Dal Gazzettino (26.05.2008)

Due mete di Robertson piegano il Benetton – Dio, mete e carisma La stagione felice di Silao – A Perugini sfugge l’Europa, Bath trionfa in Challenge – Bordon riporta dopo 6 anni la Roma nel Super 10 – Mercier: «Meno errori, più cura nei dettagli e Padova può volare in finale»

Sconfitta di misura in casa del Montepaschi nella seconda semifinale scudetto di andata, ma le possibilità di passare il turno sono ancora aperte

Due mete di Robertson piegano il Benetton

I trevigiani reagiscono nel secondo tempo con una meta di Picone.

Intanto acquistano il nazionale inglese Fraser Waters

Viadana
Treviso contiene in una sconfitta di misura con bonus la prima semifinale del Groupama Super 10, dopo essere stato sopraffatto nella prima frazione da un Viadana volitivo nel gioco al largo e concreto nello sfruttare gli errori degli ospiti.

Nella ripresa gli uomini di Smith sono invece riusciti, grazie ad un gioco molto chiuso attorno al pacchetto a mettere in difficoltà Viadana costretto anche in tredici per due cartellini gialli frutto di indisciplina nel gioco chiuso. Treviso ha così costruito la piccola rimonta con la meta di Picone, uno degli osservati speciali da parte di Mallet che sedeva in tribuna.

Soprattutto è venuta fuori le grande organizzazione della Benetton con i propri avanti dove il rientrante Louw, assieme a Kingi ed alla prima linea hanno costruito la grande pressione che ha impedito a Viadana di muovere la palla per tutto il secondo tempo.

Viadana ha comunque meritato la vittoria per le tre belle mete segnate; ha da recriminare sulla imprecisione al piede di Howarth che avrebbe potuto regalare un vantaggio maggiore e quindi più tranquillità per la gara di ritorno che si preannuncia, comunque al calor bianco.

La cronaca segnala una partenza aggressiva di Viadana che però difetta sul piano disciplinare, tanto da concedere a Goosen la possibilità di passare in vantaggio dopo 7′con un calcio di punizione.

La reazione di Viadana si concretizza con la meta di Pedersen dopo una velocissima azione partita dai ventidue dei padroni di casa, innescata da Erasmus per Robertson (man of the match) che semina avversari in velocità, per poi servire palla a McGrath che riesce a spostare l’asse dell’azione dall’ altra parte del campo dove pedersen può indisturbato andare a marcare.

La ripresa è tutta di Treviso, il ritmo cala vistosamente ed a farla da padrone sono i pacchetti di mischia, ma ci volgiono trenta minuti per vedere gli ospiti andare in meta con picone dopo una infinita serie di pick and go degli avanti bianco verdi.

Viadana non riesce a fare gioco e al 9′di recupero Treviso acciuffa un calcio di punizione che Goosen non sbaglia ridimensionando la sconfitta.

Intanto il Benetton mette a segno il primo grosso colpo di mercato, dopo il centro Marco Neethling del Parma. Si tratta dell’altro centro Fraser Waters, 32 anni, 3 presenze in nazionale inglese, colonna dei London Wasps con i quali ha vinto sei scudetti e l’anno scorso è stato uomo del match nella finale di Heineken Cup. Fraser, nato a Città del Capo, vanta 217 punti e 201 punti con il club di Lawrence Dallaglio, che la prossima settima disputerà l’ennesima finale di Premiership. «Ho sempre desiderato giocate all’estero al termine della carriera – ha detto Waters – e per farlo ho scelto un club vincente. Sebbene Treviso non sia una potenza in Europa, è di sicuro una realtà competitiva del campionato italiano».

 

Dio, mete e carisma La stagione felice di Silao

Silao meravigliao. Sulle note del tormentone di un vecchio show di Renzo Arbore i tifosi del Petrarca intonano peana per Silao Leaega. Il trequarti samoano all’età di 34 anni ha disputato a Padova una delle sue più travolgenti stagioni. Ha contribuito con otto mete alla qualificazione ai play off. Quattro in un solo pomeriggio a Catania. Con i suoi 95 chili di muscoli per 180 centimetri di altezza "Silo" è un giocatore molto fisico. «Per me il rugby è uno sport per guerrieri – racconta -. Quando esco dal campo sono soddisfatto solo se sento qualche dolore alla spalla o alle gambe». Eppure la forza e le mete non bastano a fare di lui un primo centro di rara qualità nel Super 10. C’è dell’altro. Spiega il tecnico Alessandro Zanella, grande estremo del Rovigo di Saby e James: «Leaega è tecnicamente completo, sa usare il piede e ha una visione di gioco ottima. Ma soprattutto ha un carisma naturale che fa di lui un leader e, per capacità di organizzare il gioco, un allenatore in campo».

Silao è nato ad Apia il 24 giugno del ’73. Genitori operai, una famiglia di sportivi. Il padre giocava ala, la madre ha praticato l’atletica fino a 21 anni: 200 e 400 metri. I due fratelli e la sorella, tutti più giovani di lui, sono stati campioni nella pallavolo e nel netball in Nuova Zelanda dove i Leaega si sono trasferiti nell’83. "Silo" ha disputato l’Npc con l’Auckland e il North Harbour. Con le Western Samoa ha esordito nel ’97 durante un tour in Sudafrica. In 17 test ha segnato 160 punti, quasi tutti di piede, ed è il terzo marcatore di tutti i tempi del suo Paese. Nel 2000 è sbarcato a Bologna in A. Dopo un anno si è trasferito a Reggio dove ha conosciuto Sara, sua moglie, e i cappelletti. "Silo" mi ha confessato che gli piacciono col Lambrusco. Gli ho chiesto lumi: il vino lo fai sfumare nella casseruola o lo aggiungi durante la cottura? «Lo metto alla fine, direttamente nel piatto» mi ha risposto. Dopo due campionati da mattatore l’Overmach lo ha portato nel Super 10. Ma un infortunio al ginocchio lo ha bloccato. Nel 2004 il rilancio a Rovigo. Due anni dopo il Petrarca.

Quando smetterà col rugby si stabilirà con la famiglia ad Apia dove si sta costruendo la casa. «Lì ci sono le mie radici» spiega. Il nonno paterno faceva il contadino ed è stato capo villaggio a Lotofaga. Quelli materni erano diaconi in parrocchia. Anche lui è molto religioso. Silao legge il vangelo con la moglie e prega tre volte al giorno. Lui è cattolico, lei protestante. Pregare, dice, gli dà la forza di cui ha bisogno per vivere e giocare. Don Sandro, il parroco della Guizza, lo ha addirittura candidato al consiglio pastorale: non è stato eletto per poco. Il fatto è che i parrocchiani non lo conoscono ancora bene. Ma ora si è reso disponibile per fare volontariato di notte con i barboni.

Quando sarà vecchio racconterà ai nipotini della vittoria sul Galles a Cardiff durante la Coppa del mondo del ’99. Segnò la meta decisiva. Da un raggruppamento nell’area dei 22 ci fu una combinazione 9-8. Lam, placcato, diede a So’oialo, poi la palla arrivò a Lima. "Silao meravigliao" era alle sue spalle. Quando prese l’ovale 10 metri lo separavano dalla meta. Il tallonatore lo placcò a 5 metri dalla terra promessa. Leaega si rialzò. E con il gallese in groppa ricominciò a correre. Crollò a un passo dalla linea. Ma riuscì ad allungare il braccio e a schiacciare in angolo. Infilò anche la trasformazione, angolatissima, e quel giorno furono 7 su 8 dalla piazzola. «Ma più bello ancora – assicura con la voce che si incrina – sarà poter raccontare un giorno l’amicizia che il rugby mi ha dato».

A Perugini sfugge l’Europa, Bath trionfa in Challenge

MUNSTER BIS – Disputando una gara accorta e tatticamente perfetta il Munster dopo 2 anni ritorna sul tetto d’Europa. Al Millennium di Cardiff il XV irlandese ha vinto 16-13 la finalissima di Heineken Cup contro il favorito Tolosa. Una meta del flanker Leamy nella prima frazione e 11 punti al piede di O’Gara sono bastati per contenere i francesi (giallo a capitan Pelous). Una meta di Donguy ha tenuto in parità i tolosani fino ad un quarto d’ora dal termine quando O’Gara ha centrato il piazzato decisivo. Perugini, uscito al 55′ sostituito da Poux, non sarà il primo italiano a vincere la coppa. Declan Kidney lascia nel migliore dei modi la panchina del Munster per approdare a quella della nazionale irlandese.

DIECI ANNI DOPO – Due mete nel primo tempo ad opera di Faamatuainu e Abendanon danno la vittoria al Bath nella finale di European Challenge a Gloucester, dove biancoblu battono 24-16 il Worcester a cui non basta una meta nel recupero di Delport. Il Bath rivince una coppa europea 10 anni dopo il trionfo nella finale di Heineken Cup contro il Brive.

CLERMONT VOLA – Nel 23. turno di Top14 il Clermont (Canale 80′) consolida la leadership travolgendo 38-7 il Brive (Bernabò entrato al 56′). Clamoroso ko dello Stade Français (Parisse 80′, Mirco Bergamasco entrato al 70′) sul terreno pesante del già retrocesso Auch (9-6). Il Biarritz (Masi entrato al 73′) si riavvicina al 4° posto vincendo 20-0 contro un Montpellier sprecone e incapace di concretizzare la netta superiorità evidenziata.

DEANS ULTIMO ATTO – Finale Crusaders-Waratahs sabato a Christchurch nel Super14. I rossoneri di Mc Caw hanno superato in semifinale 33-22 gli Hurricanes con 2 mete di McDonald e 18 punti di Carter, gli australiani hanno avuto la meglio 28-13 sugli Sharks. Robbie Deans guiderà i Crusaders per l’ultima volta avendo accettato il posto di tecnico dei Wallabies.

MERCATO – L’apertura Frédéric Michalak torna da ottobre per tre anni a Tolosa. Nick Evans si accorda con gli Harlequins, Wikus van Heerden passa ai Saracens. Dopo 17 anni a Biarritz il flanker Serge Betsen si accorda per 2 stagioni con i Wasps. Il tecnico Nigel Davies rileva l’omonimo Phil Davies sulla panchina dei Llanelli Scarlets. Il collega Lyn Jones dopo 5 anni lascia a sorpresa la panchina degli Ospreys.

GIAPPONE CAMPIONE – Il Giappone di Kirwan a punteggio pieno si aggiudica il primo Asian Five Nations. Con 31 punti dell’estremo Lifontov il Kazakistan sconfigge 56-27 il Golfo Arabo condannando quest’ultimo alla retrocessione.

Bordon riporta dopo 6 anni la Roma nel Super 10

BORDON IN SUPER 10 -Il tecnico rodigino Stefano Bordon ha riportato la Futura Park Roma nel Super 10 sei anni dopo la retrocessione. Nella finale di serie A giocata ieri al Flaminio la Roma ha battuto 24-10 L’Easy Living L’Aquila costretta almeno a un’altra stagione di purgatorio.

MARATONA VOLKSWAGEN -L’AlmavivA Capitolina Roma è campione d’Italia under 19. Nella finale, disputata nel corso della Volkswagen rugby marathon di sabato e ieri a Fontanafredda (Pordenone), ha battuto 2-1 ai calci il Benetton Treviso allenato da Salamon e Zorzi (tempi supplementari 14-14). Successo per la rugby marathon friulana, che ha visto passare nell’arco di 42 euro 3mila persone dal comprensoriale di Fontanafredda. Al raduno Civ hanno partecipato 203 bambini di 7 società. Gianluca Guidi ha tenuto il meeting per i tecnici, Enrica Quaglio quello formativo per i genitori. La selezione under 16 del Forum Iulii allenata da Cristofoletto ha battuto 44-12 gli inglesi del Doncaster. Il XV della provincia Nolice guidato da Cantiello ha sconfitto 72-15 il Lugano Rugby di Luca Tramontin.

SPAREGGI DI C – Vince il Villadose, perdono Pordenone e Monselice negli
spareggi di serie C valevoli per la promozione. Risultati e fra
parentesi i punti dei match d’andata disputati ieri: Borgo
Poncarale Union Rapps Pordenone 17-12 (4-1), Cus PaviaPorta Portese
Roma 25-5 (5-0), Lions AmarantoPolisportiva Trepuzzi 34-7 (5-0),
Biella Università 34-3 (5-0), Fulviatour Villadose Tirreno 31-22
(5-0), Reno BolognaRivoli 41-10 (5-0), Halley Ercole
Monselice Primavera Rugby 11-15 (1-4), LeccoAmatori Messina 40-6 (5-0).

SEVEN LA COLONNA – Sabato a Mirano 5. torneo di rugby seven La Colonna, associazione che si occupa di lesioni spinali. L’obiettivo è l’acquisto di un Ecocolordoppler da donare all’ospedale di Dolo. Al torneo parteciperanno oltre 300 atleti. Alla fine maxi party di terzo tempo a partire dalle ore 21.(im)

L’ALTRA SEMIFINALE. L’ESTREMO FRANCESE VEDE LA SFIDA CON CALVISANO APERTA NONOSTANTE IL 18-20 DEL PLEBISCITO

Mercier: «Meno errori, più cura nei dettagli e Padova può volare in finale»

«Errori e dettagli». In pochi minuti d’intervista Ludovic Mercier ripete all’infinito queste parole. «Quando ti giochi una semifinale o una finale sono gli errori e i dettagli a fare la differenza. Sabato il Petrarca ha perso alcuni palloni importanti, preso qualche penalità di troppo, fatto scelte sbagliate nei momenti topici, fallito touche su nostro lancio. Così la semifinale scudetto l’ha vinta il Calvisano, che si sbagli ne ha fatti meno. Contemporaneamente a Cardiff nella finale di Heineken Cup il Tolosa ha perso molti palloni, fatto più errori del Munster. E la Coppa Europa l’hanno vinta gli irlandesi. Nelle partite decisive, quando due squadre si equivalgono, la differenza sta tutta qui».

È un campione di pragmatismo il 31enne apertura-estremo francese, oltre che di strategia e di balistica quando è in campo. È passato da eroe della qualificazione ai play-off, con il drop decisivo contro Parma, all’errore nella trasformazione sulla meta di Canale, che poteva dare il pari nella prima semifinale scudetto Carrera-Cammi (18-20), ma in questo caso non se ne fa un cruccio. «Era una trasformazione difficile – spiega – Non la ritengo decisiva, perché anche il calciatore del Calvisano ha sbagliato qualche piazzato. Avrei potuto giocare meglio, certo, ma non è mai un singolo a determinare il risultato di una partita. Lo determina tutta la squadra. Stavolta, pur colmando il gap del 48-17 con cui il Calvisano ci ha battuto a Padova durante il torneo, ci sono mancati alcuni dettagli per farlo».

Proprio questa inezia rende il cecchino francese ottimista per il ritorno di sabato in Lombardia. Anche se i precedenti Petrarca-Calvisano nelle semifinali playoff ’02 e ’03 vanno nella direzione opposta. In entrambi i casi il Cammi è venuto a vincere di misura al Plebiscito (21-18, 16-13). Recuperare i tre punti sembrava alla portata. Invece i bresciani hanno vinto anche i match di ritorno (21-18, 31-10). «Sarà dura ribaltare il risultato, lo sappiamo. Però la pressione ora si sposta su di loro. Noi non abbiamo nulla da perdere. Basterà un calcio in più, visti i due punti di differenza, per capovolgere il risultato e andare in finale. Come ottenerlo? Curando meticolosamente con il lavoro in settimana i dettagli e gli errori costati sabato la sconfitta».

Mercier non è spaventato nemmeno dalla maggior attitudine ai match di alto livello dei rivali. «Nel Petrarca ci sono meno giocatori abituati a giocare partite decisive. Ma ce ne sono altri come Laega, Davis, Little che l’attitudine ce l’hanno e possono guidare i compagni». Uno di questi è proprio lui, Mercier, entrato con i 13 punti di sabato nella top 5 dei marcatori del torneo. È pronto a mettere a disposizione tutta la sua esperienza internazionale per il sogno non ancora svanito del Petrarca. La finale scudetto.

Ivan Malfatto

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *