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[RUGBYLIST] R: R: Re: R: Re: L'ITALIA E' FINITA

Luca Oliver lucaoliver63 a gmail.com
Mer 22 Mar 2017 10:23:02 CET


Buongiorno,

mi sono chiesto spesso anch'io il perchŔ di questa frammentazione del 
rugby italiano.

Direi che un elemento Ŕ sicuramente l'estrema litigiositÓ dell'ambiente. 
Pi¨ si va nel piccolo, pi¨ si litiga: inutile fare esempi, sarebbero 
antipatici e poi comunque tutti li conoscono, nella propria realtÓ 
locale e a livello pi¨ ampio. Mi piacerebbe invece emergessero, se ci 
sono, casi notevoli di realtÓ che vanno in direzione opposta, 
aggregandosi spontaneamente per crescere, invece di disgregarsi in 
realtÓ sempre pi¨ piccole.

Poi c'Ŕ un fatto che francamente mi lascia perplesso: si parla spesso 
della mancanza di un rugby "metropolitano", dell'assenza di grossi club 
in cittÓ come Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Palermo ecc. ecc. 
E' vero, ma Ŕsemplicemente l'altra faccia di una stessa realtÓ: perchŔ, 
ad es., Calvisano e non Brescia, perchŔ Viadana e non Mantova, perchŔ 
Colorno e non Parma, perchŔ Mogliano o San DonÓ e non Venezia, perchŔ 
Capoterra e non Cagliari, perchŔ Alghero e non Sassari, perchŔ Jesi e 
non Ancona, ecc. ecc.

Si dice spesso che il rugby italiano Ŕ "provinciale", senz'altro vero, 
ma speriamo che non diventi addirittura "comunale" e di qui, poi, 
"frazionale"... Ci si dovrebbe interrogare sul perchŔ i club italiani 
raggiungono una certa dimensione e poi si bloccano e si dimostrano pi¨ 
adatti a delle realtÓ provinciali, appunto, o addirittura "comunali" 
piuttosto che non metropolitane, su cosa si pu˛ fare per favorirne la 
crescita e fare sý che possano funzionare come punto di aggregazione in 
realtÓ sociali pi¨ ampie, pi¨ dispersive, cosa si pu˛ fare per 
facilitarne l'aumento di dimensione da un punto di vista organizzativo, 
logistico, di marketing e di promozione.

Qualunque riforma che "cali dall'alto" Ŕ destinata a fallire se non si 
creano le condizioni perchŔ i club italiani possano crescere 
spontaneamente, dal vertice alla base, dall'Eccellenza alla Serie C.

Ciao a tutti.

Luca


Il 21/03/2017 18:31, Giovanni Ciraolo ha scritto:

> Gruppo Facebook della Rugbylist
> https://www.facebook.com/groups/44366421488/
> __________________________________________
>
>
> Pensiamo sempre a ci˛ che non *va*nel nostro rugby, ma raramente 
> analizziamo ci˛ che non *Ŕ *il nostro rugby. Non si pu˛ dire che 
> qualcosa va male se quel qualcosa in realtÓ non esiste. Bisogna 
> esistere anche per andare male! In Italia, le societÓ sono fortemente 
> polverizzate, sembra quasi un regime di concorrenza perfetta, anche se 
> il loro numero rimane lontanissimo da quello di altre federazioni. Non 
> mi riferisco solo alle discipline forti come il calcio, la pallavolo, 
> la pallacanestro, ma anche all’atletica leggera, al ciclismo, alle 
> arti marziali, alla danza sportiva, al motociclismo e addirittura allo 
> stesso settore bocciofilo! Il nostro rugby, ancora sottodimensionato 
> come struttura agonistica, diffonde tuttavia un numero di 
> tecnici/operatori superiore (se i dati Coni di 2 anni fa risultano 
> ancora validi) a quelli della pesca sportiva! La mia tesi sul rugby 
> italiano si riassume nella frase: a noi praticanti piace il rugby, 
> stiamo bene la sera e non abbiamo quindi voglia di crescere! La paura 
> di crescere Ŕ il male che attanaglia il rugby italiano. Vige qui il 
> principio del piccolo Ŕ bello e come in economia sono le nostre 
> piccole-medie imprese che difenderebbero la competitivitÓ. Un 
> principio assurdo, questo, anche in economia: sono le grandi imprese 
> che hanno fatto il miracolo economico italiano. Le piccole e medie 
> imprese sono state partorite dalle grandi ed hanno creato poi grandi 
> risultati anche nello sport italiano ma derivati dal grande ed in 
> espansione. Con piccole societÓ ci si diverte, ma non si va da nessuna 
> parte senza aggregazioni. Nel nostro rugby ci sono troppi addetti e 
> soprattutto troppi tecnici che hanno sotto di sÚ un numero di persone 
> insufficienti per diffondere cambiamenti rapidi. Il modello irlandese 
> potrebbe allora essere valido con le sue aggregazioni forzate ma 
> quello Ŕ un sistema di concorrenza monopolistica su pochissimi grandi 
> club mentre il nostro rugby canta ancora malinconicamente lo sai che i 
> papaveri son grandi grandi grandi …….
>
> g.ciraolo
>
> *Da:*rugbylist-bounces a rugbylist.it 
> [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] *Per conto di *gima_g a libero.it
> *Inviato:* martedý 21 marzo 2017 10:28
> *A:* rugbylist a rugbylist.it
> *Oggetto:* [RUGBYLIST] R: Re: R: Re: L'ITALIA E' FINITA
>
>
> allora torniamo a quello che scrissi qualche mese fa ma senza alcun 
> riscontro in list: progetti, controprogetti, formule nuove dei 
> campionati e controformule ma ......... nessun miglioramento mentre il 
> super stipendio viene versato ad ogni fine mese !!!!!!
>
> e lo scienziato che ha progettato tutti questi capolavori ├Ę ancora 
> l├Č !!!!!!!!!!
>
> ora finalmente qualcun altro sta condividendo questa visione del 
> problema, speriamo di diventare tanti e poi a pedate nel culo e fino a 
> scuola lo rispediamo
>
> un abbraccio a tutti - che a 1
>
> Giorgio
>
>     ----Messaggio originale----
>     Da: "Luca Oliver" <lucaoliver63 a gmail.com>
>     Data: 20/03/2017 10.30
>     A: <rugbylist a rugbylist.it>
>     Ogg: Re: [RUGBYLIST] R: Re: L'ITALIA E' FINITA
>
>     Io sono perfettamente d'accordo con te sul giudizio generale sul
>     ns ambiente e ti garantisco che ├Ę cos├Č anche a basso livello, ma
>     se bisogna trovare un capro espiatorio, proprio sui club dobbiamo
>     andare ... ??? :-)
>
>     Se permetti, rischia di apparire strumentale ... Prima dei club,
>     ci sono molte altre cose da riformare ... Dopo si pu├▓ sicuramente
>     mettere mano ai club di vertice e fare in modo che lavorino -
>     tutti - in sinergia con un progetto condiviso, rispettoso della
>     storia, della tradizione e del lavoro quotidiano dei club, che li
>     valorizzi e li metta nella condizione di dare il meglio - tutti,
>     dall'Eccellenza alla serie C - e che sia DI CONSEGUENZA funzionale
>     allo sviluppo della Nazionale ...
>
>     Dopo di che, vedrai che sicuramente tutti remeranno nella stessa
>     direzione ...
>
>     Se i progetti vengono fatti CONTRO i club - o contro "ALCUNI" club
>     ed a favore di ALTRI - questo non succeder├  mai, e il movimento
>     sar├  sempre SPACCATO  ...
>
>     Ciao. Luca
>
>     Il 20/03/2017 10:14, ilfalco7 ha scritto:
>
>         Gruppo Facebook della Rugbylist
>
>         https://www.facebook.com/groups/44366421488/
>
>         __________________________________________
>
>         esattamente cio che ha detto O.C. tutti abituati a dare contro
>         a parlare male l uno.dell altro. mai qualcuno.che dicesse ok
>         il progetto ├ę questo io non sono d acvordo.ma se x vincere c
>         ├ę da dare una mano....cosa posso fare io?
>
>         invece no tutti contro tutti. ├ę ognuno attaccato al proprio
>         meschino.tornaconto personale e picvolo potere.......
>
>         questo siamo noi
>
>         Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
>
>         -------- Messaggio originale --------
>
>         Da: Luca Oliver <lucaoliver63 a gmail.com>
>         <mailto:lucaoliver63 a gmail.com>
>
>         Data: 20/03/17 09:26 (GMT+01:00)
>
>         A: rugbylist a rugbylist.it <mailto:rugbylist a rugbylist.it>
>
>         Oggetto: Re: [RUGBYLIST] R: Re: L'ITALIA E' FINITA
>
>         La cosa che mi ha colpito delle dichiarazioni post-partita di
>         COS, ma spero che si tratti di un errore di interpretazione
>         (dovuto magari alla scarsa conoscenza dell’italiano di
>         Conor) ├Ę che sia stata scaricata la colpa della attuale
>         situazione italiana sui “club”.
>
>         Ma come, abbiamo Accademie che non producono talenti ma
>         giovani individualisti che si credono arrivati, Centri di
>         formazione sparsi nel territorio con l’unico scopo di
>         erogare prebende in cambio di sostegno elettorale, Franchigie
>         mal organizzate e poco finanziate con staff approssimativi e
>         scarsa professionalità che vanno in giro per l’Europa a
>         prendere sberle … e la colpa è dei “club” ?
>
>         Anzi, qualcuno ha gi├  aggiunto, in uno dei post pubblicati su
>         un noto blog rugbystico in questi questi giorni, ad “un
>         club” ben specifico situato tra l’Adige e il Po che non si
>         adegua ai diktat federali ???
>
>         Bene, abbiamo individuato l'origine dei nostri mali, ├Ę Rovigo ...
>
>         Se cos├Č fosse e la tenaglia dovesse stringersi su quel poco
>         che resta del movimento di vertice dei club nazionali, avremmo
>         completato quella distruzione del rugby italiano avviata nel
>         2011 con l’istituzione delle franchigie …
>
>         Ciao a tutti.
>
>         Oliver
>
>         Il 18/03/2017 20:28, ilfalco7 ha scritto:
>
>             Gruppo Facebook della Rugbylist
>
>             https://www.facebook.com/groups/44366421488/
>
>             __________________________________________
>
>             no l italia non ├Ę  finita.
>
>             ci vorra ancora un po ma cresceremo ci sono dei segnali
>             profondi.
>
>             e dei giocatori se curati......
>
>             e vedrete cambiera molto adesso
>
>             Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
>
>             -------- Messaggio originale --------
>
>             Da: Paolo Imperatori <p.imperatori a gmail.com>
>             <mailto:p.imperatori a gmail.com>
>
>             Data: 18/03/17 19:05 (GMT+01:00)
>
>             A: La mailing list del rugby italiano
>             <rugbylist a rugbylist.it> <mailto:rugbylist a rugbylist.it>
>
>             Oggetto: Re: [RUGBYLIST] L'ITALIA E' FINITA
>
>             A nulla probabilmente. Ma non sono un tecnico per dare
>             soluzioni.
>
>             Quello che penso da tempo ├Ę che secondo me non ├Ę una
>             questione di chi possa sostituire l'Italia nel Sei
>             Nazioni. Non c'├Ę qualcuno di meglio. Entrasse, chess├▓,
>             la Georgia, sarebbe la stessa cosa se non peggio. La
>             questione semplicemente ├Ę se tornare al Cinque Nazioni, e
>             ricominciare da capo. Punto.
>
>             Paolo
>
>             Il giorno 18 marzo 2017 16:36, paolo.valbusa a libero.it
>             <mailto:paolo.valbusa a libero.it> <paolo.valbusa a libero.it
>             <mailto:paolo.valbusa a libero.it>> ha scritto:
>
>             Gruppo Facebook della Rugbylist
>             https://www.facebook.com/groups/44366421488/
>             __________________________________________
>
>             Ciao a tutti,
>
>             dopo aver visto l'imbarazzante (eufemismo) prestazione
>             italiana contro la Scozia (l'ultima, ahim├Ę, di una lunga
>             serie) mi faccio e vi faccio una domanda: a cosa sono
>             serviti anni di Accademie, di raduni, di stage, di
>             allenamenti specifici, di mental coaching, ecc., se poi
>             non riusciamo a piazzare un pallone in mezzo ai pali, a
>             tenere un pallone in mano, a fare un semplice passaggio,
>             all'uomo in sostegno, che non sia troppo debole, troppo
>             forte, troppo alto, troppo basso, troppo indietro o troppo
>             avanti?
>
>             Paolo
>
>             /Questo messaggio non impegna in alcun caso il mittente e
>             contiene informazioni appartenenti allo stesso, che
>             potrebbero///
>             /essere di natura confidenziale e/o riservata,
>             esclusivamente diretta al//destinatario sopra
>             indicato.//Qualora Lei non sia il destinatario indicato,
>             Le comunichiamo con la///
>             /presente che sono severamente proibite la revisione,
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>             caso vietata la divulgazione di questo messaggio, senza la
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>             destinatario.*/
>
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