Dal Gazzettino del 15 marzo 2010

Azzurri spennati dai Galletti: a Parigi l’Italia più brutta – HANNO DETTO – Lièvremont: «Conquista meno dura del previsto» – Nick Malett rabbuiato – MISCHIA APERTA – Sconfitte anche le donne – SUPER DIECI Casinò riparte da Parma – CAMPIONATO EUROPEO:
Di scena gli under 18 – il Benetton cerca a Rovigo il secondo trofeo della stagione

SEI NAZIONI

 

Contro la Francia cede il sistema difensivo

Male la touche, 6 mete subite. A segno Canavosio e Del Fava

 

Azzurri spennati dai Galletti: a Parigi l’Italia più brutta

Ivan Malfatto

PARIGI – Purtroppo la Francia non ha sottovalutato l’Italia. E le ha rifilato la batosta temuta, visto il divario fra le due squadre. Forse è stata l’Italia a sottovalutare la Francia. Nel senso che non ci ha messo la concentrazione giusta e non ha applicato il comandamento che si era data alla vigilia: conquista e placcare. Così ne uscita la peggior partita dell’Rbs Sei Nazioni di quest’anno. Per risultato e prestazione. Il collega della "Stampa" Stefano Semeraro in tribuna l’ha battezzata: "Dalle onorovoli sconfitte alle onorovoli disfatte". Definizione perfetta di un match da dimenticare.

Nick Mallett a inizio torneo si era dato l’obiettivo di contenere le sconfitte esterne in 10-15 punti. Stavolta non c’è riuscito. Il 46-20 porta in dote il maggior numero di punti (precedente 42) e il peggior passivo (precedente -25) mai subiti dall’Italia a Parigi nel Sei Nazioni. Cifre pesanti. Come le sei mete incassate, il doppio di quelle dell’intero torneo. Le cinque touche perse su proprio lancio. I 14 calci e i 16 errori concessi. I 166 passaggi che si è permesso alla Francia di completare (13 ricicli), un girandola che ha ubriacato gli azzurri proprio dove avevano detto di dover stare più attenti, al largo. I 26’ di possesso e i 46’ di occupazione subiti rispetto ai 16’ e 36’. In una parola, un disastro. Mitigato appena dalla propensione al gioco comunque mostrata (93 passaggi completati e 9 off loads) e dalle due mete realizzate quando i francesi avevano già tirato i remi in barca, pensando al Grande Slam da centrare sabato contro l’Inghilterra a Twickenham.

La Francia ha ucciso il match nella prima mezz’ora. Passato il brivido del break di Garcia su azione da touche, ha provato a mettere dentro subito punti con Trinh-Duc (drop fallito al 5’) e ci è riuscita la seconda volta che si è affacciata nei 22 metri. McLean sbaglia a trovare la penaltouche, pessimo il gioco tattico, Trinh-Duc ci riesce. Sulla rimessa Parra buca su Tebaldi e trova il sostegno di Harinordoquy, meta. Inizia poi lo show del man of the match Poitrenaud. Libera all’ala Andreu che calcia a seguire e trova il giallo per ostruzione di Garcia. Nell’azione successiva touche rubata, punto d’incontro e Marty segna. Fotocopia 8’ dopo. Tebaldi in bambola esce. Il pubblico al 32’ intona già la Marsigliese. Il match è finito, il resto è accademia.

Così l’Italia nella ripresa riesce a risalire, pur subendo altre tre mete. Prima con i calci di Mirco, 100% ancora. Poi con le mete di Del Fava, in sostegno a un break di Derbyshire a metà campo, e di Canavosio, tutto solo in prima fase da mischia. Guarda caso tre riserve. Che sia il caso di ripensare qualcosa nel XV, in vista del 4° posto che ci giocheremo sabato in Galles?

 

HANNO DETTO

Mauro: «Il collettivo non ha funzionato»
Zanni e Bergamauro: "un calo mentale"

Ivan Malfatto

PARIGI – Mentre il ct Nick Mallett scarica le colpe sulle individualità, Mauro Bergamasco pone l’accento sulla squadra. "Se c’è un collettivo che funziona sa recuperare anche gli errori individuali. Oggi non ha funzionato". Poi passa all’aspetto psicologico: "La strana pressione che caratterizza tutte le partite con la Francia ha minato la nostra fiducia anche stavolta. Le mete subite nel primo tempo ci hanno impedito di rialzare la testa nel secondo, quando due buone mete costruite le abbiamo realizzate anche noi. Dobbiamo chiederci perchè non le abbiamo fatte prima".

"Abbiamo giocato una brutta partita – conferma il fratello Mirco – Ci siamo messi in crisi da soli. E’ solo colpa nostra. Non c’eravamo a livello psicologico". A chi gli fa notare che dalla sua parte in fatto di placcaggi i francesi non sono passati replica: "Sono passati dalle altre, non fa differenza. Però non c’è tempo per deprimersi. Fra sei giorni abbiamo il Galles e dobbiamo prepararlo al meglio se vogliamo provare a riscattarci". 

Chi dice di essersi preparato bene sulle palle alte in settimana è Alessandro Zanni. "Invece in partita ho sbagliato diverse prese al volo. Significa che il problema è stato mentale. Abbiamo sbagliato un po’ tutto, dalle touche ai placcaggi. E’ stata una partita iniziata male e continuata peggio".

Leonardo Ghiraldini, infine, risponde sulle responsabilità delle cinque touche perse su proprio lancio: "Come l’Irlanda (ne aveva rubato sette, ndr) la Francia è una squadra molto abile a leggere questa fase di gioco. Ci hanno messo pressione e creato molti problemi di tipo mentale". (I.M.)

 

Lièvremont: «Conquista meno dura del previsto»

Antonio Liviero

«Siamo contenti e sollevati». Così il citì della Francia Marc Lièvremont ha commentato a caldo il largo successo sull’Italia. «Gli italiani sono stati forse meno aggressivi del previsto nelle fasi di conquista – ha detto -. Certo l’Italia non è l’Inghilterra, ma noi abbiamo saputo adattarci all’avversario e giocare sui suoi punti deboli. Inoltre abbiamo avuto l’intelligenza di non rischiare infortuni». Al tecnico sono piaciuti soprattutto i primi 20 minuti: «Sono stati molto buoni in termini di intelligenza, alternanza, convergenza dei sostegni e rigore nelle ruck». Aggiunge il mediano di mischia Morgan Parra: «Siamo riusciti ad alternare le forme di gioco e abbiamo trovato quattro palloni al largo. Avevo infatti notato che in difesa gli italiani avevano fretta di coprire subito l’interno di  Gower». (a.li.)

 

Nick Mallet rabbuiato

PARIGI – (Ivan Malfatto) E’ un Nick Malett per la prima volta rabbuiato quest’anno in sala stampa. Ne ha tutti i motivi. "Io prendo le mie responsabilità per la preparazione della partita. Ma se subiamo quattro mete su sei per errori individuali di placcaggio anche i giocatori devono prendersi le proprie".

Il ct definisce la prima mezzora di Francia-Italia "la più brutta dell’ultimo anno". Siamo tornati al livello del primo incontro con l’Australia nel tour estivo. "Allora avevamo preso cinque mete. E’ da quel giorno che i giocatori non sbagliavano tanto. Cioè da dieci partite, All Balcks compresi. Se sbagli a placcare al largo con Inghilterra e Scozia forse riesci a rimediare. Se lo fai con la Francia, Australia, Nuova Zelanda ti puniscono. Ed è quello che è successo".

Mallett ne ha per tutti, con tanto di nome. "Nella prima meta subita Parra ha preso un buco sulla prima guardia (Tebaldi, Geldenhuys difensore al largo, ndr). Nella seconda Mirco ha fatto un chip (calcetto a seguire, ndr) nei loro 22 che non doveva fare. Da lì è nato il contrattacco che ha portato al giallo di Garcia, alla touche rubata e all’errore di Canale. Nella terza eravamo 14 contro 15. La quarta e la quinta sono nate da prima fase in mischia ed errore in difesa nell’uno contro uno. Garcia non ha preso l’ala. I suoi errori decisivi sono stati quindi due. Nell’ultima lo sbaglio nel placcare è di Zanni".

Unici azzurri di cui il ct salva la prestazione, davanti alle telecamere di Sky, sono "Mauro Bergamasco e Gower". Ma difende la sua scelta di dare fiducia a Tebaldi rispetto a Canavosio nel XV: "La nostra squadra deve prendere fiducia. Cambiare Tebaldi dopo le buone prestazioni d’insieme con Scozia e Inghilterra non era giusto. Poi Canavosio è reduce da un infortunio di quattro mesi. Con la Scozia dopo 30’ era sfinito. Con la Francia è durato 45’. Sabato in Galles c’è la possibilità che parta titolare. Anche Del Fava quando è entrato come lui ha fatto la differenza. L’Italia ha dimostrato di aver 25-30 giocatori dello stesso livello. A Cardiff scenderà in campo chi è più in forma". Tradotto, Tebaldi e Bortolami (o Geldenhuys) andranno in panchina.

MISCHIA APERTA di Antonio Liviero

Che spasso a Dublino. Al di là delle vivaci intenzioni di gioco di Irlanda e Galles (27-12), è entusiasmante veder fiorire i talenti sul verdissimo prato del Croke Park. Ve lo ricordate Keith Earls? Il numero 13 che a metà gennaio con la maglia del Munster è passato come un uragano su Monigo? Stavolta ha rifilato due mete ai gallesi. Ne aveva già segnata una all’Inghilterra. In tutto sono 6 in 9 test. Niente male per un ragazzo di 22 anni.

La prima palla-meta gliel’ha sfornata O’Driscoll, al centesimo cap, su una punizione giocata alla mano nell’area dei 22 metri. Earls, appena spostato al centro dopo l’uscita di D’Arcy, ha stretto leggermente l’angolo per infilare lo spazio tra Adams, fissato dal capitano irlandese, e Charteris. Jones si è allora incaricato di metterlo giù. Ma Earls si è mostrato un felino. Abbattuto a un metro dalle linea ha fatto perno sulla spalla sinistra, rotolando su se stesso. Un giro da ginnasta e marameo: meta sulla continuità del movimento. Allo scoccare dell’ora ancora lui. Stavolta all’esterno, si fuma in un colpo solo le due ali dei Dragoni: Halfpenny e Shane Williams. Ed entra in meta rotolando ancora sull’erba come un bambino felice. Il numero più incredibile l’ha mostrato però tra le due marcature. Uno sciagurato passaggio di O’ Driscoll gli è caduto tra i piedi. Keith ha accarezzato l’ovale col dorso del destro, sollevandolo dolcemente verso di sé, lo ha controllato con la coscia sinistra e afferrato fulmineo con le mani evitando di commettere in avanti. Un numero di alta giocoleria. Figlio di Ger, leggendaria bandiera di Limerick, ha un fisico (1,81×90) un po’ meno imponente di Bowe o dell’inglese Monye ma in fatto di classe non ha nulla da invidiargli. Di sicuro è più completo. Attacca la linea ovunque, è abile nel variare gli angoli di corsa e, cosa non comune, ha entrambi i piedi buoni.

Altro figlio d’arte Tomàs O’Leary. Il padre Seànie è un mito dell’hurling, sport dei nativi irlandesi vagamente imparentato all’hockey prato. Anche Tomàs lo ha praticato da ragazzino. Ora ha 25 anni ed è in vantaggio su Reddan per l’eredità della maglia numero 9 di Stringer. E’ molto legato alle tradizioni e prima della partita ha avuto un pensiero per il Croke Park, il tempio dello sport gaelico, teatro della strage del 1920 per mano delle truppe inglesi. Il rugby rientrerà presto nel nuovo Lansdowne Road. Tomàs gli aveva dedicato un pensiero prima della partita: «Qui c’è la storia della nostra nazione, della nostra cultura. Una parte importante della nostra identità. È un onore per me giocarci. Mi piacerebbe lasciare una traccia». E stato di parola. Oltre alla meta con una corsa folgorante che ha attraversato l’area di 22 metri, è stato ispiratore delle altre due: sua l’intuizione di giocare alla mano la punizione della prima marcatura, suo il raddoppio su O’Driscoll e il raffinato passaggio alto che ha lanciato Earls. C’è da meditare su questa scuola irlandese sempreverde. Altro che Celtic.

 

Sconfitte anche le donne

 

In meta Furlan e Stefan

Di Ennio Grosso

(e.g.) Italia femminile sconfitta a Montpellier dalla Francia per 45-14. Per le azzurre tutti punti veneti: mete di Furlan e Stefan, quindi 2 trasformazioni di Veronica Schiavon.

NAZIONALE UNDER 20 – Sconfitta anche l’Under 20, battuta a Grenoble dai pari età francesi 25-6. Per l’Italia 2 piazzati di Iannone.

FINALE A ROVIGO – Benetton-Petrarca sarà la finale di Coppa Italia in programma domenica a Rovigo. Alla sfida decisiva le due squadre sono arrivate battendo Montepaschi Viadana, il Benetton e Femi CZ Rovigo, il Petrarca. Treviso ha vinto 19-15 al termine di una gara quasi a senso unico nel primo tempo (16-3) e controllata nella ripresa (per i trevigiani meta di Goosen e 14 punti di Botes). Il Petrarca a sua volta ha conquistato il successo (28-24) allo scadere con una meta di Bezzati; in precedenza altre 2 mete di Ambrosio e Costa Repetto e 13 punti di Mercier. Per Rovigo mete di Immelman e Bustos, autore anche di 11 punti di piede, inoltre un piazzato di Basson.
 

SUPER DIECI

Archiviata la Coppa Italia
Pipitone (Casinò Venezia) si prepara alla nuova sfida
Casinò riparte da Parma

Michele Salin

Archiviata la Coppa Italia con l’ultima gara di domenica 7 marzo a
Favaro Veneto, persa per soli quattro punti contro l’Mps Viadana, il
Casinò di Venezia guarda alla ripresa del campionato di Super Dieci in
programma sabato 27 marzo con la dodicesima giornata, che lo vedrà
impegnato in trasferta contro i diretti avversari di fondoclassifica
del Plusvalore Gran Parma.
     Prima però il numero uno della società amaranto-oro Tommaso
Pipitone fa un sintetico bilancio delle quattro gare di Coppa Italia.
«Il nostro percorso in Coppa conferma il trend positivo già iniziato a
inizio anno in campionato con la nuova gestione tecnica di Alejandro
Canale – afferma Pipitone – per il resto quest’anno non avevamo chissà
quale velleità in Coppa, per cui direi che soprattutto a livello di
gioco possiamo dirci decisamente soddisfatti».
     Qualche giocatore in particolare sembra essere cresciuto proprio
in questi ultimi due mesi. «La squadra sta girando bene, ma credo che
anche questo derivi dall’impostazione data da Canale e dalla sua
capacità di ottenere il massimo da tutti i giocatori», dice il
presidente Pipitone.
     Veniamo al campionato e allo scontro diretto con Gran Parma:
pensa che sarà decisivo per le vostre sorti in campionato? «Sarà più
decisivo per i nostri avversari che per noi, visto che abbiamo due
punti in più di loro – dice – e che per le nostre caratteristiche
possiamo perdere o anche vincere con avversari molto diversi e molto
più attrezzati di noi».
     I sessanta punti presi dal Gran Parma in Coppa contro Prato sono
un segnale da prendere in considerazione? «Credo di no, anzi significa
che si sono risparmiati le forza al contrario di quanto abbiamo fatto
noi, che abbiamo onorato la Coppa Italia durante tutta la sua durata».
     A livello di organico, il Casinò di Venezia si presenta allo
sprint finale per la salvezza con una importantissima novità: il
ritorno del capitano Edoardo Candiago da una sosta forzata per
infortunio di sei mesi, dal 30 agosto del 2009 quando il giocatore si
infortunò al ginocchio nel corso dell’ultima azione di gioco del
test-match contro una selezione militare inglese. Candiago è già
rientrato nell’ultima gara di Coppa, anche se soltanto in panchina, a
causa di un piccolo problema muscolare (stiramento) che ha consigliato
lo staff tecnico di tenere prudenzialmente il giocatore ancora a
riposo. Un’ultima domana a Pipitone sul progetto Celtic-League che
partirà già dal 2010 con la riforma interna dei campionati e
l’iscrizione di due selezioni italiane alla Magners League. «È presto
per giudicare, spero solo che questo abbia riflessi positivi anche per
tutto il movimento di base», conclude Pipitone.

 

CAMPIONATO EUROPEO

Di scena gli under 18

 

Il rugby giovanile internazionale torna nel veneziano: San Donà di Piave e San Michele al Tagliamento le due sedi del campionato europeo Under 18, che per la quarta volta fa tappa in Veneto dal 27 marzo al 3 aprile, tra Venezia e anche Treviso, nelle strutture di Conegliano Veneto e Monigo. Ma anche il litorale di Jesolo è direttamente coinvolto nella manifestazione, visto che ben 22 delle 24 squadre partecipanti hanno scelto di albergare nella cittadina balneare durante la manifestazione, e che a Jesolo, al Palaturismo, è in programma la festa finale sabato 3 aprile che coinvolgerà circa 800 persone tra atleti, organizzatori, appassionati. Le 24 squadre suddivise in 3 raggruppamenti sono chiamate a sfidare i campioni in carica della Francia, vincitrice delle ultime tre edizioni, in attesa della prossima riforma della categoria che dovrebbe introdurre una “scrematura” agonistica, suddividendo in due grandi gruppi i paesi emergenti e le nazionali leader.

Lo svolgimento degli europei giovanili si rifletterà anche sul campionato di serie A che vede impegnato l’Orved M-Three, nella settima giornata di ritorno in programma allo stadio Pacifici di San Donà domenica 28 marzo. Il derby veneto che all’andata aveva visto prevalere i sandonatesi, sarà posticipato alle ore 19 di quella stessa domenica, per permettere l’esibizione dei più giovani nel pomeriggio. Nessun under 18 sandonatese è stato convocato nella Nazionale del tecnico Brunello, anche se gli elementi validi non mancano in riva al Piave, come dimostra anche il posizionamento in classifica delle due formazioni di under 18.

Intanto la prima squadra guidata da Jason Wright prepara la ripresa del campionato, approfittando della sosta per recuperare almeno qualcuno dei numerosi acciaccati. La vittoria in trasferta di domenica 7 contro l’Amatori Milano ha trasmesso entusiasmo a tutto l’ambiente, deciso a ripetersi in casa contro i cugini del Rugby Udine quando rientrerà dalla squalifica anche il mediano di mischia e calciatore Mucelli. (M.Sal.)

 

Battuto Viadana, domenica il Benetton cerca a Rovigo il secondo trofeo della stagione dopo la Supercoppa

Ennio Grosso

Il tallonatore Vidal: «Mercier il bianconero da limitare»

Domenica a Rovigo il Benetton potrebbe conquistare il secondo trofeo stagionale dopo la Super Coppa vinta a settembre nella sfida contro Parma. A Rovigo i trevigiani di Franco Smith daranno infatti la caccia alla loro quarta Coppa Italia incontrando nella sfida decisiva il Petrarca Padova. Il Benetton è arrivato alla finale battendo 19-15 il Montepaschi Viadana al termine di una contesa praticamente a senso unico nei primi 40’ e controllata nella ripresa. Il Petrarca, a sua volta, ha conquistato la finale battendo 28-24 il Femi CZ Rovigo a conclusione di una partita ricca di colpi di scena e sorpasso decisivo nell’ultimo istante.

«Sono molto contento per come sono andate le cose – ammette il tallonatore del Benetton, Diego VidalContro Viadana l’obiettivo era quello di iniziare subito al massimo e così è stato. Nel primo tempo abbiamo giocato bene in mischia, facendo uscire palloni veloci e l’andamento della prima frazione è riassunto nel risultato, dopo 40’ infatti eravamo avanti con un eloquente 16-3».

 

Nella ripresa cosa è successo?

«Sapevamo che il Viadana avrebbe tentato di tutto per rimettere in piedi la gara, oltretutto è stato avvantaggiato dalla doppia superiorità numerica e una meta è arrivata proprio in quel frangente. Abbiamo comunque dimostrato tutta la voglia di vincere questa partita: penso che il nostro atteggiamento negli ultimi istanti, quando abbiamo respinto l’assalto ospite costringendo il loro pack ad indietreggiare, sia stato più che eloquente».

 

Ora finale col Petrarca.

«Una sfida per certi versi indecifrabile: in casa loro non vinciamo da tre anni, in casa nostra vinciamo sempre con punteggi larghi, una sfida parecchio strana. Noi vogliamo assolutamente vincere questa Coppa Italia e per riuscirci dovremo giocare una partita praticamente perfetta, ma soprattutto dovremo limitare il loro regista, Mercier. Padova è molto dipendente da lui e se noi riusciremo a non farlo giocare avremo parecchie chance di vittoria».

 

Il ruolo di favoriti può essere un peso o uno stimolo?

«Non credo sia un peso anche se in una finale nulla è già scritto. E’ una partita diversa dalle altre, può succedere qualunque cosa. La nostra condizione fa ben sperare».

 

Per il Benetton sarà la sesta finale di Coppa Italia, la prima col Petrarca. In precedenza i trevigiani avevano vinto 3 coppe battendo l’Amatori Catania (27-3 a Roma nel 1970), il Rovigo (21-16 a Padova nel 1998) e il Viadana (28-24 a Jesolo nel 2005); due le sconfitte, con L’Aquila (6-13 a Roma nel 1973) e Milano (17-27 a Padova nel 1995). Due, invece, le coppe vinte dal Petrarca, nel 1982 e nel 2001.

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