Dal Gazzettino (09.07.2007)

Marcello Cuttitta e la meta che aprì le porte del mondo – Giazzon a Rovigo Bressons al Ghial Zatta da 10 e lode

Marcello Cuttitta e la meta che aprì le porte del mondo

Dopo i 70 punti incassati dagli All Balcks nella Coppa del mondo ’87,
l’Italia si trovò a giocare una difficilissima partita a Christchurch
contro l’Argentina. All’inizio dell’ultimo quarto, gli azzurri erano
sotto 10-16. Sugli sviluppi di una touche a metà campo gli avanti
italiani abbozzarono un maul. La palla uscì rapida per la “giocata 4″:
Collodo, salto del primo centro, inserimento dell’estremo, discesa
dell’ala. Al 64′ del 28 maggio sul lato aperto del Lancaster Park
c’era Marcello Cuttitta: temperamento latino, scuola sudafricana,
dinamite nelle gambe. Quel giorno Marcello era toccato dalla grazia di
Ovalia. Aveva 21 anni, la vita davanti e la fiducia in canna. Si era
liberato da qualche settimana di un peso che lo opprimeva: la salute
del padre, ammalatosi durante un viaggio di lavoro in Pakistan. Una
disidratazione ne aveva messo in pericolo la vita. Lui e Massimo, il
gemello pilone che lo raggiungerà presto in maglia azzurra, erano
piombati in una spirale di angoscia terribile. Ma il giorno della
partenza per la Nuova Zelanda, il babbo si era presentato a sorpresa
all’aeroporto di Fiumicino per salutarlo e rassicurarlo sulla completa
guarigione. Marcello ne fu enormemente sollevato e da quel momento
potè pensare solo al rugby. Inoltre nella tormenta All Blacks, non
avendo avuto palla per l’incanto delle sue corse, aveva immolato i
suoi 85 chili al placcaggio perpetuo di quei bisonti scatenati,
uscendone rinfrancato nello spirito dagli elogi personali della stampa
e degli osservatori neozelandesi.
Forse per tutti questi motivi su quella palla candida e svelta che
Tebaldi gli servì al minuto 64, Cuttitta sbalordì il mondo con una
mossa che in Italia, nel mezzo della notte, sfuggì all’occhio
assonnato del telespettatore inesperto: rallentò la corsa. Proprio
così: anziché lanciare subito le sue falcate esplosive dentro la
difesa, appoggiò leggermente il piede sul pedale del freno. Lo fece
d’istinto. Con un movimento che appartiene solo ai fuoriclasse. In
questo modo si allineò ai difensori preparandosi il terreno.

Il primo puma che si gli parò di fronte fu il diretto avversario, Juan
Lanza: lo saltò con una finta secca. Poi accelerò. Puntò l’estremo
Salvat e lo stordì con il suo folgorante interno-esterno. Entrato
nell’area dei 22 gli arrivò lateralmente l’altro Lanza, che aveva
attraversato tutto il campo. Marcello lo respinse con un frontino e si
involò verso la meta. Silva però stava rinvenendo e tentò di
abbrancarlo da dietro prima della linea, ma l’ala italiana, fiutato
l’odore della belva ferita che tornava, terminò la sua corsa deliziosa
di 50 metri con un tempestivo tuffo liberatorio: 16-16.

L’Italia lottò. In prima linea Lupini non perse colpi nel massacrante
duello con Dengra, il pack azzurro tenne testa alla temuta bajadita. E
a sette minuti dalla fine arrivò addirittura la palla della vittoria.
Fabio Gaetaniello si trovò libero davanti alla porta, a due metri
dalla linea. Sarebbe bastato un comodo calcetto per sospingerla in
area e schiacciarla. Invece tentò di raccoglierla e commise un in
avanti. Gli azzurri difesero un pari che poteva una fortuna per il
rugby italiano fino a un minuto dalla fine, quando Porta li pugnalò
con un piazzato. A tempo scaduto la meta di Gomez su una touche rubata
suonò come una beffa.

Rimase impressa di quella partita la gemma di Cuttitta. Una delle mete
più belle del mondiale, che contese alla travolgente cavalcata
coast-to-coast di Kirwan contro l’Italia il premio messo in palio da
una casa automobilistica giapponese.

A. Liviero

Giazzon a Rovigo Bressons al Ghial Zatta da 10 e lode

Ghial Calvisanoscatenato sul mercato. I bresciani, che potrebbe
prendere il posto libero in B dper la fusione Brescia-Leonessa, ha
ingaggiato il 2. linea australiano Ben Hand, il pilone sudafricano
Ruan Vermeulen e il mediano di origine australiana Mattew Bressons, ex
Rovigo e Cus Padova, l’anno scorso in forza all’Alghero. L’Overmach
Parmaha preso il pilone sudafricano Attie Winter, il 2. linea samoano
Pelu Taele e ha convinto l’ex dg del Gran Rugby Roberto Manghi ad
assumere l’incarico di direttore dello sviluppo e del Marketing.
L’Arix Viadanaha ingaggiato il trequarti, scozzese di formazione
italiana ed ex under 21 Ross Curle.
Infine ilFemi Cz Rovigo.La nuova cooperativa del Rugby Rovigo ha già
incontrato i primi ostacoli, visto che si trova a far fronte a
problemi di stipendi e premi salvezza dello staff tecnico, medico e
dei giocatori. Intanto, dopo gli arrivi di Bocchini, Estomba e
Sanchez, un nuovo tassello con Davide Giazzon, tallonatore del
Mogliano e Nazionale under 21. Sul fronte allenatore dovrebbe essere
Massimo Brunello ad assumere la carica, mentre Nelie Smith potrebbe
diventare responsabile tecnico del settore giovanile.

Amerino Zattaha centrato sabato l’ambito traguardo dei dieci anni da
presidente delBenetton Rugby.Era infatti il 7 luglio 1997 quando
assunse la carica. Zatta entrò a far parte del consiglio del Benetton
Rugby nella stagione 1981/82, il 25 settembre 1989 venne eletto vice
presidente e poi, come detto, il 7 luglio 1997, assunse la carica di
Presidente, ruolo che ricopre tuttora. Una cavalcata di successi. Da
dirigente del Benetton Zatta ha vinto 11 scudetti, uno da consigliere,
3 da vice presidente e 7 da presidente, 2 Coppe Italia e una
Supercoppa.

Ennio Grosso

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *