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[RUGBYLIST] Italia - Australia

allrugby allrugby a gmail.com
Dom 9 Nov 2008 15:33:06 CET


Non ho avuto riscontro d'invio del messaggio delle notizie dal Gazzettino.
Rimando il tutto, scusandomi se per caso fosse una copia.
Ciao.
Franco

INGORGO PER ARRIVARE ALLO STADIO, VITTIMA ANCHE GLI AZZURRI
Pubblico promosso, organizzazione bocciata

(im) In quell'ingorgo si è visto di tutto. Il manager Carlo
Checchinato correre sull'asfalto, con lo stesso slancio di quando si
staccava da una mischia, per chiedere ai vigili di far passar il
pullman azzurro senza scorta e in ritardo. Gente che ha parcheggiato
quasi a Padova Ovest e si è fatti chilometri a piedi lungo la
tangenziale di Padova. Tifosi che sono arrivarti a fine primo tempo e
altri che la partita l'hanno persa del tutto. Nello spettacolo dei
trentamila dell'Euganeo purtroppo c'è una vergogna. Quella
dell'organizzazione, che non ha previsto adeguate politiche di
smaltimento del traffico, visto che allo stadio padovano si accede
praticamente solo in auto, e non con i mezzi pubblici. Colpa del
Comune, della Rcs a cui è affidata la gestione dei Cariparma test
match, o di chiunque altro non è importa. Quel che importa è che le
carenze sono continuate anche dentro lo stadio. La banda di Selvazzano
ha suonato inni che dalle tribune si percepivano appena. Non c'erano
l'orologio segnatempo e il tabellone segnapunti. Lo schermo gigante su
cui venivano rilanciate le immagini di La7 (incidente in diretta, si è
sentita in sottofondo alla cronaca una bestemmia) tanto gigante poi
non era. Pubblico quindi promosso, per lo storico tutto esaurito e il
calore, organizzazione bocciata. Da qui Padova dovrà ripartire per
ospitare più degnamente in futuro la Nazionale.
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Italia-Australia20-30

MARCATORI: pt 3'cp Mortlock, 6'cp Marcato, 8'm. Turner, 10' cp
Marcato, 17' cp Giteau, 26' drop Marcato, 31. m. Mi. Bergamasco, 40'
cp Giteau; st 8' e 11' cp Giteau, 14' e 20' cp Orquera, 36' m. Cooper
tf Giteau, 40' m. Giteau
ITALIA: Masi; Robertson, Canale, Garcia, Mi. Bergamasco; Marcato (st
6' Orquera), Canavosio (st 23' Toniolatti); Parisse (c), Ma.
Bergamasco, Sole (st 35' Zanni); Bortolami (st 32' Reato), Del Fava;
Nieto, Ghiraldini (st 11' Ongaro), Perugini (st 11' Aguero). All.
Mallett

AUSTRALIA: Ashley-Cooper (st 35' O'Connor); Turner, Mortolock (c),
Tahu (21' st Cooper), Ioane; Barnes (pt 15' Giteau), Burgess; Brown,
Waugh, Mumm; McMeniman (st 30' Palu), Chisholm; Dunning, Moore (st 38'
Polota-Nau), Alexander (st 30' Kepu). All Deans.

ARBITRO: Lawrence (Nzl)

NOTE: pt 14-14; spettatori 30.250; calci: Marcato 3/4 (dr 1/1),
Orquera 2/4 (dr 0/1), Mortlock 1/2, Giteau 6/6; debutti di Toniolatti,
Cooper, Kepu, O'Connor; azzurri di formazione straniera 10 (8 nel XV),
azzurri di squadre straniere 12 (9 nel XV); uomo del match Andrea
Masi, premio consegnato da Virgilio Fenaroli di Friuladria, sponsor
del match con Cariparma.
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HANNO DETTO
Parisse: «Evidente l'ostruzione» Mallett: «Bravi Marcato e Orquera»

Padova
NOSTRO INVIATO

«Non mi piace parlar male degli arbitri, ma in campo l'ostruzione mi è
sembrata evidente. Sono deluso non ho parole».

Le parole sono di Sergio Parisse. L'azione decisiva, viziata da fallo
professionale dal capitano australiano Stirling Mortlock su quello
italiano, tiene banco anche nel dopo partita. Se lo stesso Mortlock si
trincera dietro un molto anglosassone «non c'è niente da dire su
quella meta, se non che è stata una splendida meta», è il ct azzurro
Nick Mallett a rincarare la dose: «Anche su casi di ostruzione del
genere sarebbe utile usare il video arbitraggio». E sulla direzione
complessiva del neozelandese Bryce Lawrence afferma: «Siamo stati un
po' delusi dal suo metro nel primo tempo. Soprattutto perchè ha
consentito loro di spingere in mischia prima dell'introduzione,
limitando uno dei nostri punti di forza e facendoci prendere due calci
contro. Ma non voglio fare polemiche. Queste cose capitano in tutte le
partite del mondo, mi spiace solo sia successo oggi all'Italia. Per il
resto le due squadre hanno giocato una partita buona e coraggiosa.
Sono molto orgoglioso della prova dei miei giocatori, soprattutto di
come hanno gestito la difesa».

«Nel primo tempo per noi è stato più difficile - continua Parisse - In
mischia abbiamo avuto problemi. Abbiamo preso una meta troppo semplice
in prima fase, sbagliando un placcaggio. Nel secondo tempo invece
abbiamo svolto un ottimo lavoro. Abbiamo ottenuto dei calci. Siamo
sempre stati vicino all'Australia nel risultato. Nel complesso è stata
una buona prova».

Se il problema prima di questo match per Mallett era trovare
un'apertura, ora sembra averne addirittura due. «Di Marcato sono molto
contento. Ha giocato un bel primo tempo, trovato un drop importante,
piazzato due calci, fatto un ottimo passaggio a Masi in occasione
nella meta, realizzato buoni placcaggi su Mortlock. Ma sono contento
anche della prestazione di Orquera quando è entrato e del mediano di
mischia Canavosio, che ho tolto solo per problemi di crampi. La
mediana giocava per la prima volta insieme. Sono soddisfatto della sua
prestazione».

Il manager Carlo Checchinato, dopo aver fatto la conta dei danni
(Canale botta alla spalla destra, Marcato colpo alla cresta iliaca,
Del Fava distorsione al ginocchio) chiude con un apprezzamento sul
pubblico: «Voglio dire grazie ai tifosi venuti all'Euganeo per creare
una splendida cornice di tutto esaurito. Il loro incitamento ha
permesso alla squadra di giocare una grande partita».

I.M.
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 È finita così Italia-Australia. Con un 30-20 che lascia l'amaro in
bocca, visto che il primo successo in 12 sfide contro i Wallabies era
a portata di mano. Ed è svanito per un'azione non del tutto regolare.

Emblematico per tenerezza, a fine gara in sala stampa, il bacio sulla
fronte consolatorio di Nick Mallett a capitan Sergio Parisse. Non sarà
come quelli che riceve dalla fidanzata Alexandra, ex miss Europa, ma
dimostra l'affetto che si è creato nel gruppo. Affetto riversato a
piene mani sulla Nazionale dai trentamila dell'Euganeo. In barba a chi
dice che le tribune dello stadio sono troppo lontane dal campo. «Lo
abbiamo sentito l'entusiasmo del pubblico, altrochè se l'abbiamo
sentito» confessa Parisse. A dimostrazione che, a parte gli ingorghi
del traffico e le carenze organizzative assolutamente da eliminare,
Padova meritava la Nazionale dopo 12 anni. E il Veneto la merita ogni
anno per un grande test d'autunno.

L'Italia è stata in partita 80'. Una costante ormai della Nazionale
targata Mallett. Stavolta contro la terza potenza del ranking
mondiale. Che ha praticato il turn over, fatto debuttare i ragazzini
nella ripresa (O'Connor 18 anni), giocato con eccesso di fiducia e
difetto di concentrazione vista la marea di palloni persi, ma che
sulla carta doveva fare un sol boccone degli azzurri. Invece dopo un
inizio in cui sembrava dover andare sul velluto ha sofferto.
Maledettamente sofferto. Contro un'Italia che ha saputo difendere,
ritrovare il suo punto di forza (la mischia) neutralizzato dai
Wallabies nel primo tempo, gestire la palla al piede con la coppa
Marcato-Orquera, segnare una delle mete più belle degli ultimi anni e
restare in vantaggio o parità per 28' nel corso del match.

La partenza dei Wallabies è bruciante. Buco di Barnes al 3', ovale al
largo, Del Fava trattiene un rivale senza palla e Mortlock infila il
calcio. Cinque minuti dopo su up and under ancora Mortlock schianta
Marcato contrastandogli il pallone nel salto (gomitata al volto e
botta all'anca nella ricaduta), sventagliata al largo in prima fase,
Ioane pesta sui piedi rompendo i placcaggi, sostegno e galoppata
decisiva di Turner. L'Italia risponde con i piazzati di Marcato le
uniche due volte che passa metà campo. Becca calcio contro su nostra
introduzione in mischia a 5 metri in difesa e Giteau (subentrato
all'infortunato Barnes) non perdona.

Le difficoltà degli azzurri spariscono al 20', quando dopo 8 fasi
australiane rubano palla, Masi sprinta stile Usain Bolt sull'out e
calcia lungolinea. Solo l'area di meta troppo corta impedisce a
Robertson di arrivare a schiacciare. L'Australia riesce a perdere tre
palloni in un minuto, compreso un calcio direttamente in touche da
fuori i 22. Da qui nasce il drop da 35 metri di Marcato. Capace di
trasformare in oro una touche sporcata (4 le rubate). Al 31' il
capolavoro azzurro. In prima fase da mischia Marcato salta il centro e
detta un calibrato passaggio nell'intervallo per l'inserimento di
Masi, che fissa l'ultimo uomo e libera sull'out Mirco Bergamasco.
Sedicesima meta in azzurro per lui, raggiunge Ivan Francescato all'8.
posto assoluto.

Un boato scuote l'Euganeo, da biasimare però per i fischi quando i
rivali piazzano. L'Italia è in vantaggio. La gente non crede ai propri
occhi. L'entusiasmo è alle stelle, continua anche dopo il pareggio di
Giteau e per tutta la ripresa. Marcato non riesce a recuperare dal
colpo all'anca e lascia il posto a Orquera, che non lo fa rimpiangere.
Due calci lui e due di Giteau mantengono in equilibrio il punteggio.
La mischia australiana inizia però a perder colpi. Soprattutto dopo
l'innesto di Ongaro e Aguero. L'Italia trova occupazione del campo
oltre che possesso. Ha sempre una difesa ermetica, con Mauro
Bergamasco ovunque. Proprio su un placcaggio (stavolta di Mirco), che
stronca una sesta fase e fa perdere palla in avanti ai Walliebies,
nasce l'opportunità del sorpasso.

È il 25'. La successiva penaltouche porta gli azzurri a 5 metri dalle
linea di meta. Palla vinta, quattro fasi con il pack e calcio da
posizione angolata per fallo a terra. Orquera retrocede il pallone fin
oltre la linea dei 22 per trovare più angolo di visuale, calcia
e...sbaglia! Pur continuando a giocare bene, un'occasione del genere
non capiterà più. Saranno invece gli australiani a trovare la via per
sbloccare il pari. Prima con la serpentina "viziata" di Cooper e poi
con il calcio di Giteau (infallibile, 100\%) che spengono il sogno
azzurro.

Ivan Malfatto
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GLI AZZURRI VENETI Bortolami sull'arbitro: «Non ha diretto come doveva
mischia e touche: viziato anche l'episodio finale»
Mirco Bergamasco: «Una meta studiata a tavolino»

Padova
NOSTRO SERVIZIO

Per gli azzurri la delusione per l'impresa sfiorata è in un certo
senso inasprita anche dal comportamento degli australiani. Quelle che
dovevano essere le fasi sulla carte più favorevoli all'Italia, quelle
statiche di mischia chiusa e touche, sono risultate più difficoltose
per gli italiani anche a causa di un gioco "sporco" di marca
Wallabies.

GHIRALDINI: «Loro hanno sporcato i nostri punti di forza, mischia e
touche. L'arbitro è stato pià attento a noi che ai nostri avversari.
Peccato perchè siamo stati vicini a loro nel punteggio fino alla
fine».BORTOLAMI: «L'arbitro non ha diretto come doveva mischia e
touche. Anche la loro ultima meta appare viziata. Comunque non si può
tornare indietro. È stata una partita difficile, le fasi statiche sono
da migliorare. Sono comunque soddisfatto, anche della mia prova
personale. Ho preso una brutta botta a fine primo tempo e per un po'
sono stato intontito. Brucia un po' il finale, ma si sa che quando sei
sul 20-20 sono gli episodi a decidere: un calcio, un drop, una palla
persa. Adesso ci aspettano due partite difficilissime, dove dovremo
comunque dire la nostra. Questo è un punto di partenza».MARCATO: «Ho
preso una brutta botta all'anca e nell'intervallo, quando mi sono
raffreddato, ho cominciato a sentire dei dolori anche nei calci.
Peccato perchè avrei voluto provare a finire la partita, ma Luciano
(Orquera) ha fatto bene. Li avevamo studiati bene e siamo riusciti a
limitare i loro avanti. Sono comunque una grandissima squadra, veloce,
potente. Il drop mi è venuto così con un po' di incoscienza. Non li
studio troppo, neanche in allenamento li provo. Anche quello con la
Scozia non era molto preparato».MIRCO BERGAMASCO: «L'azione della meta
è stata studiata tutta la settimana, a partire dai video
dell'Australia. Io mi sono limitato a finalizzare un ottimo lavoro di
tutta la squadra: della mischia, di Andrea Marcato che ha allargato il
gioco, di Andrea Masi che mi ha fatto l'ultimo passaggio. Ho giocato
ala, anche se preferisco giocare da centro, perchè dove la squadra ha
bisogno di me io vado: anche se devo fare il pilone. Se dovesse
servire potrei anche calciare, visto che a Parigi mi sto allenando con
i calciatori. Ma finchè chi deve calciare lo fa bene come oggi meglio.
Abbiamo fatto bene in difesa e in attacco: adesso anche l'Australia sa
che venire a giocare in Italia non è una passeggiata per
nessuno».MAURO BERGAMASCO: «Siamo entrati in campo con la
determinazione di chi vuole dimostrare qualcosa, soprattutto a noi
stessi. All'inizio noi ci credavamo e fino a dieci minuti dalla fine
eravamo ancora vicini a qualcosa di veramente importante. Siamo stati
penalizzati fin dal primo minuto in mischia, perchè l'Australia
entrava al terzo dei quattro tempi. Sicuramente questa fase è stata
arbitrata male. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio perchà
nell'intervallo ci siamo riusciti a parlare con calma, lavorando anche
sull'asse della mischia. Non voglio fare polemica, ma anche l'azione
della seconda meta è stata confusa. Questa è una squadra che ha
dimostrato che se gioca convinta e al 120\% è una squadra davero
solida. Comunque ora archiaviamo questa partita: mettiamo la testa nel
ghiaccio e teniamo i piedi per terra. Dobbiamo pensare soltanto
all'Argentina». Massimo Zilio
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 GLI ALTRI TEST
La Francia soffre con i Pumas

 (g.t.) Negli altri test-match della giornata non tutto semplice per
le squadre più blasonate. La Francia batte soffrendo 12-6 (pt 9-6) la
sua bestia nera Argentina, prossima rivale degli azzurri. Non senza
qualche problema, in Galles un Sud Africa grigio e falloso espugna
Cardiff per 20-15 (pt 13-3) grazie alle mete di Jacobs e de Villiers.
Hook negli ultimi 24' segna 4 piazzati avvicinando a -5 il Xv di
Gatland. All Blacks invece senza problemi a Murrayfield: finisce 32-6
(18-6) con 4 mete ospiti mentre l'Inghilterra (Sackey 2 mete) vince
39-13 (20-10) contro i Pacific Islanders. A Limerick, l'Irlanda
travolge il Canada 55-0 (33-0) seppellendo i Canucks sotto 8 mete.
Doppiette per Kearney e Bowe.



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