Dal Gazzettino (21.04.2008)

Under 19. San Donà fuori per differenza punti – La sfida di Ashton per liberare i robot – ALL’ESTERO – Padova – Mestre

Under 19. San Donà fuori per differenza punti

SERIE C Elite: Casale-Jesolo 63-15, Monselice-Montebelluna 21-10,
Conegliano-Belluno 25-34, Villadose-Oderzo 48-30, Alpago-Vicenza 24-0,
Lemene-Montereale 72-24.

Classifica: Casale 92, Monselice 80, Belluno 77, Villadose 73, Montebelluna 57, Oderzo 55, Jesolo 47, Alpago, Lemene 39, Conegliano 38, Vicenza 14, Montereale 5.

Civ: Pordenone-Ped. Livenza 18-10, Valsugana-Lido 5-10, Monsters-SudTirolo 41-0, Frassinelle-Valpolicella 36-0, Cus Vr-Valdagno 29-3, Trento-West 10-27.

Classifica. Pordenone 96, Lido 93, Ped. Livenza 82, Monsters 75.

UNDER 19 Nel Girone 1 (elite) qualificate al barrage per le semifinali
Benetton (affronterà il Casinò di Venezia, vincitore del trofeo Civ) e
Capitolina, nel Girone 2 il Rolly Parma (differenza punti sul San
Donà), nel Girone 3 in lizza Firenze e Lazio.

Girone 1: L’Aquila-Benetton 5-7, Tarvisium-Capitolina 10-43, Overmach-Cammi 5-34, Montepaschi-Carrera 25-14, Noceto-Benevento 22-0. Benetton 68, Capitolina 66, Cammi 62, Carrera 46, Tarvisium 45, Montepaschi 35, Benevento, Noceto 33, L’Aquila 26, Overmach 24.

Girone 2: Rolly-Grande Mi 36-7, Casale-Orved 5-105, Modena-Marchiol 28-16, Brescia-Femi Cz 5-45, Mirano-Cus Ge 29-12. Rolly, Orved 75, Modena 68, Femi Cz 50, Cus Ge 43, Grande Mi, Mirano 42, Marchiol 24, Brescia 11, Casale 4.

FINALE SERIE A MASCHILE La finale di serie A (25 maggio) si giocherà
allo stadio Flaminio. Già qualificate alle semifinali, Futura Park
Roma, I Cavalieri Prato, Easy Living L’Aquila e Mantovani Lazio.

FINALE FEMMINILE Lo stadio Zaffanella di Viadana sarà invece sede
della finale scudetto femminile in programma il 4 maggio.

Ennio Grosso

La sfida di Ashton per liberare i robot

È finita la tormentata avventura di Ashton alla guida
dell’Inghilterra. Hanno prevalso i dinosauri. Brian l’innovatore, il
filosofo del rugby d’attacco, se ne torna all’Accademia a formare i
giovani. Alla testa della nazionale, nella veste di manager con poteri
tecnici, arriva il capitano dei campioni del mondo, Martin Johnson. Un
pragmatico nel gioco, come nella vita. Ma alla sua prima esperienza
del genere. Ashton avrebbe accettato di rimanere con "Johnno" solo se
gli avessero garantito piena autonomia.
Un epilogo che, con tutto il rispetto per Johnson, dovrebbe
rattristare non solo i cultori del bel gioco, ma ogni sostenitore del
buon rugby, fatto di scelte intelligenti. Diceva Pascal che «il
pensiero fa la grandezza dell’uomo». Ashton è convinto che la faccia
anche del rugbista. L’ex tecnico del Bath pluricampione d’Inghilterra,
che ha giocato a Roma e a Milano, è da sempre impegnato in una
battaglia di liberazione dei tanti, troppi, robot che popolano il
rugby di oggi. Il suo obiettivo è di restituire il gioco ai giocatori,
dandogli libertà d’azione e responsabilità nelle scelte in campo.
Rugby a bassa programmazione. Via i piani di gioco. Poche sedute
video. In allenamento lavora alla cornice tattica, e per la partita dà
un paio di direttive al massimo. Al resto devono pensare i giocatori.
Pensare, appunto. E adattare le scelte alla situazione del momento.
Solo in questo modo, sostiene Brian, potranno sorprendere gli
avversari. Uno dei suoi motti è «sfidare l’impossibile e scioccare il
mondo». Ad allenatori e giocatori chiede coraggio e di rifiutare le
scelte comode. Per lui ogni spazio va rigorosamente sfruttato. Con
creatività, contrattaccando senza paura. «È facile spiare le altre
squadre – dice-. Bisogna avere invece idee in testa e cercare di
realizzarle. I rischi vengono eliminati dall’accuratezza e
dall’autodisciplina».

Eppure sbaglia chi pensa che Ashton sia una fanatico del gioco
offensivo. Il suo spirito rivoluzionario è al contrario temperato da
un saggio pragmatismo. Una volta l’ho sentito predicare così a un
corso allenatori sul movimento offensivo: «La conquista è alla base di
tutto». E ancora: «Bisogna distruggere l’organizzazione avversaria in
mischia, touche, punti d’incontro, calci d’invio e rinvio. Se la
conquista non funziona è inutile qualunque discorso sull’attacco». Per
questo pensavo fosse l’uomo giusto per sbloccare la creatività
dell’Inghilterra.

Invece sono stati dolori. Stritolato nel meccanismo dei poteri forti e
dei clan interni alla squadra e alla federazione. In disaccordo con
gli uomini dello staff, soprattutto il preparatore degli avanti John
Wells. Il gioco si è visto solo a sprazzi. Del resto la liberazione
dei robot richiede tempo. E non gli è stato dato. Le difficoltà
maggiori sono emerse durante e dopo la Coppa del mondo, nonostante un
mirabolante secondo posto. I giocatori non gradiscono il suo metodo.
Preferiscono certezze. Piani di gioco ben strutturati e poche, meglio
nessuna, responsabilità. Dopo la batosta con il Sudafrica nel girone,
c’è stata una mezza rivolta della squadra. Lui ha tenuto duro: «Le
decisioni spettano a voi». Ma il suo odio per i tecnici dittatori è
stato scambiato per debolezza. Poi i vecchi Dallaglio e Catt a
mondiale finito gli hanno dato addosso pubblicamente. L’ex capitano ha
parlato di «caos» di «commedia» a proposito dei suoi sistemi. Problemi
analoghi a quelli incontrati nella Francia da un altro profeta del
gioco di movimento: Pierre Villepreux. Galthiè bollò i suoi principi
come "pippe". Davvero sono gli allenatori a non voler cambiare il
gioco?
————————————————-

ALL’ESTERO

Bortolami e Nieto mantengono la testa in Premiership In Francia Canale dà un dispiacere a Perugini

CIAO LEEDS – Con la prevista sconfitta a Gloucester nel 20° turno di
Premiership, il Leeds Carnegie retrocede matematicamente in National
League One. Nei padroni di casa, leader solitari della classifica,
Ryan Lamb con 19 punti ha nuovamente fatto la differenza mentre
Bortolami non ha terminato la gara causa espulsione temporanea al 77′.
Nieto è uscito al 62′. Si mantiene in corsa per le semifinali anche il
Leicester di Castrogiovanni (uscito al 65′) che a Welford Road ha
vinto facile col Bristol 32-14. Niente da fare invece per i Saracens,
sconfitti nettamente in casa dai Wasps 29-40 (Ongaro esce al 48′).
DRAMMA CLERC-Secca sconfitta del Tolosa (Perugini 80′) in casa col
Clermont nel 18° turno di Top14. Due mete di Rougerie permettono
l’allungo in classifica ai gialloblu (Canale 80′) mettendo nei guai i
tolosani. L’ala della nazionale Clerc a metà ripresa ha subito la
rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e
dovrà restare fuori dai campi per un periodo stimato dai 6 ai 9 mesi.
Inoltre i tolosani Sowerby, Dusautoir e Human sono stati toccati duro
e preoccupano il Ct Novès ad una settimana dalla semifinale di
Heineken con i London Irish. Rimane terzo in classifica lo Stade
Français che ha vinto di misura col Montauban 25-18 (Parisse 80′).
Tutti i punti sono stati segnati dall’apertura Beauxis tonificando un
XV che in settimana aveva saputo dell’addio a fine stagione del
tecnico Galthié. Infine il Biarritz ha superato l’Auch 26-3 con Masi
entrato al 53′.RIMONTA MUNSTER-Nella Magners League il Munster
(Pucciariello fuori nella ripresa) rimonta nel finale e supera 9-8 gli
Ospreys. Bene anche i Cardiff Blues che sconfiggono l’Ulster 30-17
(Del Fava 80′).

LUMICINO ACCESO-La Russia vince d’autorità 49-3 a Ricany in Repubblica
Ceca e passa a condurre la classifica di 1. Divisione Fira. Sabato a
Tbilisi solo un miracolo della Spagna potrebbe però impedire alla
Georgia di Tim Lane di vincere il titolo: ai Lelos, strafavoriti, è
sufficiente il pareggio. Arbitrerà il nostro Carlo Damasco.

Giampaolo Tassinari

Continuare a non vincere, e nonostante tutto, poter sperare ancora nei  play off.

Padova
NOSTRO SERVIZIO

Continuare a non vincere, e nonostante tutto, poter sperare ancora nei
play off. Il Carrera Petrarca, relegato al sesto posto da un girone di
ritorno che in cinque partite ha portato in dote appena 7 punti,
continua ad avere nel mirino sia Roma, che lo ha appena scavalcato e
ha un punto in più, e soprattutto l’Overmach, che è quarto con sei
lunghezze di vantaggio.

Professione di fede l’ha fatta Pasquale Presutti subito dopo il
pareggio 23-23 dell’altro ieri con il Casino Venezia, e sulla stessa
sintonia del suo allenatore è Luca Martin, estremo di lungo corso e di
notevole carisma del Carrera.

«La situazione è ancora di equilibrio – dice – perchè anche l’Overmach
sta andando a rilento. È vero che davanti a noi ora c’è anche la
Capitolina, ma i romani non mi preoccupano più di tanto».

Certo che se il Petrarca continua così di speranze non ne ha.

«Non riesco a capire perchè stiamo andando tanto male. Qualcosa si è
rotto, ma è difficile analizzare. Forse ci manca un po’ di cattiveria,
perchè prendiamo troppe mete facili – è successo sia con il Calvisano
e sia con il Casinò – e in attacco fatichiamo troppo a segnare. Eppure
la squadra è forte, e lo ha dimostrato per tutto il girone di andata».

Neanche nel girone di andata in trasferta avete mai vinto.

«Perchè quest’anno il campionato è molto più equilibrato del solito.
Il Casinò, tanto per parlare dei nostri ultimi avversari, ha giocatori
di qualità, in grado di rendere la vita difficile a tutti. Stesso
discorso vale per il Rovigo e la Roma. I risultati che hanno ottenuto
non sono casuali».

Torniamo al Carrera. Qualcuno parla di dissapori nello spogliatoio.

«Se ci sono, non me ne sono accorto. Quando si perde succede sempre
che girino troppe chiacchiere. È inevitabile, direi normale. Presutti
ha saldamente in mano la situazione e gode della fiducia e della stima
di noi tutti».

Martin, dall’alto della sua esperienza, cosa deve fare il Petrarca per
uscire da questo tunnel?

«Dobbiamo ritrovare la giusta concentrazione e giocare al massimo le
quattro partite che ancora mancano per terminare la regular season,
dimenticando una certa stanchezza, forse più mentale che fisica,
accumulata in quest’ultimo mese. La ricetta è semplice».

Si continua a rinviare il giudizio finale, ma le prossime due partite
diranno moltissimo, forse tutto.

«Sono d’accordo. Dobbiamo vincere sabato prossimo a Catania, cosa che
a mio giudizio non è scontata anche se parliamo degli ultimi in
classifica, e poi bissare sette giorni dopo in casa nostra con
l’Overmach. Riuscissimo a fare 9-10 punti, tutti i discorsi si
riaprirebbero. Il potenziale per farcela c’è. Però bisogna ritrovare
quelle sicurezze che non ci sono più da quando abbiamo perso la finale
di Coppa Italia».

Alberto Zuccato

I lagunari vedono ormai vicinissima la permanenza matematica nel Super 10

Mestre
NOSTRO SERVIZIO

Il Casinò di Venezia nel girone di ritorno ha raccolto due vittorie,
in casa con l’Almaviva e fuori con il Cariparma, e due pareggi, uno a
Treviso e l’altro sabato a Mestre contro il Carrera Petrarca. I
lagunari vedono ormai vicinissima la permanenza matematica nel Super
10, mentre il Petrarca scivola dalla zona play-off. Se lo sarebbe
aspettato l’ex di turno Giovanni Boccalon, pilone al primo anno al
Casinò di Venezia dopo sette stagioni nel Petrarca, con una parentesi
a Rovigo nel 2002? «Non mi va di giudicare la mia ex squadra, dove ho
tanti amici e buoni rapporti, e che sta attraversando un periodo non
facile – dice il giocatore -. Preferisco parlare della partita, che
potevamo vincere se l’arbitro non avesse fermato Levi per un in avanti
molto dubbio, mentre era lanciato in meta nel finale di tempo con noi
in testa per 17 a 10». Sull’episodio concorda anche Massimiliano
Perziano, sabato ancora in meta, vicinissimo all’azione incriminata.

«Sì Josh stava correndo verso i pali, ma De Santis anche in
quell’occasione ci ha penalizzato, come poi nella ripresa fino a farci
perdere la concentrazione – attacca l’ala trevigiana -. Comunque va
bene così, abbiamo dimostrato nuovi miglioramenti nel gioco e nei
singoli, come appunto Levi». Sia Boccalon che Perziano sono alla prima
stagione nella neopromossa società amaranto oro, provenienti entrambi
da piazze più blasonate come Padova e Treviso. Come è stato l’impatto?
«Mi vogliono tutti molto bene, è un pubblico più caloroso che a
Treviso, mi chiamano per nome durante le partite» racconta l’ex
biancoverde. Anche se all’inizio i risultati stentavano un po’ a farsi
vedere. «Ma non è che prima fossimo più scarsi – dice Giovanni
Boccalon – è che c’era tanto da lavorare, e lo abbiamo fatto: adesso
raccogliamo i frutti. Comunque il nostro pacchetto di mischia ha
sempre tenuto testa agli avversari fin dalla prima giornata, quando
invece la touche era ancora da mettere a posto. Sabato poi ho visto
anche i trequarti commettere meno errori, trovare più facilmente
l’intesa tra di loro».

Un piccolo segreto vincente di questo Casinò di Venezia: «Vorrei fare
notare che siamo un gruppo piuttosto ristretto, i giocatori sono
sempre quelli in campo -dice Boccalon – così l’intesa diventa
fortissima, tutti si trovano e si conoscono a memoria». Già, ma
arrivano anche gli acciacchi. «Ho giocato tredici gare di seguito fino
a quella con Treviso, dove sono uscito per colpa di un’infiammazione
tendinea che tuttora mi fa soffrire – risponde l’ex petrarchino – per
fortuna che è arrivato il giovane Jan Volschenk a darmi un po’ il
cambio in prima linea. Adesso dobbiamo strigere tutti i denti per
altre quattro gare». Ma la salvezza è ormai in tasca? E’ Massimiliano
Perziano che si sbilancia di più. «Direi che l’obiettivo è raggiunto,
a meno che non ci capiti uno sconvolgimento psicologico. E poi devo
ancora segnare qualche meta per mantenere la media».

Michele Salin

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *