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[RUGBYLIST] R: R: R: fragilità emotiva degli azzurri

tizianotaccola1 a alice.it tizianotaccola1 a alice.it
Lun 15 Feb 2016 09:11:29 CET



La mia analisi sulla partita: Parto dal presupposto che la partita di rugby è come una battaglia: ad armi pari è importantela tattica giusta che viene applicata dai giocatori in campo attraverso una attenta lettura sulgioco e sui giocatori avversari. Questo ad armi pari.Ma ieri in campo non c'erano due squadre ad armi pari come al St. Denis, ma c'era una superioritànei pacchetti di mischia. Quello inglese era più forte ed i nostri per i primi 40 minuti lo hanno contenuto. Poi nel secondo tempo, dopo il 50' , piano piano, e poi sempre più velocemente, gli inglesi hanno preso ilsopravvento sia in mischia chiusa, che nel gioco di sfondamento, che nelle rucks e contro rucks.Una volta vinta la battaglia degli avanti, i bianchi della rosa hanno fatto il bello ed il cattivo tempo anche con i trequarti,tra l'altro i nostri, messi sotto pressione, hanno iniziato a leggere male la partita e c'hanno messo del suoper agevolarli. Quella touche rapida forse non andava tirata, ma comunque c'era il tempo per calciarla.Calciandola avremmo ridato la palla a loro e forse nemmeno molto lontano, per questo dico che nonandava fatta la veloce. Biagi in touche le stava vincendo, per cui non c'era motivo di velocizzare.Tra le cause anche gli infortuni ai nostri, in primis Garcia, vero baluardo delle linee arretrate.E mentre la loro panchina è di livello, purtroppo la nostra non lo è altrettanto.Presa la meta d'intercetto, tutto è stato più difficile per i nostri che sono sbandati paurosamente.Per loro invece la gara è diventata in discesa, tutto più facile.Per me Canna ha giocato bene, è l'apertura migliore che ci sia in Italia. Deve crescere in esperienza e tecnica. E' giovanee ha tutta la carriera davanti. Ha visione di gioco, attacca la linea, trova sempre le soluzioni che il gioco richiede,spirito di intraprendenza, coraggio, un istinto innato per essere sempre al posto giusto.Ha carattere, deve affinarsi, ha solo 23 anni e non possiamo caricargli addosso tutte le responsabilità della squadra. Infatti vedo un solo pericolo: bruciarlo! Quasi quasi lo manderei un po' in Francia a giocare. Là i giocatori lisanno far crescere senza bruciarli in critiche sterili.Se gli avanti cedono, lui è il primo a subirne le conseguenze. Vedo diverse speranze nei trequarti, quel Campagnaro che gioca all'estero è una forza, Sarto all'alasi è reso pericoloso in diverse occasioni, Bellini mi è piaciuto, ha delle buone mani ma è ancora inesperto.Non vedo altrettante promesse invece fra gli avanti. Nel pacchetto c'è bisogno di peso.Ribadisco: per me la differenza dei 30 punti sta tutta nel pacchetto di mischia.Un caro saluto da 14Cavallopazzo




----Messaggio originale----

Da: ilfalco7 a libero.it

Data: 15-feb-2016 8.17

A: "Rugbylist Rugbylist"<rugbylist a rugbylist.it>

Ogg: [RUGBYLIST] R:  R:  fragilità emotiva degli azzurri




    

Perdonami ma non condivido in nulla l analisi fatta su canna.Abbiamo visto due partite diverse.

Inviato dal mio dispositivo Samsung

-------- Messaggio originale --------
Da: Giovanni Ciraolo <jxcira a tin.it> 
Data: 2016/02/14  11:26 PM  (GMT+01:00) 
A: 'Rugbylist Rugbylist' <rugbylist a rugbylist.it> 
Oggetto: [RUGBYLIST] R:  fragilità emotiva degli azzurri 





Come al solito quando emerge un nuovo giocatore e soprattutto
una apertura con delle qualità nel timing delle azioni, nei calci ed in qualche
modo anche nella tattica facciamo il subito solito errore: lo carichiamo di
responsabilità ed eleviamo le sue qualità a cose che si è guadagnato da solo,
un fatto logicamente impossibile per ogni essere umano! (nessuno può imparare
qualcosa che non gli viene insegnato).

Carlo Canna non meritava la prestazione di oggi, che è stata assolutamente
deficitaria ma non tanto sul piano emotivo (perché non è responsabile dei
regali alla squadra avversaria) ma piuttosto perché sottende un’altra cosa:
Carlo non è ancora un ispiratore, non si trova sempre dove potrebbe essere,
tecnicamente è un ottimo giocatore ma se il match si fa arduo diventa una
specie di Diego Dominguez ultima versione, cioè up and under, un buon record di
placcaggi e alla fine buonasera alla prossima. Non più di questo. La differenza
dei 30 punti con l’Inghilterra si riassume chiaramente nei numeri 10: quello
inglese che va due volte in meta ma non solo e con una velocità tattica
siderale ed il nostro numero 10 che in fondo stecca l’incontro (gli applausi
all’uscita sono stati di stima, non di prestazione). Canna è stato caricato di
responsabilità che ancora lui non può addossarsi da solo.

La ragione di tutto questo secondo me non è Gavazzi ma una tesi
che in Italia è popolare da molti anni: con la comparsa del rugby totale molti
pensano che il ruolo dell’apertura conti di meno. Il match di oggi falsifica
questo pensiero. I CT che hanno governato il rugby italiano negli ultimi 16
anni non hanno mai prodotto una apertura stabile. Questo significa che in
questo campo non hanno mai probabilmente viaggiato a fondo nel paese, e che si
sono attenuti ad estrarre le carte in gioco del momento. 

 

G. Ciraolo

 

 





Da:
rugbylist-bounces a rugbylist.it [mailto:rugbylist-bounces a rugbylist.it] Per
conto di anna maria

Inviato: domenica 14 febbraio 2016 19:27

A: Rugbylist Rugbylist

Oggetto: [RUGBYLIST] fragilità emotiva degli azzurri





 















Ci siamo illusi che potesse essere la volta buona. Per circa 60'
"l'italietta" del Rugby è stata all'altezza dei più titolati
avversari. Pareva essere giunta la fatidica prima volta. C'erano
il cuore, il coraggio e la volontà. Però a mano a mano che passavano i minuti
ci accorgevamo che il tutto era come un miraggio. Più ci avvicinavamo alla meta
più essa era irraggiungibile. Il desiderio di recuperare i due punti di
svantaggio con i quali siamo andati al riposo ci hanno indotto a cercare
quei rischi che, se in vantaggio, non avremmo certamente corso. Cosi è giunta
la meta di Joseph che ha tagliato le gambe ai nostri azzurri, fragili
emotivamente e già indeboliti per il forzato abbandono di Fuser,
Zanni e Garcia.





Fra quindici giorni ci sarà la Scozia che, nonostante le due
sconfitte subite, ha dimostrato un grande carattere continuando a
crederci fino all'ultimo minuto contro il Galles. Sarà una gara
tutt'altro che semplice, ma sono certo che allora gli azzurri non si lasceranno
scoraggiare.





 





Romano Rambaldi    





















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