour in Argentina e Sudafrica della Nazionale maggiore. In una società in cui la scelta è basata sulle capacità, qualità, determinazione nulla è precluso ad alcuno. Specialmente se  gioca, come Daniel e Rambo quest'anno, in una categoria superiore e quindi più stimolate, rispetto a quella dell'anno precedente. Nemmeno si legge che Rambo, quello con cui ha parlato, è stato per un'intera stagione, non per un giorno, aggregato alla prima squadra, che ha giocato in Coppa Italia. 

Alla fine, le scelte le fa un allenatore. Che può sbagliarle o azzeccarle. C'è qualche motivo per dire che Marc Delpoux, a Calvisano le abbia azzeccate e che l'aspetto tecnico sia stato quello alla base di tutto. 

 

Questi non sono segreti. Valerio Vecchierelli non ritiene che gli sarebbe stato detto tutto ciò, se dopo la telefonata a Rambo, avesse deciso di farne una anche al sottoscritto, oppure a tutte quelle persone che a Calvisano conosce? E lui, sa che ce n'è qualcuna. Nel codice deontologico dei giornalisti è assolutamente scontato che quando si punta l'indice contro qualcuno, gli si dà anche la possibilità di difendersi. Magari anche nello stesso articolo, comunque in quello successivo. E Vecchiarelli sa benissimo che a lui e non solo a lui, questa possibilità di chiarire la vicenda, dal Calvisano è stata chiesta. In modi molto garbati,  riconosciuti anche dai suoi colleghi contattati, per quanto mi riguarda, e senza alcuna minaccia di querela. Io ero presente quando dirigenti del Calvisano, con la massima tranquillità, hanno detto, al telefono, a Valerio Veccharelli:" Vieni da queste parti, vedrai che è tutto diverso". Quest'ultima telefonata, per la cronaca risale al pomeriggio di lunedì 1 settembre. Purtroppo non è giunta ancora alcuna risposta. 

 

A fronte di tutto ciò non è ancora stato spiegato la ragione per cui solo oggi viene fornita una ricostruzione diversa dal sottoscritto. Tutti avranno capito, a questo punto, che ci sono state telefonate, mail, tentativi di chiarimento. E una ragione è, appunto, che, almeno per ora, stiamo ancora attendendo risposte. Meno noto è che la società sta valutando ogni aspetto della vicenda. Troppo facile dire " Se avete ragione, querelate". Secondo quanto scritto a "Rugbylist" in questa storia ci sarebbero " due ragazzi come tanti altri che cercano di giocare ad alto livello e, magari, con tanta semplicità ed altrettanta incoscienza cercano di far girare dalla loro parte una vicenda personale che a molti altri da solo problemi". E di fronte a " tanta semplicità e altrettanta incoscienza",  sempre parole di Vecchiarelli, ma è da dimostrare, comunque, che questo sia stato l'approccio dei Costantini, non si pongono un dovere giornalistico di verifica e la necessità di un riscontro? Si può tranquillamente indurre a credere che una persona discrimini etnicamente, se si ritiene d'aver capito, da una breve telefonata finita con una risata, che sarebbe  così? Rambo e Daniel, sono stati chiamati per sapere come sta andando il loro campionato? " Potevo giocare meglio" mi ha risposto Daniel parlando della partita vinta dal Cammi a Recco, in cui lui e Rambo hanno realizzato tutti i punti gialloneri. Tutto assolutamente come prima del 29 agosto. Semplicità, tranquillità, schiettezza. Il nostro silenzio, quantomeno, ha consentito di lasciare che i due ragazzi proseguissero nella loro crescita professionale. A Calvisano, prima di dare risonanza a una vicenda in cui "incoscienza e semplicità" vengono mescolate a ipotesi di discriminazione, si è voluto attendere.  Ed è vero che ci sono state testate che hanno ripreso la vicenda. Chi l'ha fatto documentandosi, l'ha presentata in un modo, degli altri la società si sta occupando e continuerà a farlo.  

 

 Rambo e Daniel, per chi avesse dei dubbi ed evidentemente non segue attentamente le vicende  giallonere, continuano a giocare nel Calvisano. La loro, e grazie a loro e al Calvisano, continua ad essere quella che è sempre stata, e chiunque, da queste parti può documentarlo benissimo: una stupenda storia d'integrazione. 

Non si dimentichi, inoltre, che stiamo parlando di due fratelli rom, della loro passione principale, ma anche di ciò che riguarda l'allenatore della squadra campione d'Italia, della sua serenità e delle possibili ripercussioni su di essa, di questa vicenda. Stiamo parlando di una società di cui Rambo, Daniel e Marc fanno parte. Società, per la seconda volta in quattro anni, Campione d'Italia. E si pensi anche allo spazio, o meglio alle poche righe che alcune testate hanno dato a quella che per tanti è un innanzitutto una bellissima storia: un paesino di 8000 abitanti che per due volte sale sul tetto d'Italia. Un paesino, dove ci sono giocatori di 7,8,9 nazionalità diverse ogni anno, ma che è anche uno dei punti di riferimento nazionale per la valorizzazione dei giovani italiani.

   

Io, per ora, non posso non sperare che, in futuro, prima che vengano evocate ipotesi discriminatorie nei confronti dei "senghen" o di chiunque altro, fidandosi di quella che viene definita  "spensierata buona fede"  ci si pensi, davvero " mille volte". Il Rugby Calvisano, per avere qualche riga su alcune testate ha dovuto vincere scudetti.  E questo lo sanno certamente benissimo anche i lettori di Rugbylist, abituati a cercare le notizie della palla ovale con la lente d'ingrandimento. Cosa che non è accaduta il 29 agosto scorso, ma questo è un altro discorso. 

 

 

 

 
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