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[RUGBYLIST] Che palle....ovali!

Psycho a wupsite.com Psycho a wupsite.com
Ven 14 Nov 2008 12:47:01 CET


Volevo dire solo una cosa: se ci sai fare, in list, ti perdonano tutto. 
Pensa che da due anni Ruggero ci smarrona col Piccolo Bar (e fa anche 
domande retoriche: Non so se qualcuno ricorda il Piccolo Bar), eppure non 
solo non lo "crocifiggiamo",ma addirittura gli chiediamo (blandamente) di 
"insistere". E lui nons e lo lascia dire due volte!!!! Partorendo racconti 
sempre più lunghi, ma sempre pieni di "perle" ovali
Quindi, credo che dipenda solo dal modo di porgersi.
Spero che tu possa accettare il consigli o di uno che si è fatto mandare a 
quel paese da mezza(o forse più) list.
Umberto
p.s. Rugger'One .............. ok, ti devo una birra
:)))))) 

 

 


tempodirugby Scrive: 

> Gentile Ruggero,
> Non puoi augurarmi che da un mio post sortiscano lunghe discussioni perché,
> come hai visto, se sono IO a farle nascere, poi mi dicono "che palle", "che
> noia", "discussione troppo lunga", "stucchevole" ed altre amenità...
> Io sono suscettibile ed ho un carattere fumantino, è vero: ma spesso mi pare
> di avere delle buone ragioni per sentirmi offeso o arrabbiato.
> Cmq è stato uno sfogo uscito fuori tema in risposta a bordate fuori tema
> altrui: contiene del vero ma forse non avrei dovuto esternarlo.
> Un saluto a tutti. 
> 
>  
> 
> 
> Il giorno 13 novembre 2008 16.37, ruggero rizzi <ruggerorizzi a gmail.com> ha
> scritto: 
> 
>> Ullallà............come siamo suscettibili.....!!!!
>> Ma, aggiungo di mio, non saremo anche 'nu pòco  pignoli, quasi al limite
>> della presuntuosità?
>> Voglio sbagliarmi.
>> Magari conoscendoti rugbysticamente di più e smentirmi da solo.
>> Ma facendo  così però  non mi dai una mano..... 
>>
>> Scrivi:  "Non mi permetto di dire a nessuno....che una discussione è
>> sciocca, stucchevole ecc."
>> (E .intanto lo affermi...;-)... alla faccia delle 100 e più e-mail che tu
>> stesso annoti)
>> Personalmente auguro altrettante risposte ai tuoi futuri
>> quesiti/discussioni/notizie, a dimostrazione che su questa "lavagna"
>> chiamata rugbylist  c'è posto per tutti gli argomenti inerenti al rugby.
>> Sapere cose nuove sul rugby, qualunque esse siano, credo faccia piacere a
>> tutti coloro che non le   sanno.
>> Tu   -forse-  le sapevi già da buon Giornalista.
>> Altri, meno titolati, forse non lo sapevano.
>> E avranno aggiunto un altro  piccolissimo mattone alle loro conoscenze
>> - storiche  e non - del nostro sport.
>> Perchè secondo te,  non debbono interessare?
>> A te dovrebbero interessare eccome, visto che di professione fai il
>> divulgatore di notizie.
>> Se le sai tanto meglio. Viceversa te le annoti da una parte e magari un
>> giorno ti possono servire.
>> Faceva così anche i'indimenticato tuo collega P.L. Fadda   ( glie l'ho
>> visto fare io -de visu- ) Forse anche Ravagnami quando annota una -oramai
>> poche per lui- novità presenti o passate.
>> E' solo  un  consiglio: non mi permetto di insegnarti nulla.
>> Un consiglio che è servito anche me nella mia quarantennale  vita
>> professionale.
>> In fabbrica.
>> Senza rancore, mi raccomando!
>> Saluti dalla bassa Valle Scrivia
>> Ruggero R. 
>>
>> ..."verrouillier"....ti dice qualcosa questo, a proposito di storia
>> rugbystica?
>>    Tranquillo: i "Beatles" all'epoca, si erano già sciolti da tempo.
>> :-) 
>>
>> 
>>
>> 
>>
>> 
>>
>> 
>>
>> 
>>
>> Il giorno 13 novembre 2008 15.06, tempodirugby <tempodirugby a gmail.com> ha
>> scritto: 
>>
>>  Mi aggancio ad una frase di "qso", prendendola come spunto per dire una
>>> cosa alla List: appena un argomento si prolunga più del necessario, e specie
>>> se l'ho proposto io, ecco che arrivano diversi riferimenti alla lunghezza
>>> della polemica, alla sua poca importanza, ecc.
>>> Ma io credo che questo sia proprio l'ambiente per ogni discussione, anche
>>> lunga, anche poco importante. Che problema c'è? Se non interessa, ognuno può
>>> lasciarla perdere o proporne un'altra.
>>> Io non mi permetto di dire a nessuno che una certa discussione è troppo
>>> lunga, o sciocca, o stucchevole. Eppure ce ne sono state, così! Vogliamo
>>> ricordarci di quando, per una settimana, sono state prodotte qualcosa come
>>> 100 e-mail sull'origine ed il significato del termine "meta" o "rugger"?
>>> Potrà quest'argomento non interessare qualcuno (me, per esempio)? Eppure?
>>> Zitto e rispettoso: ad un certo punto la discussione non mi interessava più
>>> e non l'ho seguita.
>>> E' tanto semplice.
>>> Chiedo scusa alla List e la saluto. 
>>>
>>> Il giorno 13 novembre 2008 14.58, qso a libero.it <qso a libero.it> ha
>>> scritto: 
>>>
>>>> Ciao a tutti, 
>>>>
>>>> tanto per cambiare discorso sui fischi - che non se ne può più -
>>>> riporto l'intervista fatta dal mitico Pastonesi per la Gazza a Bortolami.
>>>> Interessante la parte riguardante ... i fischi! Ma soprattutto le due
>>>> risposte
>>>> alle due domande finali 
>>>>
>>>>
>>>> Questo il link:
>>>> http://www.gazzetta.
>>>> it/Sport_Vari/Rugby/Primo_Piano/2008/11/11/bortolami.shtml 
>>>>
>>>> TORINO, 11 novembre
>>>> 2008 - È il nostro passaporto per il mondo. È il nostro apriti-Sesamo al
>>>> rugby
>>>> internazionale. Marco Bortolami, 28 anni, seconda linea, non solo è stato
>>>> capitano dell'Italia, ma anche del Narbonne in Francia e del Gloucester
>>>> in
>>>> Inghilterra. Un punto di riferimento, un esempio, un trascinatore.
>>>> Sabato,
>>>> contro l'Argentina, giocherà la sua partita numero 69 in Nazionale.
>>>> -
>>>> Bortolami, che Italia è?
>>>> "Un bel gruppo, che sta migliorando, che può
>>>> migliorare ancora. Nato nei Sei Nazioni 2008, cresciuto nella tournee di
>>>> giugno, ritrovato adesso per questi tre test-match, e che si sta
>>>> preparando al
>>>> Sei Nazioni 2009".
>>>> - Contro l'Australia la nostra mischia ha sofferto. Perché? 
>>>>
>>>> "Perché davanti avevamo l'Australia. Perché non siamo entrati in campo
>>>> convintissimi. Perché loro erano più organizzati".
>>>> - Problemi in touche?
>>>> "Di
>>>> tre tipi. Il primo: l'arbitro non ci ha tutelato: alle nostre finte, i
>>>> loro
>>>> saltatori finivano addosso ai nostri e restavano impuniti. Il secondo: un
>>>> paio
>>>> di nostri lanci sono stati imprecisi. Il terzo: in alcune circostanze le
>>>> chiamate della touche sono state fatte in punti troppo marcati".
>>>> - Però?
>>>> "Siamo
>>>> convinti che contro l'Australia non abbiamo disputato la partita della
>>>> vita,
>>>> eppure potevamo batterla. Significa che possiamo giocarcela contro
>>>> chiunque".
>>>> -
>>>> Pumas compresi?
>>>> "Sì. Forti, ma non invincibili. Dobbiamo provare a giocare di
>>>> più. Il loro pacchetto di mischia è organizzatissimo, noi dobbiamo
>>>> spostare il
>>>> pallone. Abbiamo il dovere di provare a vincere".
>>>> - A 24 anni è diventato un
>>>> emigrante del rugby.
>>>> "John Kirwan, allora c.t. della nostra Nazionale, mi aveva
>>>> messo in testa che, per migliorare, sarebbe stato meglio che andassi a
>>>> giocare
>>>> all'estero. Questo mi ha aiutato come atleta, e anche come uomo. È stata
>>>> una
>>>> scelta decisiva nella mia vita".
>>>> - In Francia.
>>>> "Ambiente competitivo. Là il
>>>> rugby è simile al nostro, ma il livello molto più alto. La differenza sta
>>>> nella
>>>> velocità, nel ritmo".
>>>> - Poi in Inghilterra.
>>>> "Alla quale mi sento più vicino per
>>>> mentalità. Gli inglesi interpretano il rugby come una disciplina. E' un
>>>> mondo
>>>> professionale, serio, rigoroso, sottoposto a forti pressioni mediatiche.
>>>> E'
>>>> anche un mondo più freddo: finito l'allenamento, ognuno a casa sua".
>>>> - Lei ha
>>>> provato a riscaldarlo?
>>>> "Sì, e forse proprio per questo hanno voluto nominarmi
>>>> capitano del Gloucester: perché ho sempre dato importanza ai rapporti
>>>> umani
>>>> almeno come a quelli tecnici".
>>>> - Adesso?
>>>> "Non sono più il capitano, né del
>>>> Gloucester (Tindall, ndr) né dell'Italia (Parisse, ndr). Meno
>>>> responsabilità,
>>>> più divertimento".
>>>> - Con Mallett?
>>>> "Una nuova pagina della mia vita, un nuovo
>>>> capitolo nella storia della Nazionale. Abbiamo un rapporto fantastico.
>>>> Fin dall'
>>>> inizio l'ha improntato sull'onestà e la chiarezza, qualità che per me
>>>> sono
>>>> irrinunciabili. Nick è uno che guarda sempre negli occhi. Il ruolo di
>>>> capitano
>>>> è importante, ma fino a un certo punto. Io sono uno che, a se stesso,
>>>> chiede
>>>> già tantissimo".
>>>> - A che punto della carriera ritiene di essere?
>>>> "Ho sempre
>>>> cercato di migliorarmi. Seconda linea è un ruolo fisico e tecnico, ma
>>>> richiede
>>>> anche tanta esperienza. Il mio contratto con il Gloucester scadrà alla
>>>> fine del
>>>> 2009-2010. Ma la mia vita sta già cambiando: in gennaio diventerò padre,
>>>> per la
>>>> prima volta. Sento che la gerarchia dei valori della mia vita si
>>>> modifica. Sarà
>>>> una bimba, si chiamerà Emma e nascerà in Italia".
>>>> - In Italia il rugby sta
>>>> diventando popolare.
>>>> "Vero, ma adesso si dovrebbe fare un salto di qualità. Il
>>>> giorno in cui ci chiameranno in tv per parlare di rugby e non di moda o
>>>> di
>>>> cucina o di calcio, sarà un successo".
>>>> - Intanto, a Torino, il rugby ha
>>>> sconfitto il calcio.
>>>> "Una partita della serie A anticipata per fare posto a
>>>> noi: incredibile".
>>>> - Però c'è un pericolo: che il rugby acquisisca certe
>>>> cattive abitudini del calcio.
>>>> "Il rugby ha valori troppo forti per essere
>>>> dimenticati o cancellati. A Padova il pubblico fischiava mentre gli
>>>> australiani
>>>> piazzavano, e questo non è bello. In Inghilterra c'è un silenzio tombale,
>>>> anche
>>>> se a Twickenham qualche fischio si sente. Ma qualche fischio è
>>>> fisiologico".
>>>> -
>>>> Del rugby che cosa affascina di più?
>>>> "La contrapposizione tra fisicità,
>>>> agonismo, forza e lucidità, fair play, autodisciplina. Far convivere
>>>> queste due
>>>> anime non è scontato. Ma la gente, che forse non riesce a cogliere le
>>>> sfumature
>>>> del regolamento, questo lo capisce, e lo apprezza moltissimo".
>>>> - Quanto è
>>>> rimasto, nel rugby, di certe tradizioni?
>>>> "Tutto. Dal corridoio al terzo tempo,
>>>> dal senso di appartenenza a questo sport fino a un codice di leggi o
>>>> comportamenti non scritto".
>>>> - Sarà così anche contro i Pumas?
>>>> "Ci si può
>>>> giurare. Per noi è quasi un derby. Sul campo sarà una guerra, piena di
>>>> tensioni
>>>> ed emozioni, poi ci stringeremo la mano, ci faremo i complimenti, ci
>>>> berremo
>>>> una birra. In amicizia".
>>>> - Come andrà?
>>>> "Non lo so. So che ci divertiremo. E so
>>>> che, alla fine della partita, come sempre mi accade, mi rimarrà una
>>>> specie di
>>>> vuoto in pancia. Fino alla partita successiva".
>>>> - E questo è il bello del
>>>> rugby?
>>>> "Il bello del rugby è che, finita una partita, ce ne sarà sempre un'
>>>> altra".
>>>> dal nostro inviatoMarco Pastonesi 
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