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R: [RUGBYLIST] (senza oggetto)

ilfalco7 a libero.it ilfalco7 a libero.it
Gio 14 Feb 2013 09:50:57 CET


Condivido in pieno il ragionamento del grande Mario


----Messaggio originale----
Da: mario.diani a gmail.com
Data: 13/02/2013 22.31
A: "rugbylist"<rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: [RUGBYLIST] (senza oggetto)

Di ritorno da Edimburgo, sono riuscito soltanto ieri sera a rivedere la partita in TV. Dando per scontato che la partita sia stata (meritatamente) persa sui punti d'incontro, come già rilevato da tutti, alcune osservazioni aggiuntive: 

a) non sono d'accordo sul fatto che la squadra abbia sottovalutato la Scozia. Avendo avuto modo di parlare prima (non solo dopo) il match con giocatori e dirigenti, non ho trovato nessuno che minimizzasse la difficoltà della partita. Trattare i nostri giocatori come dei coglioncelli presuntuosi che si sarebbero montati la testa dopo la Francia non sta né in cielo né in terra; 

b) la partita casomai ha dimostrato che non abbiamo ancora la forza mentale necessaria per assicurare che si giochino più partite di fila con il livello di intensità richeisto per vincere con continuità contro le nazioni 'storiche'. "Quello che molta gente non capisce è che abbiamo risorse umane - fisiche e tecniche - limitate rispetto ad altre nazioni e che quindi per vincere una partita internazionale dobbiamo giocare sempre al nostro livello più alto. Questo è molto difficile da ottenere con continuità." Ho messo questa frase tra virgolette perchè non è mia ma viene dal libro degli anni '80 "A history of Scottish rugby", dello scrittore e giornalista Alan Massie. E lui si riferiva alla Scozie dei Roy Laidlaw, John Rutherford, Jim Calder, Ian Paxton, etc....... Ne avessimo noi di risorse così "limitate".

c) la giornata molto difficile di alcuni nostri giocatori chiave è probabilmente un riflesso della scarsa tenuta mentale di cui sopra, ma ha anche contribuito a indebolire la tenuta del resto della squadra; 

d) altro fattore è stato l'arbitro. La cui prestazione è stata al di là del bene e del male. E non mi si dica che gli anglosassoni non si lamentano mai degli arbitri. Se ne lamentano, eccome; ed avendo una influenza molto più forte della nostra sulle loro chances di fare una carriera internazionale, la loro capacità di condizionarli è altrettanto più marcata. E sabato questo si è visto; 

e) aggiungi una giornata in cui a loro è andato tutto bene e a noi tutto storto, e si spiega, se non la sconfitta (che comunque ci poteva stare), un punteggio che molti anche tra loro hanno considerato "flattering for Scotland" (eccessivamente lusinghiero). 

Insomma, sono d'accordo con il modo con cui Angelo ha impostato la conversazione: non eravamo stellari la settimana passata, non siamo diventati dei brocchi dopo una partita andta storta. Siamo una buona squadra, e sono convinto che lo (ri)vedremo contro il Galles. Che poi si vinca o meno, dipende da tante cose. 

ciao a tutti

MD


Il giorno 04 novembre 2005 23:02, Giovanni Ciraolo <jxcira a tin.it> ha scritto:



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Credo che la continuità di una squadra nazionale richieda una vasta riserva di giocatori, altrimenti si è "schiavi" della forma di pochi e del particolare sforzo di volontà profuso nel giorno del match. I nostri scendono talvolta con volontà feroce, talvolta invece sono rigidi, in apparenza senza 'animus'. Questione mentale? Certamente, tuttavia credo che ci siano degli automatismi mancanti nel nostro gioco che invece le altre squadre del 6 Nazioni possiedono da molto tempo: i nostri non hanno ancora questa automaticità di gioco. Molto del mordente mentale quindi dipende dalla volontà che spesso sostituisce gli automatismi (cioè le concatenazioni naturali del rugby). Villepreux è stato un grande giocatore rivoluzionario, un insegnante di prim'ordine (soprattutto vedeva le cose integrate tra i vari livelli del rugby), ma penso che di fronte al rugby di potenza e talvolta noioso di oggi non allenerebbe più nessuno (darebbe subito le dimissioni!).
 
g.ciraolo      

----- Original Message ----- 
From: Oliver63 
To: rugbylist a rugbylist.it 
Sent: Wednesday, February 13, 2013 4:47 PM
Subject: Re: [RUGBYLIST] Giudizi ondivaghi

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 diceva semplicemente che l'Italia gioca una partita bene e tre male, non so vittoria contro l'Argentina e sconfitta con il Marocco ... oppure grande prestazione contro i NZ junior e sconfitta contro le Isole Cook (tour 79 in NZ e Isole Fiji) ...
ora gli alti e bassi sono meno evidenti, gli avversari tutti di alto livello, ma un problema di continuità, esclusivamente mentale, esiste sempre ... 



Il 13/02/2013 16.37, Giovanni Sonego ha scritto:

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Il 12/02/2013 12:37, Oliver63 ha scritto:
> ricordo ancora quello che diceva villepreux nel lontano 1977 ...

Nel '77 avevo 14 anni, avevo giocato un solo anno a rugby e e Villepreux  non 
sapevo neanche chi fosse.
Perche' non ricordi anche a quelli giovani come me cosa diceva Villepreux?

Ciao
Giovanni


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Mario Diani

ICREA Research Professor - UPF Barcelona (on leave)

Department of Sociology &amp; social research
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