Andy Ripley

Il talento di mister Ripley

Capelli lunghi e il sorriso stampato sulle labbra, questa è l’immagine di Andrew George “Ripper” Ripley, uno dei più grandi personaggi del rugby dilettantisco degli anni ’70, un terza linea centro veloce e pieno di entusiasmo, che ha portato un po’ di vivacità in una compagine inglese che all’epoca era considerata noiosa e priva di fantasia.

 

Nato a Liverpool, il 1 dicembre 1947, il numero 8 del Rosslyn Park F.C. ha effettuato 24 test per l’Inghilterra tra il 1972 e il 1976, prima di essere bruscamente escluso dai selezionatori a causa del Cucchiaio di legno “vinto” dai bianchi durante il Cinque Nazioni di quell’ultimo anno.

 

Ripley ha esordito con la nazionale il 15 gennaio 1972, perdendo a Twickenham contro il Galles per 3 a 12. Da allora il numero 8 ha formato una coppia eccellente con il flanker Tony Neary: le loro complesse combinazioni erano spesso il punto culminante di molte prestazioni di una nazionale opaca.

 

Come il giocatore del Broughton, Ripley è stato un ottimo gestore di palla, e ciò ha consentito all’Inghilterra di vincere il torneo del 1973, anche se a pari merito con le altre contendenti.

 

Nel medesimo anno, Ripley ha schiacciato l’ovale oltre la linea bianca nella vittoria per 20 a 3 contro l’Australia, durante la terza sfida di un fantastico grande slam di vittorie del XV della Rosa contro le nazionali dell’emisfero australe, nel giro di 16 mesi.

L’anno seguente ha segnato invece la meta vincente contro il Galles, unico trionfo dell’Inghilterra contro i Dragoni negli anni ‘70.

 

A differenza del sobrio Neary, però, Andy Ripley è stato un personaggio più estroverso, con quel suo look da rockstar, sia dentro che fuori dal campo, in un momento in cui il profilo dei giocatori di rugby inglesi era decisamente basso.

 

Ripley ha ricevuto quindi l’invito dei Lions per il tour del 1974, ma è stato costretto a restare fuori squadra per la presenza del grande Merv Davies. Anche se non ha giocato in nessun test match, Ripper è stato comunque un notevole uomo immagine, grazie anche ad una T-shirt fatta in casa con la scritta "I’m so perfect – It Scare me”.

 

La sua ultima apparizione in maglia bianca è avvenuta il 21 febbraio 1976, contro la Scozia, a Muyrrayfield, perdendo 12 a 22.

 

La grande voglia di avventura di Andy non si è estinta con la fine della sua carriera in nazionale. Egli, infatti, è stato la mente dietro la storica vittoria dei Barbarians nel 1981 al Sevens di Hong Kong, e ha portato il Rosslyn Park a due finali di Coppa.

 

Fanatico delle palestre, Ripley, una volta abbandonato l’ovale ha incanalato le sue energie nel canottaggio e, nel 1997, all’età di 49 anni, è stato vicino a guadagnare una storica vittoria con la Cambridge University.

 

A quel punto è diventato imprenditore di successo.

 

Infine, nel 2005, Ripper ha lottato e vinto la sua gara più importante contro un cancro alla prostata.

One response to “Andy Ripley”

  1. RIPLEY HA FATTO UNA FUGACISSIMA APPARIZIONE ANCHE IN ITALIA, GIOCANDO NEL BRESCIA L’ULTIMA E DECISIVA PARTITA DEL CAMPIONATO 75-76, AHIME’ PERSA CONTRO IL ROVIGO, CHE SI AGGIUDICO’ LO SCUDETTO IN QUEL FRANGENTE

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