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[RUGBYLIST] R: I: I: R: Re: Inghilterra - Italia 47-17

Giovanni Ciraolo jxcira a tin.it
Lun 16 Feb 2015 21:37:35 CET


Scusami Salvatore, ma quello che scrivi sul doping non mi sembra abbia un grandissimo fondamento. Fino a prova contraria persino ad occhio nudo si vedono certe differenze muscolari quali quelle viste sabato scorso (l’Irlanda mi è sembrata più “normale” come squadra). Naturalmente non tutto è attribuibile a sostanze fuorilegge. Ma non mi sembra che nessun capitano della nostra nazionale sia mai stato squalificato per doping. In Inghilterra questo è avvenuto. In Inghilterra, nel 2014, su 43 squalifiche importanti per doping ben 15 riguardavano il rugby. Cito poi il Presidente della RFU Ian Ritchie:  “Prima del professionismo sono sicuro fossero i giocatori stupidi a doparsi, ma quello che ho trovato orrendo è come nell'era professionistica il doping sia diventato istituzionale. Ai giocatori è stato detto di gonfiarsi, e che l'unico modo per aumentare la massa muscolare era il doping. Non puoi diventare grosso come è successo negli ultimi anni senza sostanze illegali. E se un gruppo importante di rugbisti prende droghe, diventa grosso e conquista la maglia da titolare, per gli altri giocatori competere significa doparsi anche loro". 

Il doping, in Italia, non ha ancora una diffusione importante come nei paesi anglosassoni (ma anche la Francia è chiamata in causa) anche perché al professionismo arrivano solo in pochi. Anche nel calcio è così. Solo 1 su seimila calciatori italiani in erba giungono ai campi che contano. 

Il problema doping è un’emergenza assoluta a distanza di qualche mese dalla WRC.  

g.ciraolo

 

 

Da: rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] Per conto di Salvatore Messina
Inviato: lunedì 16 febbraio 2015 17:45
A: rugbylist a rugbylist.it
Oggetto: [RUGBYLIST] I: I: R: Re: Inghilterra - Italia 47-17

 

Certo, in un paese in cui i bambini non fanno attività motoria (sia a scuola che fuori), dove uno che si allena 3 volte a settimana viene considerato un fenomeno, la condizione atletica degli "altri" è sempre frutto di sospetto doping.

Peccato che nessuno pensi che anche i nostri siano in dubbio ed oltretutto non siano competitivi... Chiudiamola qui che è meglio....

 

 

Salvatore Messina

 

----- Messaggio inoltrato -----
Da: Luca Oliva <lucaoliver63 a gmail.com>
A: rugbylist a rugbylist.it 
Inviato: Lunedì 16 Febbraio 2015 9:39
Oggetto: Re: [RUGBYLIST] I: R: Re: Inghilterra - Italia 47-17

 

L'assegnazione della meta non è stata un episodio determinanate per la vittoria finale del XV della rosa.
Non toglie valore alla prestazione dell'Italia, che è stata molto orgogliosa e spregiudicata, nei limiti delle ns possibilità.
Ha adottato l'unica tattica possibile, sorprendere gli avversari e allontanare il momento della resa dei conti.
Purtroppo la differenza tra la nostra e la loro nazionale (tralascio ovviamente la differenza tra i movimenti di base) al momento è questa, anzi, in altre condizioni poteva andare molto peggio.
Onore al merito quindi ai nostri, in un 6 Nazioni che si sapeva sarebbe stato difficilissimo.
Ora a Murrayfield, in condizioni ambientali oggettivamente difficilissime. Mi aspetto una partita "tirata", punto a punto, con poche segnature e speriamo che "il rimbalzo sia con noi" ... :) 

Ciao.
Luca 

 

Il 16/02/2015 09:18, tizianotaccola1 a alice.it ha scritto:


Qualunque sia l'articolo non era meta. Condivido il fatto che l'episodio non è determinante per la vittoria della Rosa.

Brutto segnale aver preso la meta in mezzo ai pali dal loro mediano di mischia. Questo denota che ancora non ci siamo

a livello psicologico e di concentrazione per tutti gli 80 minuti.

 Certo quel Joseph è un centro eccezionale. Già aveva segnato contro

il Galles una meta incredibile, dando inizio alla rimonta dell'Inghilterra conclusasi positivamente.

La squadra inglese non ha certo bisogno di questi regali, tanto meno la nostra di essere sempre così spesso penalizzata.

Un caro saluto da 14Cavallopazzo.

----Messaggio originale----
Da: paolo.valbusa a libero.it
Data: 15-feb-2015 14.48
A:  <mailto:rugbylist a rugbylist.it> <rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: [RUGBYLIST] R: Re: Inghilterra - Italia 47-17

In realtà, il comma sarebbe il 22.11.b non il 22.11.a.

 

Quando un giocatore portatore del pallone tocca la linea di touch di meta o

la linea di pallone morto, oppure tocca il terreno oltre queste linee, il pallone

diventa morto. Se il pallone è stato portato nell’area di meta dalla squadra in

attacco, un calcio di rinvio sarà accordato alla squadra in difesa. Se il pallone

è stato portato in area di meta dalla squadra in difesa, sarà accordata una

mischia a 5-metri e la squadra in attacco avrà diritto all’introduzione

Il problema però, nel caso, in questione, è di stabilire chi avesse il possesso di quel pallone. A me sembra che il possesso fosse passato a Gori e questo già prima che entrambi i giocatori (il bianco e l'azzurro) entrassero in area di meta. E poiché Gori tocca la linea di touch (ha praticamente mezza schiena fuori) e successivamente travolge la bandierina, la palla dovrebbe essere in touch. In ogni caso non ho visto il toccato a terra del giocatore bianco anche se qualche amico e collega mi dice che sì, il toccato c'è stato.

Credo, però, che nell'economia della partita, la decisione abbia avuto un peso relativo. Certo, il passivo sarebbe stato meno pesante (di 5 punti almeno) ma la "tariffa", pur nobilitata da 3 nostre marcature, sarebbe arrivata lo stesso.

Cari saluti a tutti,

Paolo

Credo di aver individuato la norma del "Regolamento di Gioco" che prevede la ripresa  dai 22m. e non l'assegnazione della meta come stabilito dal Tmo australiano.

r.r.

 

22.11 PALLONE MORTO IN AREA DI META

 

(a) Quando il pallone tocca la linea di touch di meta o la linea di pallone morto,

oppure tocca qualcosa o qualcuno oltre queste linee, il pallone diventa morto.

Se il pallone è mandato nell’area di meta dalla squadra in attacco, un calcio di

rinvio sarà accordato alla squadra in difesa. Se il pallone è stato mandato in

area di meta dalla squadra in difesa, sarà accordata una mischia a 5-metri e

la squadra in attacco avrà il diritto all’introduzione.

 

Questo messaggio non impegna in alcun caso il mittente e contiene informazioni appartenenti allo stesso, che potrebbero 
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Se ha ricevuto questo messaggio per errore, Voglia cortesemente eliminarlo dal suo archivio e darcene comunicazione via e-mail. Grazie

 

 

 

----Messaggio originale----
Da: begione11 a yahoo.it
Data: 15/02/2015 11.55
A:  <mailto:rugbylist a rugbylist.it> "rugbylist a rugbylist.it" <mailto:rugbylist a rugbylist.it> <rugbylist a rugbylist.it>
Ogg: Re: [RUGBYLIST] Inghilterra - Italia 47-17

Credo di aver individuato la norma del "Regolamento di Gioco" che prevede la ripresa  dai 22m. e non l'assegnazione della meta come stabilito dal Tmo australiano.

r.r.

 

22.11 PALLONE MORTO IN AREA DI META

 

(a) Quando il pallone tocca la linea di touch di meta o la linea di pallone morto,

oppure tocca qualcosa o qualcuno oltre queste linee, il pallone diventa morto.

Se il pallone è mandato nell’area di meta dalla squadra in attacco, un calcio di

rinvio sarà accordato alla squadra in difesa. Se il pallone è stato mandato in

area di meta dalla squadra in difesa, sarà accordata una mischia a 5-metri e

la squadra in attacco avrà il diritto all’introduzione.

 

 

 

 

Il Domenica 15 Febbraio 2015 10:54, anna maria  <mailto:begione11 a yahoo.it> <begione11 a yahoo.it> ha scritto:

 

Non intendo farmi influenzare da coloro che prima di me hanno espresso, il loro punto di vista sull'incontro che comunque leggerò con vivo interesse immediatamente dopo queste brevi note.   

I 30 punti di scarto confermano che il nostro Rugby a livello di vertice, allo stato, deve fare ancora molta strada per raggiungere lo standard degli avversari di ieri.

E' innegabile aggiungere subito dopo che gli azzurri scesi in campo a Twickenham hanno riscattato la prova dell'Olimpico contro l'Irlanda. A tratti i giocatori italiani si sono espressi ad altissimo  livello con giocate sia del pacchetto sia della linea veloce entusiasmanti che in pochi avrebbero immaginato poter essere patrimonio dei nostri portacolori. 

Fin dal prossimo incontro ad Edimburgo con la Scozia mi aspetto si continui sulla strada intrapresa nella speranza che a certe direzioni arbitrali non pesi il blasone dei nostri avversari e che la concentrazione di chi va in campo non abbia dei vuoti come in occasione della meta del m/m inglese. 

romano rambaldi  


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