Dal Gazzettino (24.11.2008)

WAYNE SMITH – GLI ALTRI TEST MATCH DEL WEEK END – ALTRI RISULTATI NAZIONALI – Reggio Emilia
NOSTRO INVIATO – I problemi dell’attacco e i dubbi sul ruolo di Masi – di Antonio Liviero –

WAYNE SMITH L’ex tecnico del Benetton e attuale assistant della Nuova
Zelanda, Wayne Smith, potrebbe sedersi sulla panchina degli Ospreys
dall’inizio del 2009. Domenica il tecnico incontrerà i massimi
esponenti della selezione gallese. Gli Ospreys sono nel girone del
Benetton in Heineken Cup, quindi non sarà improbabile vedere Smith a
Treviso nel match del 13 dicembre.

GRAVE INFORTUNIO Durante l’incontro Pistoia-Spezia, Serie C girone toscano, il tallonatore spezzino Cosimo Alessandro è stato vittima di un grave infortunio alla colonna vertebrale che lo ha costretto ad un lungo intervento chirurgico. Cosimo è l’unico sostentamento per sé, la madre e la sorella. Per dare un aiuto al giocatore, lo Spezia Rugby ha aperto il conto corrente "Amici di Alessandro Cosimo" ad uso esclusivo della madre di Cosimo.

L’Iban per i versamenti o i bonifici è in questa pagina

SUPER 10 Dopo quasi un mese di sosta, riprenderà sabato il Super Ten
con la settima giornata. Queste le gare in programma:
AlmavivA-Plusvalore, Casinò di Venezia-Carrera, Montepaschi-Cammi,
Overmach-Futura Park; domenica: Femi CZ-Benetton (diretta su Rai Sport
Più dalle 14). Classifica: Benetton 21, Montepaschi 20, Overmach 19,
Femi CZ 18, Cammi 17, Carrera, Futura Park 12, Casinò di Venezia 10,
Plusvalore 9, AlmavivA 2.

DAL CORSO SPAGNOLO Alberto Dal Corso, trequarti del Petrarca Padova,
impegnato in Spagna col progetto Erasmus dell’Università, sta giocando
a Madrid. Dal Corso milita nel C.D. Hercesa Alcalà Rugby, che
partecipa alla Division de Honor B, pari alla nostra serie A.

TOP 14 Undicesimo turno. Bourgoin-Toulouse 12-18, Bayonne-Montpellier
42-9, Clermont-Perpignan 29-9, Stade Français-Castres 19-12,
Brive-Montauban 33-28, Toulon-Biarritz 10-5, Mont de Marsan-Dax 12-6
(80′ per David Bortolussi del Dax). Toulouse 39, Bayonne 37,
Perpignan, Stade Français 35, Clermont 30.

SERIE A FEMMINILE Quinta giornata. Pesaro-Red Panthers Benetton 5-88,
Roma-Monza 0-12, Biella-Piacenza 7-20, riposava il Sitam Riviera. Red
Panthers Benetton 25, Monza 18, Sitam Riviera 14, Piacenza 10, Roma 5,
Biella, Pesaro 0.

UNDER 19 Settima giornata.Girone 1:Tarvisium-Carrera 0-53, Antares
Benevento-Benetton 0-45, AlmavivA-Montepaschi 32-25, Plusvalore-Vibu
Noceto 18-7, Cammi-Giunti Firenze 24-10. Carrera 31, Benetton 28,
AlmavivA 26, Montepaschi 23, Cammi 19, Plusvalore 17, Vibu 12, Giunti
7, Antares 5, Tarvisium 0.Girone 2: Modena-Amatori San Donà 5-33, Femi
CZ-Overmach 24-15, Casinò di Venezia-HBS Colorno 23-14, Amatori
Milano-Mirano 26-12, MarchiolSanMarco-Grande Milano 11-22. Amatori San
Donà 34, HBS, Overmach 24, Femi CZ 21, Casinò di Venezia 20, Amatori
Milano 19, Modena 14, Grande Milano 6, MarchiolSanMarco, Mirano 0.

Ennio Grosso

 

GLI ALTRI TEST MATCH DEL WEEK END

I Boks cancellano un’onta storica
Skrela rovina della Francia
Irlanda all’8. posto del ranking
 

 

È stato un sabato pomeriggio tutto da dimenticare per Danny Cipriani nel tremendo ko 42-6 a Twickenham dell’Inghilterra con il Sudafrica. La promettente apertura inglese ha inanellato una serie preoccupante di errori al piede e nel timing dei passaggi a cui si è unito di nuovo un calcio di liberazione bloccato che ha permesso a Ruan Pienaar di volare indisturbato in meta. Decisamente una gara dove tutto è andato storto ha ammesso Cipriani in cui difesa il compagno di squadra dei Wasps, Phil Vickery, è intervenuto: Ora è compito della vecchia guardia tutelare e tranquillizzare le giovani stelle emergenti del gruppo.

Mai l’Inghilterra aveva subito una sconfitta interna con un margine di 36 punti e il ct Martin Johnson ha dovuto mestamente riconoscere che i Boksci hanno dato una lezione di pragmatismo, successo che così ha definitivamente cancellato i fantasmi del clamoroso 53-3 del 23 novembre 2002 a Twickenham con cui il XV di Clive Woodward fece un sol boccone degli allora derelitti sudafricani. Ora l’Inghilterra deve dimenticare in fretta la cocente sconfitta e prepararsi per l’arrivo degli All Blacks sabato prossimo.

Se Atene piange, Sparta non ride. E così il popolo del Galles dovrà attendere ancora prima di vedere un nuovo successo dei Red Dragons con la Nuova Zelanda. Un parziale di 23-0 nella ripresa per gli All Blacks ha ammazzato i sogni di gloria di Warren Gatland che sperava di poter dare la vittoria ai suoi dopo 55 anni di digiuno e passare alla storia come il primo coach kiwi al timone gallese ad avere battuto gli All Blacks. Il match invece è finito 9-29 Abbiamo perduto contro la squadra attualmente migliore al mondo e questo genere di sconfitte non può che farci fare progressi per avvicinarci al loro livello di intensità che non cala mai in 80 minuti ha serenamente riconosciuto Gatland a fine partita. Per il test di sabato con l’Australia, il Galles dovrà fare a meno del seconda linea Ian Evans infortunatosi ai legamenti di un ginocchio. Un altro grave stop ad un giocatore degli Ospreys che va ad aggiungersi alla già lunga lista dell’infermeria di quel club anche in vista della sfida di Heineken del 6 dicembre col Benetton.

Il tecnico della Francia Marc Lièvremont ha preso con la dovuta filosofia la beffarda sconfitta 18-13 con l’Australia: Abbiamo dimostrato di potere giocare allo stesso livello delle squadre più forti al mondo. Ma fino a quando non costruiamo il nostro gioco rischiamo di continuare a perdere queste gare.. A questo si aggiungano i 6 errori di David Skrèla (5 dalla piazzola ed un drop) che hanno finito per far pendere l’ago della bilancia a favore dei Wallabies che si sono limitati a badare al sodo evidenziando il cinico gioco redditizio già mostrato in tutto il 2008.

L’Irlanda vincendo 17-3 con l’Argentina ha mantenuto l’ottava piazza nel ranking Irb e quindi sarà inserita in seconda fascia per il sorteggio al Mondiale del 2011. Ma i Pumas hanno ceduto solo nell’ultimo quarto quando la meta dell’ala Tommy Bowe ha allungato lo score fuori portata per gli ospiti. Quando i nostri avversari vengono al Croke Park sanno quello che li aspetta. Ed anche per i Pumas l’accoglienza riservata non è stata differente ha dichiarato capitan Brian O’Driscollrispondendo così per le rime al compagno O’Gara che in settimana aveva accusato il gruppo della nazionale di non giocare con la stessa passione del Munster.

 

 

ALTRI RISULTATI

IL ROSSOBLU GIURIA IN META CON L’URUGUAY
IL TECNICO DEL VENEZIA GAJAN VINCE CON LA REPUBBLICA CECA

Giappone-Stati Uniti 32-17 (a Tokyo).

Coppa Europa Fira: a Praga nella Divisione 2-A Repubblica Cèca allenata da Christian  Gajan (Casinò di Venezia) batte 11-9 la Moldavia con una meta al 75′ dell’ala Martin Jagr del Tolone.

A Montevideo, campionato sudamericano, Uruguay-Cile 46-12 con una meta del flanker Alfredo Giuria del Rovigo e 3 di Nicolas Brignoni (Oyonnax).

Giampaolo Tassinari

 

SERIE A1
7

Lazio 1927 – Udine 37 – 7

Milano – Firenze 43 – 26

Colorno – L’aquila 37 – 15

Alghero – Livorno 8 – 37

Consiag Po – San Marco 45 – 10

San Dona’ – Piacenza 35 – 7

CLASSIFICA

Consiag Po 31, L’aquila 28,  Lazio 27,  Colorno 26, Milano 21,  San Dona’ 15,  Udine 15,  San Marco 14,  Piacenza 11,  Livorno 8,  Firenze 5,  Alghero 5

PROSSIMO TURNO (30/11/08): San Marco – San Dona’, Livorno – Consiag Po, L’aquila – Alghero, Firenze – Colorno, Udine – Milano, Piacenza – Lazio 1927.

SERIE A2
7

Badia – Mirano 2008 30 – 3

Lyons – Pro Recco 24 – 24

S. Gregorio – Benevento 15 – 18

Viadana – Vibu Noceto 12 – 43

Colleferro – Calvisano 3 – 25

Benetton Tv – Brescia 67 – 10

CLASSIFICA

Vibu Noceto 35, Benetton Tv 32, Brescia 28, Calvisano 19, Benevento  19, Badia 18, S. Gregorio 12, Lyons 11, Viadana 11, Pro Recco 8, Mirano  4, Colleferro 1

PROSSIMO TURNO
(30/11/08):Calvisano – Benetton Tv, Vibu Noceto – Colleferro, Benevento – Viadana, Pro Recco – S. Gregorio, Mirano 2008 – Lyons, Brescia – Badia,

SERIE B/3
7

Cus Padova – Casale 32 – 21

Rubano – Villorba 29 – 13

Villadose – Tarvisium 20 – 22

Valpolic. – Valsugana 54 – 0

Cus Verona – Petrarca 39 – 34

Paese – Riviera 8 – 21

CLASSIFICA

Cus Verona 30, Petrarca 29, Riviera 29, Cus
Padova 23, Valpolic. 21, Tarvisium 17, Rubano  14, Paese  13, Casale 12, Villadose 9, Villorba 2, Valsugana 2

PROSSIMO TURNO: (30/11/08)Petrarca – Cus Padova, Villadose – Rubano, Casale – Valpolic., Tarvisium – Paese, Villorba – Cus Verona, Valsugana –
Riviera.


 

Reggio Emilia
NOSTRO INVIATO

Se per i Cariparma test autunnali esistesse il cucchiaio di legno, come nel Sei Nazioni, l’Italia lo avrebbe conquistato per la prima volta. Un risultato che non le fa onore a livello internazionale. Dal 2000, anno in cui ha iniziato a disputare questa finestra stagionale con le big mondiali, non aveva mai perso tutti i test. Di fatto nemmeno nel 2002 quando era finita ko in entrambi (Argentina, Australia), ma aveva vinto le partite di qualificazione mondiale (Spagna, Romania) inserite nel calendario autunnale.

NESSUN PROGRESSO – In realtà se andiamo ad analizzare i risultati di questi sette autunni (nel 2003 e 2007 niente test perchè c’era la Coppa del Mondo) vediamo che il 2008 disastroso non ha poi detto niente di nuovo in fatto di risultati. È che in casa azzurra sono aumentate le aspettative e quindi ora la delusione è maggiore. L’Italia non hanno mai vinto contro una big. Nemmeno contro l’Argentina, ormai da considerare tale. In casa non la battiamo dal 1998 (era pre Sei Nazioni). Le 9 vittorie su 19 match precedenti al trittico perdente attuale sono state ottenute contro Romania (2), Figi (2), Canada (2), Spagna, Stati Uniti e Tonga. Nazionali di terza fascia, che non hanno i benefici di crescita (finanziaria, tecnica, di popolarità) del Sei Nazioni. L’Italia nove anni dopo quindi è ancora al palo. L’unico progresso sono i risultati più equilibrati nelle sconfitte con le grandi e il gap creato con le piccole (nel 2001 a Rovigo il Canada ci batteva, nel 2006 a Fontanafredda ha subito 35 punti di scarto). Ma se le nazionali meno forti si uniscono (vedi Pacific Islanders), pur essendo una selezione e non una squadra, continuano a metterci in difficoltà.

TRIPLICE CORONA – Rimanendo alla terminologia del Sei Nazioni, la Triple Crown spetta al pubblico. Trentamila spettatori all’Euganeo di Padova, 27.500 all’Olimpico di Torino, 19.600 (dichiarati dalla Fir) al Giglio di Reggio Emilia fanno in tutto 77.100 spettatori in tre partite. Con due stadi esauriti. Fossero stati tre (il Giglio tiene 29.380 spettatori) si sarebbe potuto parlare di grande slam. Ma il risultato è eclatante lo stesso. Sia per l’incasso (gli organizzatori hanno guadagnato fra 1,5 e 2 milioni di euro), sia per lo spettacolo degli spalti pieni, sia per l’entusiasmo che si è creato intorno alla nazionale di rugby. Bella e perdente. Da vivere come una festa. Immaginiamo cosa potrebbe succedere se iniziasse a vincere…

CARENZE ALLO STADIO – Le tre partite sono state ben organizzate dalla Rcs, partner della Fir anche per i test 2009. Ma qualche pecca c’è stata in tutti e tre gli stadi. Tipo l’orologio segnatempo assente; il tabellone segnapunti invisibile, messo a livello del terreno di gioco mescolato con i cartelloni degli sponsor; il maxischermo per i replay che proprio maxi non era; le aree di meta troppo strette, a Torino e Reggio addirittura di più che a Padova.

TRUFFA DEL MATCH – In queste carenze per dovere di sportività va inserita la "truffa" dell’uomo del match. Il giocatore premiato a fine partita come migliore. Per esigenze di sponsor, è stato spiegato, a Torino e Reggio Emilia la scelta è caduta solo sugli italiani. Così sono usciti il pilone Carlos Nieto (a cui andrebbe il premio, vero, di miglior azzurro del trittico) e l’ala Kaine Robertson. Mentre a Padova con l’Australia ci può stare che sia stato votato Masi, visto l’andamento del match, negli altri due casi la scelta è ingiusta. Sponsor accontentati, quindi, sportività un po’ meno. Ma c’è il contrappasso. I premiati non sono stati in realtà italiani, ma un argentino e un neozelandese di formazione.

PARISSE NEI TOP 5 – Chi invece è finito con pieno merito nelle 5 nomination stile Oscar per il premio dell’Irb al miglior giocatore dell’anno è Sergio Parisse. Ieri sera al galà di Londra si è giocato il titolo con Dan Carter (Nuova Zelanda), Mike Blair (Scozia), Ryan Jones e Shane Williams (Galles). È il primo italiano a cui tocca un simile riconoscimento. Già il fatto di esserci, visto il livello da cucchiaio di legno dell’Italia, per lui è stato un grande successo.

Ivan Malfatto

 

I problemi dell’attacco e i dubbi sul ruolo di Masi

di Antonio Liviero

Il continuo trasloco di Masi da un posto all’altro della linea dei trequarti non è esattamente il genere di movimento che i tifosi sperano di vedere nel gioco dell’Italia. Estremo, ala, apertura nello scorso Sei Nazioni, di nuovo estremo in questi test autunnali: per il "Trematerra" aquilano che con i suoi break ha entusiasmato Biarritz, la parabola in maglia azzurra rischia di assumere i contorni di uno psicodramma. I motivi sono un paio. Il primo: a 27 anni si sente ancora un precario dell’attacco, per quanto di lusso, mentre ambisce al posto fisso. A quella specializzazione che dà fiducia, automatismi  e padronanza tattica. Secondo: mentalmente e tecnicamente si sente un centro. Ed è in questo ruolo che vuole giocare. Per questione di indentità ma anche perchè è con quella maglia che ha dato il meglio di sè in Francia.

Certo Masi sa benissimo che la polivalenza è diventata un dogma del rugby moderno e che il saper svolgere più compiti è il tratto distintivo dei campioni. Ma sa altrettanto perfettamente che ciò non significa nomadismo dei ruoli. E poi c’è una circostanza un po’ grottesca: in nazionale lo fanno giocare ovunque tranne dove lui vorrebbe. La cosa ha del paradossale se si considera l’importanza tattica crescente che il controllo del "midfield" riveste nel gioco moderno e gli evidenti impacci degli azzurri nelle costruzioni offensive alla cui risoluzione potrebbe essere utile un giocatore delle sue caratteristiche.

Per la verità c’è di mezzo anche il caso. All’arrivo di Berbizier sulla panchina italiana, Masi era fuori per infortunio. Il tecnico francese puntò su Mirco Bergamasco e Canale. E si sa che quello tra i centri è un rapporto simbiotico: l’armonia, la sincronia, il timing si affinano giorno dopo giorno per dare vita a un congegno di precisione. Quando l’aquilano è rientrato, il citì se ne è uscito con la famosa formula dei tre centri. In realtà per privilegiare l’affiatamento Bergamasco-Canale, Andrea è stato dirottato all’ala. I suoi 97 chili e il discreto piede hanno poi fatto credere a Mallett di aver trovato il nuovo Butch James tanto da affidargli la maglia numero dieci: la difesa ne ha beneficiato, la gestione del gioco meno. Il razzo che in Heineken Cup e nel Top 14 squarciava le difese nel mezzo è precipitato in un palese impaccio.

Ora da estremo sta andando meglio, i tecnici azzurri sono soddisfatti. Ha spazi maggiori per lanciare le sue corse. Nella meta all’Australia c’è la sua mano, quella all’Argentina l’ha firmata lui. Ma viste le difficoltà dell’Italia ad attaccare la linea di difesa, la tendenza a subire pressione sugli impatti e a consumare troppi giocatori nelle ruck per liberare la palla, sperimentarlo nel ruolo per cui si sente vocato sembrerebbe un atto di puro buon senso. Potenza e rapidità ne fanno un primo centro in grado di conquistare immediatamente terreno, fissare gli avversari e conservare la palla rimanendo sugli appoggi per attendere l’arrivo dei sostegni o servire, qualità del passaggio permettendo, il compagno nell’intervallo. Un secondo centro rapido ed effervescente come Mirco Bergamasco potrebbe beneficiare al meglio degli spazi creati per dare continuità all’azione dentro la difesa. Inoltre Masi, giocando vicino a Marcato, avrebbe la chance di sperimentarsi da "cinque ottavi" rispolverando il gioco al piede con minor pressione che da mediano. In questo modo l’Italia potrebbe disporre di un’opzione tattica aggiuntiva (in pratica una seconda apertura) per creare incertezza alle difese e occupare il campo.

 

Al presidente Fir brucia in particolare il ko con l’Argentina.

«Summit con tutti i club, poi la riforma del campionato»
Dondi: «Prematuro parlare di selezioni»

 

«La frittata ormai è combinata, inutile recriminare. Pensiamo a come fare meglio la torta la prossima volta, eliminando gli errori».

Cioè a febbraio nel Sei Nazioni. È un Giancarlo Dondi che guarda avanti quello del triplice ko azzurro nei test autunnali. Tanto che il presidente federale è già a Londra, per il galà del giocatore dell’anno, e oggi sarà a Dublino, per la riunione dell’esecutivo Irb. Instancabile.

Più contento per il successo di pubblico o più deluso delle tre sconfitte?

«Tutte e due, anche se delle seconde non ne faccio una tragedia»

Quale le è bruciata di più?

«Con l’Argentina, perchè la consideravamo una squadra alla nostra portata. L’Australia, essere andati vicini a batterla è un buon risultato. I Pacific Islanders li abbiamo trovati anche terza partita, hanno fatto tempo ad amalgamarsi».

Cosa le è piaciuto meno degli azzurri?

«L’aggressività. Nel rugby serve quella, da sempre e a maggior ragione nei confronti internazionali. Se vuoi giocare e vincere devi placcare in avanzamento l’avversario».

Qual è il motivo per cui non riusciamo ad avere risultati?

«Perchè la nostra Nazionale gioca contro dei professionisti, mentre il nostro rugby è ancora dilettantantistico».

L’unica strada per creare il vero professionismo in Italia sono le selezioni, come invocato qualcuno?

«Parlare di selezioni è ancora prematuro parlarne. In Heineken Cup non è ancora detto che ci accettino se ne proponiamo due. E poi chi ci mette i soldi? Per fare del vero professionismo servono quelli».

 

Il manager Carlo Checchinato ha detto che il prossimo consiglio federale di metà dicembre varerà una riforma del campionato e della stagione italiana.

«Prima faremo una riunione con tutti i club di alto livello. Proveremo a spiegare i motivi per cui bisogna cambiare e cercheremo di trovare un’intesa. Dopo porteremo gli esiti che usciranno da questa riunione e le proposte in consiglio deferale. La Fir è il governo delle società. Qualsiasi decisione va sempre presa d’intesa con esse».

Le tre sconfitte avranno un contraccolpo sul prestigio internazionale dell’Italia?

«Non credo. Anche perchè visto i risultati degli altri test, tutto l’emisfero Nord ha dimostrato di avere grossi problemi ad adattarsi alle nuove regole di gioco (Elv), non solo l’Italia. Noi, almeno, la possibilità di battere l’Argentina e l’Australia l’abbiamo avuta».

Peccato non averla sfruttata.

I.M.

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