Jonathan Davies

Classe cristallina

Jonathan Davies fa parte di quella lunga schiera di numeri 10 gallesi che hanno fatto la storia del rugby: gente del calibro di Barry John, Phil Bennett, Neil Jenkins e del più recente Stephen Jones.

 

Nato il 24 ottobre 1962 a Trimsaran, nel Carmarthenshire, Jonathan Davies è stato introdotto al rugby dal suo insegnante, mentre studiava presso la scuola elementare del proprio paese.

Anche se non dotato di un fisico possente per uno sport di contatto, il suo talento è stato presto riconosciuto da molti, compreso il grande Carwyn James.

 

Nel 1974, il bambino ha giocato per la prima volta al Cardiff Arms Park, quando è stato selezionato per il team under 12 del Galles occidentale.

 

All’età di 17 anni, Jonathan ha lasciato la scuola ed è diventato un apprendista pittore e decoratore. Per quanto riguarda la palla ovale, invece, dopo avere fatto parte della locale squadra del Trimsaran RFC, ha usufruito di un periodo di prova con il Llanelli, ma è stata scartato. Il Neath, allora, gli ha dato un’altra possibilità e ha firmato con loro nel 1982, per giocare mediano d’apertura.

 

Dopo 35 partite col Neath, il numero10 ha debuttato in nazionale, il 20 aprile del 1985, vincendo 24 a 15 contro l’Inghilterra a Cardiff. In quella gara Davies ha marcato una meta e messo fra i pali un drop, chiudendo gli 80 minuti con il titolo di Man of the Match.

 

Sei mesi più tardi è entrato ancora in campo nella vittoriosa partita, 40 a 3, contro Fiji e ha giocato in tutte le gare del Cinque Nazioni 1986 e in quelle del tour nel Pacifico che ne è seguito, dove i dragoni hanno battuto in ordine Fiji, Tonga e Samoa.

La sua visione di gioco, la velocità di pensiero, il ritmo e la magica capacità di muovere la palla, hanno fatto di lui un campione. Il Llanelli si è accorto dell’errore commesso in passato e l’ha assoldato fra le sue file.

 

Ma è stato nel 1987 che Davies ha raggiunto l’apice del suo potere. Dopo un deludente Cinque Nazioni, l’atleta ha giocato sei partite nella prima Coppa del Mondo, indossando anche la fascia di capitano contro il Canada.

Le sue eccezionali performance in quel torneo hanno portato i gallesi fino al terzo posto, conquistato nella finale di consolazione con un 22 a 21 ai danni dei Wallabies.

 

Davies ha poi avuto un ruolo fondamentale anche nella Triple Crown vinta dal Galles nel Cinque Nazioni del 1988. Prima una magistrale prestazione contro l’Inghilterra (11 a 3) e poi 2 drop che hanno garantito la vittoria per 25 a 20 contro la Scozia a Cardiff.

 

A quel punto però, le cose hanno iniziato a girare storto per i dragoni, a cominciare dal tour in Nuova Zelanda, dove tutti i problemi della squadra sono stati messi in evidenza dagli spietati All Blacks.

In quell’occasione Davies è stato capitano in 4 partite, dimostrando di essere l’unico rugger di classe in quella compagine. I 2 test match sono stati persi entrambi con cinquanta punti (52 a 3 e 54 a 9), anche se Davies ha segnato un’incredibile meta correndo per 90 metri nel secondo.

 

L’apertura è tornata in patria con alcune idee su come migliorare il rugby gallese, ma è stato ignorato, e dopo la cocente sconfitta contro la Romania a Cardiff per 9 a 15, è stato messo sulla graticola e usato come capro espiatorio.

 

Così Jonathan ha deciso di cambiare codice e passare al rugby a XIII, firmando un contratto di 225000 sterline con i Widnes Vikings.

 

Il talentuoso atleta è riuscito presto a divenire uno dei personaggi chiave anche nel gioco con 13 giocatori, entrando in pianta stabile nella nazionale gallese e in quella del Regno Unito.

 

Nel 1991 Davies ha deciso di passare la stagione invernale in Australia, sempre nel XIII, dove ha indossato la divisa dei Bulldogs di Canterbury.

Tornato in patria, dal 1993 al 1995 ha giocato con i Warrington Wolfes, con i quali, nel 1994 è stato eletto giocatore dell’anno, vincendo il RFL’s Man of Steel Award.

Infine, nel 1995, è tornato nel sud del mondo per giocare un’ultima volta in Rugby League, con i North Queensland Cowboys.

 

Dopo la nascita della figlia Gena, nel 1995, alla moglie Karen, è stato diagnosticato un cancro. Anche per questo, e grazie all’avvento del professionismo che gli avrebbe consentito un budget più consistente per il sostentamento alla famiglia, Davies è rientrato nel circuito del rugby a XV, trovando casa presso il Cardiff RFC.

 

Il popolo del rugby gallese ha accolto il ritorno di Jonathan con sentimenti contrastanti. Vi è stata l’euforia per il figliol prodigo tornato a casa, ma anche tristezza per la consapevolezza che le squadre di Rugby League, nella fattispecie Widnes e Warrington, hanno visto il meglio del talento di Davies.

 

Il giocatore ha fatto il suo ritorno in nazionale nel 1996, contro l’Australia a Cardiff, reclamando la maglia numero 10, dopo essere mancato per ben 67 partite nell’arco di otto anni.

Contro i Wallabies, Jonathan ha centrato i pali con 4 penalties, mentre una meta d’intercetto di Gareth Thomas ha dato ai gallesi l’illusione della vittoria. Poi, però, nell’ultimo quarto, i canguri hanno messo in campo una maggiore convinzione e sono riusciti a chiudere l’incontro 28 a 19 in loro favore.

 

Quello stesso anno, per Jonathan una soddisfazione a livello personale, in quanto è stato insignito dell’Ordine dell’Impero Britannico.

 

Il 1997 ha visto lo svolgersi del tour dei Lions in Sudafrica e il nome di Davies era sulla bocca di tutti come uno dei probabili partenti. Invece l’uomo di Trimsaran si è dovuto accontentare di una tournée negli Stati Uniti, dove ha disputato sei match.

 

Nelle partite del Cinque Nazioni contro Scozia e Francia  di quello stesso anno, Davies è entrato solo come sostituto, tuttavia egli ha avuto ancora il suo momento di gloria giocando all’apertura nella sfida del 15 marzo, contro l’Inghilterra, in quella che è stata la sua ultima gara, la stessa che ha visto l’addio al rugby internazionale anche di Will carling e Rob Andrew. Per la cronaca la partita è terminata 34 a 15 a favore degli inglesi.

 

La stagione 1996-97 è stata la sua ultima da giocatore anche a livello di club.

 

Dopo di allora, Jonathan Davies è diventato un popolare commentatore della BBC, per entrambi i codici del rugby.

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