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[RUGBYLIST] considerazioni coppe europee

paolo luigi.ceravolo a fastwebnet.it
Dom 29 Ott 2006 10:14:23 CET


Ciao Franco, sono parzialmente in disaccordo con quello che hai detto.
Mi spiego. Spesso le squadre italiane non schierano la migliore
formazione in coppa, sapendo che tanto la partita è persa e così
risparmiando i giocatori più importanti. Personalmente, quindi non dico
assolutamente d'avere ragione, la cosa è sbagliata e totalmente
deleteria per il nostro sport. E' vero, le squadre straniere ci sono
parecchio superiori sia dal punto di vista tecnico-fisico sia dal punto
di vista finanziario, ma ciò non giustifica le seconde linee in campo.
La crescita passa anche attraverso le sconfitte, se queste sono
accettate come spinta per migliorare. Sono invece d'accordo con te nel
dire che giocare in europa con questo spirito dimesso non serve a nulla.
Ma la colpa, se si tratta poi di colpa, non è del movimento o della
federazione, ma è dentro ai club stessi che non hanno capito
l'importanza di potersi scontrare spesso con identità superiori a noi.
Quanti anni è che giriamo in Europa? Dieci? Ebbene allora non abbiamo
imparato nulla, ma ripeto sono i club a non aver imparato nulla. Credimi
non è facile fare propaganda se non ci sono i risultati. Se le nostre
squadre lottassero meglio in Europa per noi sarebbe più facile attirare
ragazzi, specie nel Veneto, dove vivete di rugby. Pensa un pò a noi in
Liguria, dove ci beiamo ancora del Cus di Bollesan e Salsi! Eppure a
Recco stiamo facendo qualcosa, soprattutto perché le nostre giovanili
cominciano davvero a non avere avversari in Liguria, abbiamo creato un
buon ambiente e anche con la prima squadra stiamo avendo risultati
superiori alle nostre possibilità. Lavoriamo con quel poco che abbiamo e
cerchiamo di ottimizzarlo. Piangere sempre non serve, bisogna anche
ridere, vedi vittoria Viadana e farla risuonare al massimo. 
Ultima cosa per la list. Spero davvero che Roma non sia più la sede del
sei nazioni, ma già una volta sembrava che si dovesse cambiare
destinazione e poi. A Genova abbiamo ancora l'amaro in bocca.
Personalmente oltre a Genova vedrei bene Firenze. Bisogna comunque
trovare un luogo che assicuri un trentamila persone e ora come ora
possiamo davvero esserci.
Scusate la prolissità.
Paolo Ceravolo
 
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