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[RUGBYLIST] R: R: I: Qual è il male dell'Italia?

piero filotico pierofilotico a gmail.com
Lun 17 Mar 2014 15:38:19 CET


Secondo Massimo Calandri su Repubblica di oggi (purtroppo il link non è
disponibile) il problema è negli errori fatti nella gestione. E io credo sia
proprio così: aver favorito chi assicurava i voti, invece che far nascere un
vero movimento dal basso.
Rugby, passione e sconfitte tanti soldi e pochi talenti in 15 anni di Sei
Nazioni
<http://www.extra.kataweb.it/provisioning/jsp/login/repubblica/login.jsp?ref
=search> 


L’ossessione della Federazione Italiana Rugby, che in 15 edizioni del Sei
Nazioni ha incassato un tesoro da 400 milioni di euro e almeno 5 “cucchiai
di legno”, non è il diluvio di mete subìte.

 

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it]
Per conto di Luigi Bocchino
Inviato: lunedì 17 marzo 2014 14:28
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: I: Qual è il male dell'Italia?

 

1) Aguero 1981-Vunipola 1991

2) Ghiraldini 1984-Hartley 1986

3) Cittadini 1982-Wilson 1985

4) Geldenhuys 1981-Launchbury 1991

5) Bortolami 1980-Lawes 1989

6) Furno 1989-Wood 1989

7) Barbieri 1984-Robshaw 1986

8) Parisse 1983-Morgan 1989

 

Età media mischia Italia: 31

Età media mischia Inghilterra: 26

 

Secondo me è questo il male dell'Italia. Hai voglia a dire l'esperienza, ma
quando a parità di esperienza hai cinque anni di meno, la differenza in
ottanta minuti la fai eccome...

 

  _____  

Da: ilfalco7 <ilfalco7 a libero.it>
A: "rugbylist a rugbylist.it" <rugbylist a rugbylist.it> 
Inviato: Lunedì 17 Marzo 2014 13:22
Oggetto: [RUGBYLIST] R: I: Qual è il male dell'Italia?

 

 

Questa volta concordo in tutto. Ma..... 

Personalmente se l olimpico si riempie di appassionati e non di rugbysti mi
va bene lo stesso. Impareranno.  

Ma dobbiamo cambiare l approccio mentale e culturale.  Siamo convinti che
per ottenere i risultati dobbiamo lavorare dall alto vedi franchigie.
Sbagliato. Dobbiamo farlo dal basso e nemmeno dalle accademie ma dai bambini
cercando di dare delle grandi basi motorie a coloro che poi andranno nelle
accademie.  Xche li dovrannno lavorare sulla tecnica e sulla comprensione
del gioco e non sulla forza e sull atletismo xche oramai sarebbe tardi.

 

Inviato da Samsung Mobile.

 

-------- Messaggio originale --------

Da: Salvatore Messina 

Data:17/03/2014 13:00 (GMT+01:00) 

A: rugbylist a rugbylist.it 

Oggetto: [RUGBYLIST] I: Qual è il male dell'Italia? 

 

Io sinceramente non capisco tutta questa indignazione...

 

Non abbiamo mai giocato bene, non siamo mai stati all'altezza e, a parte
l'anno scorso vincendo per un pelo con una Francia oscena (non è che
quest'anno sia meglio) e una Irlanda rappezzata e da riformare, ci siamo
sempre giocati il cucchiaio di legno.

 

Purtroppo siamo condizionati dalla mentalità della sconfitta con onore ma
nel rugby, come nella vita, le sconfitte vanno sì accettate ma non
giustificate. Se una squadre perde ha perso, punto e basta. Bisogna
analizzare come mai e, partendo dalle cose positive (che ci sono sempre)
correggere gli errori. Qualcuno si sognerebbe mai di dire che un chirurgo ha
operato molto bene ma il paziente è morto perché non è stato abbastanza
veloce a suturare l'arteria recisa? 

 

Siamo andati avanti per anni a dire che la nostra forza era la mischia ma
secondo me più per "dovere d'immagine" che altro. Oggi come oggi una mischia
che ha un range d'azione di 4/5 metri dal punto di rilancio è una mischia
inefficace.

 

Probabilmente se la smettessimo di fare pubblicità al rugby con immagini di
giocatori grandi e grossi che si rotolano sul fango e cominciassimo a far
capire ai ragazzini che per giocare a rugby e fare sport bisogna essere in
forma ed allenati e saper correre, oltre che saper passare/prendere e
calciare la palla, forse cominceremmo a capire qual'è la strada per essere
competitivi e le idee di gioco di Brunel troverebbero maggior terreno
fertile.

 

Infine, sarebbe anche ora, sopratutto in periodo di professionismo, che
vengano convocati e messi sotto contratto con le squadre di PRO12 giocatori
"in forma" e performanti. Per perdere con vecchie glorie tanto vale mettere
un po' di pepe alle partite con i ragazzini ITALIANI.

 

 

Salvatore Messina

 

P.S. ALLENATORE: "Per fare andare la palla più lontano dovresti fare un
passaggio a spin"

GIOCATORE: "Che cos'è il passaggio spin?"

A "Un passaggio avvitato"

G "Non capisco"

A "Vabbeh, vieni domani al campo che te lo faccio vedere"

G "Non posso, domani devo andare a Roma per vedere l'ITAGLIA"

 

Un esempio dello spettatore medio dell'Olimpico....

 

Il Sabato 15 Marzo 2014 22:38, Giovanni Ciraolo <jxcira a tin.it> ha scritto:

Premesso il fatto che sconfitte del genere come oggi con l'Inghilterra ci
sono sempre state, e da parte di ogni squadra, vedi come nel caso della
Scozia la disfatta ha causato l'immediato licenziamento del selezionatore
(tra l'altro recepito malissimo dai giocatori), qual'è il male dell'Italia?
E' vero come scrive Federico che non abbiamo più certezze in avanti: penso
che Brunel abbia lavorato molto sulla psicologia di gioco, ma l'aspetto
tecnico-agonistico sia stato trascurato. Si veda anche la Francia. Da quello
che si è notato oggi, forse quello che manca al momento nel clan azzurro è
semplicemente il duro lavoro. I gallesi sono usciti male da Twickenham ma si
sono ripresi con un training durissimo. Sembra che attualmente nelle istanze
del rugby italiano si siano congelate le spinte al rafforzamento dei clubs e
dei giocatori. Manca un rafforzamento fisico ed economico del nostro
patrimonio di gioco. Senza fare analisi catastrofiche, talvolta veritiere ma
insufficienti, sarebbe bene capire il perché di questa fragilizzazione delle
forze in campo in Italia. Sembra che non ci sia più nei clubs ed in
nazionale chi affronta il confronto con i giocatori con un colloquio "franco
e sincero". E' tutta colpa di Gavazzi? Magari! Ho l'impressione che la "base
produttiva" del nostro rugby manchi anche di una nuova completa generazione
di trainers.

g.ciraolo    

----- Original Message ----- 

From: ortelius79 a inwind.it 

To: rugbylist a rugbylist.it 

Sent: Saturday, March 15, 2014 3:24 PM

Subject: [RUGBYLIST] Qual è il male dell'Italia?

 

Bene, meno male che questo torneo è finito. Era tanto non vedevo un'Italia
così depressa e deprimente. Secondo alcuni è un problema fisico, secondo me
è mentale. In questo torneo ho visto raramente una squadra unita, che gioca
con fiducia. La Scozia sarà al nostro livello, ma con la Francia ha fatto
una partita bellissima. Noi sembriamo spersi, senza capo né coda, con poca
voglia. Abbiamo chiaramente dei veri problemi nei ruoli chiave, ma se
cominciano a vacillare pure le certezze in mischia e in touche dove vogliamo
andare? Lo spogliatorio è di nuovo spaccato, come ai tempi di Mallett?
Abbiamo un capitano che non fa il capitano: perfetto per le conferenze
stampa, inutile se non dannoso per trascinare e unire i compagni. Boh, la
situazione è veramente deprimente, vorrei sapere che ne pensa Gavazzi al
riguardo. 

Saluti da una Francia che non sta molto meglio

Federico 


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