Dal Gazzettino (18.06.2007)

Tri Nations, due drop di Steyn gelano l’Australia – L’Italia A resta a secco – Donne: rivincita di Treviso – Nel Super 10 si prospetta un suggestivo confronto tecnico tra
sudafricani: l’astro nascente degli allenatori contro il vecchio
santone – La rivoluzione in touche tra scambi e depistaggi – IL BENETTON E LA RICHIESTA DI REGOLE PER L’EUROPA – PARLA IL
PRESIDENTE DELLA LIRE
Manzoni: «Da mesi chiedo chiarezza sulla Celtic». Più soldi dall’Erc,
è quasi fatta – Allori, da Treviso a Edimburgo con il miraggio della Celtic – In un quadriennio, secondo i dati del centro studi, sono aumentati del 42 %
Tesserati Fir oltre i 60mila.

Tri Nations, due drop di Steyn gelano l’Australia

TRI NATIONS E’ andata al Sudafrica la prima sfida del Tri Nations
2007. A Città del Capo gli Springboks hanno sconfitto 22-19
l’Australia al termine di una partita intensa e decisa solo allo
scadere grazie a due drop del giovane François Steyn entrato a metà
ripresa al posto di uno spento Willemse. Una meta a testa (Fourie per
il Sudafrica al 13′, Giteau per l’Australia al 30′), tutte nel primo
tempo che si è chiuso con l’Australia avanti 16-10. Inoltre, per gli
Springboks tre piazzati e una trasformazione di Montgomery, quindi i
due drop finali di Steyn, mentre per l’Australia 4 piazzati e una
trasformazione del capitano Mortlock. Sabato prossimo, nel secondo
turno, sfida tra Sudafrica e Nuova Zelanda.
NUOVA ZELANDA Valanga nera anche sul Canada. Gli All Blacks hanno
travolto il XV canadese 64-13 segnando 10 mete, tre delle quali di
Carter. In meta anche Sivivatu, McAlister, Schwalger, Hore, Masoe,
Howlett e Gear, quindi 7 trasformazioni di Carter. Per il Canada una
meta di Pyke, quindi due piazzati e una trasformazione di Pritchard.

PACIFIC NATIONS CUP Nel quarto turno del Sei Nazioni dell’Emisfero
Sud, gli All Blacks Junior hanno rullato l’Australia A staccando
proprio i Wallabies in graduatoria. Successo neozelandese per 50-0 e
sette mete all’attivo. Samoa ha vinto in Giappone 13-3, Tonga ha
battuto in trasferta Fiji 21-15. Classifica: Junior All Blacks 20,
Australia A 14, Samoa 8, Fiji 7, Tonga 5, Giappone 4.

CURRIE CUP Inizia sabato la Currie Cup 2007. Nella Premier Division
questi gli incontri: sabato, Cheetahs Free State-Boland e Blue

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Bulls-Valke; domenica, Western Province-Lions. Griquas-Sharks, il
quarto incontro della prima giornata, verrà disputato invece il 14
luglio.

FORFAIT Elvis Vermeulen, terza linea del Clermont Auvergne e della
Nazionale francese, ha dato forfait per I prossimi Mondiali a causa di
un’ernia al disco e dovrà essere operato.

STAFF INGHILTERRA L’ex pilone inglese Graham Rowntree è entrato a far
parte dello staff dell’Inghilterra e allenerà gli avanti.

Ennio Grosso

L’Italia A resta a secco – Donne: rivincita di Treviso

MERCATO Stuart Grimes, 33 anni, 2. linea scozzese, giocherà il prossimo
campionato con il Carrera Padova. Grimes ha giocato 71 test con la
Scozia e disputato due mondiali (1999 e 2003). Proviene dal Newcastle
ed era in predicato di giocare a Treviso. Il Venezia Mestre ha
ingaggiato la 2.linea neozelandese Aaron Remeka; l’Arix Viadana ha
chiuso le trattative con i piloni Mattia Cagna (Colorno) e
l’italo-sudafricano Andrè De Bonis (Amatori Catania). Il Gran Parma ha
preso tre nuovi stranieri, il centro sudafricano Jan Cloete, il pilone
argentino Marcelo Munoz, il n. 8 scozzese Andy Rennick, quindi Andrea
e Diego Saccà, 2. linea e centro (entrambi dalla Capitolina), Andrea
Onori, ala (Carrera), Yari Dubini, ala (Reggio Emilia) ed è in
trattativa con Pedrazzi (Arix) e Vezzosi (Prato). Il Rovigo avrebbe
preso il centro argentino Juan Pablo Sanchez (Benevento) e la 3. linea
Gabriele Rubini (Piacenza). La Capitolina si è assicurata l’estremo
neozelandese Luke Devcich.
ITALIA A La Nazionale ha chiuso senza vittorie l’IRB Nations Cup di
Bucarest. Tre sconfitte in tre gare. Dopo essere stata battuta
dall’Argentina A 27-20, dalla Romania 19-8, sabato è arrivata la terza
sconfitta contro la Georgia per 22-20. Per la squadra azzurra meta di
Sepe e 5 calci di Orquera.

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SERIE C Dopo un anno la Tarvisium è tornata in serie B. Unica veneta
ad aver partecipato all’ultima fase per la promozione, la Tarvisium ha
vinto anche il ritorno con l’Amatori Napoli 56-7.

COPPA ITALIA DONNE Nuovamente Red Panthers Benetton e Mira a
contendersi una finale. Stavolta l’ha spuntata la squadra trevigiana
che a Padova ha vinto la Coppa Italia vincendo 19-15.

BEACH RUGBY Il Padova Beach Rugby, guidato da Christian Sauan,
trequarti del Rovigo, ha vinto ad Oderzo la "Inerti del Piave Cup",
prima tappa del Campionato italiano di Beach Rugby.

NUOVA RIVISTA La prossima settimana in 3 tappe verrà presentata la
nuova rivista Rugby Club Il Magazine del Rugby Triveneto. Lunedì 25
giugno a Fontanafredda per le province del Friuli e Belluno, martedì
26 a Padova (Guizza) per le province di Padova, Rovigo, Vicenza,
Verona, Trento e Bolzano, mercoledì 27 a Treviso (Monigo) per le
province di Treviso e Venezia.

E.G.

Nel Super 10 si prospetta un suggestivo confronto tecnico tra sudafricani: l’astro nascente degli allenatori contro il vecchio santone

Treviso e Rovigo lanciano il derby di mister Smith
Franco alla guida di un Benetton stellare a cui si aggiunge l’ala
Horak. Nelie, ex ct degli Springboks, in predicato di tornare con i
rossoblù

Franco Smith contro Nelie Smith. L’astro nascente contro il vecchio
santone. Il prossimo Super 10 potrebbe proporre questo suggestivo
derby sulle panchine di Treviso e Rovigo. Un duello fra omonimi che
racchiudono nel loro cognome la parabola di 40anni di rugby
sudafricano targato Springboks. Ovvero di rugby efficace, vincente e
di alto livello. Una vera manna per un campionato che ha bisogno di
recuperare appeal, motivi di interesse e caratura tecnica.
Franco Smith, 35 anni, 9 caps da giocatore con il Sud Africa, è già

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ufficialmente l’allenatore di un Benetton Treviso che si annuncia
stellare. Ai vari Van Zyl (pack leader dei Cheetahs che il tecnico si
porta in Italia), Louw, De Jager, Davide Duca e tutti gli altri
acquisti dovrebbe aggiungersi Mike Horak, 31 anni, forte ala
sudafricana di passaporto inglese.Viene dai London Irish ed era un
vecchio pallino di Bob Dwyer, amico di Vittorio Munari. L’obiettivo
oltre al campionato è l’Europa. Nel senso di far tornare competitivo
il Benetton in Heineken. Dove proprio Smith da mediano di apertura lo
aveva lasciato tre stagioni fa capace di centrare tre vittorie nella
fase eliminatoria. Da allonatore ora il suo sogno è portarlo per la
prima volta ai quarti di finale. Dopo due stagioni da assistente ai
Cheetahs, con vittoria della Curie Cup, per Franco è il debutto da
head coach. Un’incognita quindi, ma anche il massimo dello stimolo a
fare bene, visto che a fianco ha un Munari che parla lo stesso
linguaggio tecnico, una rosa competitiva e una società solida.

Presupposti diametralmente opposti a Rovigo. La società è ancora in
alto mare: sfumata la cooperativa per rilevarla guidata
dall’associazione di tifosi "Treno Rossoblu" ota potrebbe nascerne una
formata da ex giocatori. Il bilancio manca ancora di alcune poste per
non rischiare la chiusura in rosso. La rosa è stata fatta sulla carta
dal ds Umberto Nalio, ma senza la risoluzione delle vicende societarie
potrebbe rivelarsi carta straccia.

Un clima da ultima spiaggia, come sempre. Dove però è stata partorita
un’idea suggestiva. Affidare la guida tecnica della FemiCz al vecchio
amico Nelie Smith, 74 anni, ex ct degli Springboks anni ’80 (27
vittorie, 1 pari, 3 sconfitte). Nelie è stato l’artefice dell’ultima
era di gloria rossoblu, vincendo uno scudetto in panchina (’88) e
ponendo le basi per il successivo (’90). Il rugby della sua epoca non
esiste più. Forse non ha mai allenato un punto d’incontro. Però il suo

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carisma, la sua competenza su fondamentali e mischia chiusa potrebbero
essere il detonatore per rigenerare un ambiente comunque fertile. Non
troverà campioni come Botha, Lupini, Brizzante, Brunello e altri. Ma
gente come Tommaso Reato (si è laureato venerdì a Padova in filosofia
con una tesi su Kierkegaard, complimenti) & C. con lui potrebbero fare
un salto di qualità.

Nelie telefonicamente avrebbe dato l’ok a tornare in Italia insieme a
un giovane allenatore sudafricano, che gli farebbe da uomo di campo e
da preparatore atletico. L’intenzione è di affidargli anche la guida
di una scuola allenatori rodigini. Ora si tratta di tradurre le
intenzioni e le disponibilità verbali in realtà. Poi il rugby italiano
potrà godersi il derby dei mister Smith. Una sfida veneto-sudafricana
davvero fuori del comune, in barba ai loro cognomi

Ivan Malfatto

La rivoluzione in touche tra scambi e depistaggi

Gestire una touche è una faccenda terribilmente complessa.
Inimmaginabile fino a dieci anni fa. I lanci si fanno e si disfano di
settimana in settimana per evitare, nell’era del videospionaggio, di
farsi rubare o "sporcare" la palla. La parola d’ordine è depistare. Il
tallonatore varia il repertorio delle traiettorie. Si cambiano spesso
saltatore e modo di saltare: una volta si sale in verticale, un’altra
indietreggiando, un’altra ancora in avanti. E si modifica il tipo di
schieramento: completo, ridotto, con numeri sempre diversi di
componenti. Con inserimento a volte del mediano di mischia come
sostegno e, perché no, come saltatore. Tutto per impedire
all’avversario di organizzare blocchi di contrasto efficaci.
La novità più rilevante di questo inizio secolo è lo "scambismo"
(ovviamente omologo, tra compagni dello stesso schieramento). Sui
lanci si vedono frenetici balletti con continui scambi di posto tra

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saltatori e sostegni. Si mettono giocatori a fare da esche e si
simulano ascensori per attirare gli avversari in un settore lontano da
quello in cui verrà indirizzata la palla. Il saltatore invece cerca un
intervallo nello schieramento opposto e si posiziona per il balzo in
corrispondenza di esso. Possibilmente davanti al "lungo" avversario. A
volte si vedono due saltatori che sostengono la terza torre o che
proiettano in aria un sostegno.

Uno dei trucchi più utilizzati, ai limiti del regolamento, è il salto
anticipato: si effettua con almeno due blocchi ravvicinati di cui uno
completo, cioè con due sostegni e un saltatore. Quest’ultimo ascensore
entra in azione un attimo prima del lancio in modo da far credere che
sarà su quella rampa che arriverà la palla. Uno dei due sostegni però
si stacca tempestivamente e va a completare il blocco dell’altra torre
sul quale verrà effettivamente inviato l’ovale. Ma il regolamento
prevede che il saltatore non debba staccare i piedi da terra prima che
il lancio sia partito. Il problema per l’arbitro è spesso quello di
stabilire se l’anticipo è stato volontario o innescato da un ritardo
del lanciatore.

Anche in questo settore la comunicazione è vitale. Le difese, infatti,
decifrano gli annunci delle combinazioni, formule di lettere e cifre.
A volte le squadre usano una parola, sempre diversa, le cui lettere
raggruppano l’intera catena del movimento. Quando invece si esegue una
touche aperta, in cui il lancio e il salto vengono stabiliti in
rapporto al piazzamento dell’avversario, alcuni tecnici frammentano le
informazioni: il 9 ad esempio annuncia il lancio, il tallonatore il
tipo di presa, il saltatore il resto.

Questa "giostra" richiede molte ore di preparazione. Da quel che so
una squadra di alto livello ha un repertorio che comprende tra le 40 e
le 50 combinazioni da ripetere ogni settimana con opposizione. Forse

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sono più numerose dei lanci d’attacco, e questo dice tutto
sull’importanza strategica della touche. Si tenga conto che gli
infortuni, il turnover e le numerose sostituzioni consentite nel corso
di una partita, obbligano ad allenamenti con rotazioni permanenti dei
giocatori nello schieramento in modo che chiunque entri in campo si
possa integrare perfettamente nel sistema. A questo proposito i
giocatori sono dotati di un computer e di un disco contenente tutti i
dati e le informazioni utili. Altro che videogame nelle ore libere.

IL BENETTON E LA RICHIESTA DI REGOLE PER L’EUROPA – PARLA IL PRESIDENTE DELLA LIRE

Manzoni: «Da mesi chiedo chiarezza sulla Celtic». Più soldi dall’Erc, è quasi fatta

«Sulla Celtic League sono sei mesi che martello Giancarlo Dondi. Solo
tu puoi fare chiarezza, ho detto al presidente della Fir, e poi
ufficializzare con un bel comunicato che tagli al testa al toro qual è
situazione vera e definitiva sulla partecipazione dell’Italia».
Sandro Manzoni, presidente della Lire, entra in scena così sul tema
lanciato la scorsa settimana dal Benetton Treviso. «Noi siamo pronti
per l’Europa: Heineken Cup, Celtic League o selezioni – aveva detto
parola più parola meno il numero uno del club, Amerino Zatta – ora
dateci le regole». Manzoni ha letto l’articolo, preso il telefono e
fatto sapere la sua posizioni sulla questione Celtic. Che consiste
nella richiesta di chiarezza fatta da mesi a Dondi. All’interno di
quel rapporto costruttivo, ci tiene a precisare, che hanno instaurato
da tempo Lire e Fir. «Mi risulta – completa il suo discorso Manzoni –
che il presidente federale abbia scritto una lettera ai responsabili
della Celtic League e aspetti al più presto una risposta. Da quella
risposta sapremo, finalmente, se l’Italia avrà un ruolo, ed
eventualmente quale, nella competizione».

Se le porte del torneo celtico, comunque, non sarà prima del 2008-09.

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Questo a rigor di logica, visti i tempi stretti per la prossima
stagione e il numero di squadre già raggiunto dal torneo con la
scomparsa del Border (10), che non rende necessario l’arrivo di
un’italiana per essere pari. Da subito, invece, andrà in vigore in
Europa l’aumento di finanziamenti ai club italiani da parte dell’Erc,
se verrà firmato il rinnovo dell’accordo di Parigi. Su questo fronte
dopo una lunga e travagliata gestazione, ben 15 riunioni, siamo in
dirittura d’arrivo. La revoca del boicottaggio dell’Heineken Cup dei
club inglesi e francesi ha sbloccato tutto.

«Il rinnovo del documento che regge le sorti delle Coppe Europee, in
gergo detto accordo di Parigi, dovrebbe avvenire nella riunione
fissata il 3 luglio a Dublino – spiega ancora Manzoni, rappresentante
dell’Italia (per la Lire) in seno all’Erc insieme a Orazio Arancio
(per la Fir) – La nuova intesa resterà in vigore per sette anni (5+2).
Tra le sue clausole è previsto l’aumento dei finanziamenti alle
squadre italiane, che passeranno dall’attuale 9 % del budget messo a
disposizione dall’Erc all’11 % nel 2007-08 e al 12,5 % dal 2008-09 in
poi». Per l’Italia si tratterà di un buon gruzzoletto in più (ora
riceve dalle coppe circa 3,5 milioni di euro). «A regime – conclude
Manzoni – i soldi in Europa verranno così ripartiti: 24 % del budget a
Inghilterra e Francia, le due realtà trainanti delle coppe; 13,25 % a
Galles, Irlanda e Scozia; 12,25% dell’Italia. Per noi non sarà ancora
la parità con le celtiche, ma dal 5 % dei soldi che prendevamo nel ’99
(saliti all’8,5 % dal 2003-04 e al 9 % dal 2004-05) è un incremento
del 7,25 %. In cambio, però, i partner europei ci chiedono pubblico e
risultati, finora definiti da loro stessi disastrosi per le italiane.
Quando li otterremo la parità totale con le tre celtiche non sarà più
una chimera».

I.M.

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Allori, da Treviso a Edimburgo con il miraggio della Celtic

Intervista al 28enne pilone: «Lì non guadegnerò di più, ma potrò
migliorare». Cuore argentino: «Sono orgoglioso che Loffreda sia stato
scelto dal Leicester»

Tucuman
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Dal Benetton Treviso agli Edimburgh Reivers. È la parabola di Augusto
Allori, 28 anni, pilone nato a Tucuman, una città del nord Argentina
dove si gioca un rugby ruvido. È il primo protagonista del campionato
italiano a passare con una franchigia scozzese. A Edimburgo troverà
Massimo Cuttitta, assistant del gallese Lyn Howells (ex Lenonessa).

Perché vai a giocare in Scozia?

«È una scelta di vita e di rugby, lì giocherò la Celtic League. Non si
guada più che in Italia, ma è più stimolante, posso migliorarmi, farmi
notare di più e dare una svolta alla mia carriera».

Il ct dell’Argentina Marcelo Loffreda va invece ad allenare in
Inghilterra, nei campioni della Premiership del Leicester.

«Loffreda è molto in gamba, conosce tanto il rugby, il Leicester non
l’ha preso per caso. Mi sento orgoglioso: i maestri inglesi che
chiamano un argentino ad allenare il loro club più forte è un
riconoscimento al valore di tutto il rugby argentino».

Negli ultimi 10 anni i Pumas sono molto migliorati, quali i motivi secondo te?

«Molti giocano all’estero ad un livello molto più alto che in
Argentina, questo ha migliorato sia le qualità tecniche del già buon
giocatore argentino, sia la preparazione fisica carente che era dovuta
al fatto di essere dei dilettanti; per finire un po’ di merito lo
darei anche a Loffreda».

Come ti sei avvicinato al rugby?

«Ho iniziato a giocare a rugby all’età di 4 anni col mio club: Tucuman
Lawn Tennis Club. Dall’età di 17 anni in avanti ho sempre fatto parte
della selezione provinciale. Sono stato convocato nei Pumas "A"
giocando contro Cile e Paraguay. Sono venuto in Europa per fare il

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professionista. Ho giocato in Francia, nel Brive il campionato 2000/1,
poi i successivi nel Tarbes. Nel 2003/4 sono venuto in Italia a
Catania e poi i 2 campionati successivi nel Benetton dove ho vinto 2
scudetti e una supercoppa».

Differenze, pregi e difetti dei tre rugby argentino, francese e italiano.

«Mi piace molto il tipo di gioco francese e la passione di loro
tifosi. In Italia sono stato molto bene, è il posto ideale per vivere,
italiani e argentini siamo molto simili. Sono molto contento di aver
giocato al Benetton. A Catania si puntava tutto sul gioco della
mischia, non c’era la qualità dei tre quarti e l’organico per
sviluppare un gioco più completo. Del rugby argentino mi manca
l’ambiente, gli amici, i miei compagni del club Lawn Tennis».

Che opinione hai dei club italiani?

«Del Catania preferisco non parlare. Il Benetton è un club ben
organizzato, molto serio, lo staff lavora bene e segue con attenzione
i giocatori».

Che prevedi per l’Italia e l’Argentina alla World Cup?

«Gli azzurri possono essere sorpresa, come i Pumas nel ’99. Per
l’Argentina è raggiungibile la semifinale».

Walter Pigatto

 

Tesserati Fir oltre i 60mila

In un quadriennio, secondo i dati del centro studi, sono aumentati del 42 %

Il rugby italiano è diventato grande. Lo afferma la Fir parlando dei
dati statistici illustrati dal presidente della federazione Giancarlo
Dondi ai presidenti dei comitati regionali nella riunione svoltasi a
Bologna. Sono dati elaborati dal centro studi della Fir relativamente
all’evoluzione dei tesserati e delle squadre negli ultimi anni.
«Il quadriennio preso in esame – si afferma in un comunicato – è
quello che va dalla stagione 2003/04 a quella appena conclusa. Nel
corso di tale periodo il numero dei tesserati è aumentato del 42%
passando dalle 43.643 unità alle attuali 61.908. I giocatori che nel

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2003 erano 35.550 sfiorano oggi i 50.000 (il dato esatto è 49.649). Di
grande rilievo il numero dei giocatori juniores (u15 u19) cresciuto in
quattro anni di circa 6.000 unità.

La ricerca ha messo in evidenza un altro numero significativo, quello
relativo ai rinnovi. Nel 2006 si sono avuti 32.467 rinnovi che
rispetto ai 26mila del 2004 testimoniano una grande continuità in
contrasto al rischio dell’abbandono soprattutto fra i più giovani.

Il Presidente, illustrati i dati relativi ai tesseramenti giocatori,
si è poi soffermato sui dati delle società che nel 2003 erano 563 ed
oggi 724.

La Fir nel quadriennio trascorso ha investito molto anche nel supporto
organizzativo ai comitati regionali mettendo loro a disposizione
personale qualificato, aumentando del 79 % il numero complessivo degli
allenatori, oggi 3.633, e accresciuto il numero degli arbitri
tesserati da 492 a 586 innalzandone la preparazione grazie all’opera
svolta dalla struttura didattica che nella stagione 2005/06 ha
effettuato 311 interventi, contro i 171 del 2002/03».

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