Dal Gazzettino (24.09.2007)

RISULTATI & GIRONI – Con la Scozia l’Italia si aggrappa alla mischia – sono passati anche Gianni Petrucci e altri vip; la festa per i cento
cap di Troncon, Galthiè iniziato alla cucina italiana – Bortolami a rischio per un colpo al collo – Cultura e glamour sono sempre più ovali – Benetton e Cammi sconfitte da Stade Francais e Narbonne

RISULTATI & GIRONI

Scozia2 regge meglio di Italia1 agli All Blacks, Paterson ko

Ieri a Edimburgo nel girone C la Nuova Zelanda ha rifilato alla Scozia la sconfitta più pesante di sempre 40-0 (pt 20-0). Sei le mete: 2 Doug Howlett (sale a quota 48 in carriera, supera Cullen e diventa l’All Black più prolifico di sempre), McCaw, Williams, Kelleher, Carter (anche 2 cp e 2 tf). Gli scozzesi hanno schierato la seconda squadra (fuori White, Blair, Hines, i fratelli Lamont e altri) preservando i titolari per il match con l’Italia. È andata male però al cecchino Chris Paterson, l’uomo più pericoloso, finito ko al 21′ e sostituito da Parks (quello dei 3 intercetti nel Sei Nazioni). Se non ce la farà a recuperare o non sarà al 100% sabato per gli azzurri sarà un grande vantaggio. La Scozia2 esce quindi meglio dell’Italia1 dalla sfida agli All Blacks (-40 contro -62), ma non è riuscita a segnare mete contro le 2 nostre.

 

INGHILTERRA-TONGA, È SPAREGGIO – Venerdì a Parigi primo spareggio per i quarti. Nel girone A andrà in scena un sorprendete Inghilterra-Tonga, a pari punti. Gli inglesi sono in ripresa dopo aver ritrovato Wilkinson. Gli isolani sono la rivelazione (vittoria con Samoa, bonus con il Sudafrica). Battendo l’Inghilterra creerebbero la sorpresa più grande del Mondiale.

AUSTRALIA FORZA 7 – Con sette mette e una bella prestazione ieri a Montpellier l’Australia ha battuto 55-12 le Figi e si è assicurata il primo posto del gruppo B. Per gli australiani tripletta di Mitchel, doppietta di Giteau, altre mete di Holmes e Ashley Cooper. Al piede 20 punti di Giteau e un drop del 20enne Barnes, schierato ala. Per i i figiani in meta Ratuva, Neivua e una trasformazione di Bai. Per rimpiazzare l’ala Bolavuco infortunato alla caviglia chiamato l’ex parmense Sireli Bobo. Per la seconda qualificata sarà decisiva Galles-Figi di sabato a Nantes.

ARGENTINA CONCENTRATA -«Nello spogliatoio dopo la vittoria 63-3 contro la Namibia abbiamo già cominciato a preparare il match contro l’Irlanda – spiega il capitano argentino Augustin Pichot – Abbiamo il destino nelle nostre mani, non lasciamocelo sfuggire». È un’Argentina caricata a mille quella che domenica battendo l’Irlanda nel girone D può eliminarla (i Verdi per passare devono imporsi con il bonus, in caso di pari punti valgono gli scontri diretti) e condannare la Francia a un quarto di finale da paura contro gli All Blacks a Cardiff. Una vera finale anticipata, per colpa (o merito) dei Pumas

Ivan Malfatto

 

COPPA DEL MONDO Il tecnico degli avanti svela il piano per far
ritrovare agli azzurri le basi del gioco e vincere sabato il match più atteso

Con la Scozia l’Italia si aggrappa alla mischia

Orlandi: «In settimana allenamento con opposizione, a differenza del

solito, per abituarci alla battaglia decisiva»

Parigi
NOSTRO INVIATO

Una settimana per ritrovare le basi del proprio gioco. È la scommessa
dello staff tecnico azzurro in vista dello scontro con la Scozia di
sabato a St. Etienne.

La pesante sconfitta con gli All Blacks e le poco convincenti vittorie
contro la Romania e il Portogallo hanno avuto l’effetto di una
violenta scossa sull’ambiente. L’indomani dello stentato successo sui
portoghesi a Parigi, si è tenuto all’hotel "Mercure" un vertice tra
gli allenatori dell’Italia e il general manager Carlo Checchinato per
correre ai ripari. Risultato: l’Italia torna con decisione alla cura
dei fondamentali. Alla trilogia classica del rugby: conquista, difesa,
gioco al piede. È la formula che ha portato a tutti i trionfi azzurri
nel Sei Nazioni e al successo di due anni fa in casa dei Pumas. Il
citì Berbizier non ha mai avuto grandi dubbi su questa linea. Ma
spesso gli esiti del campo sono stati sorprendentemente diversi:
scarsa applicazione nei fondamentali, scelte irrazionali e rischiose,
individualismo.

Mercoledì sera al Parco dei Principi sono stati persi 15 possessi,
mentre non sono stati sfruttati 20 soprannumeri. Le punizioni subite
sono state 11. Un quadro che ha convinto gli allenatori a puntare il
lavoro della settimana proprio sulle basi. E a questo proposito hanno
deciso di correre dei rischi nella preparazione: il piano prevede
allenamenti di insolita intensità, con opposizione reale, in modo da
abituare i giocatori al combattimento rovente che li attende a St.
Etienne. Una scelta fatta all’unanimità. La metafora usata dagli
allenatori è forte, e se si vuole retorica. Ma rende bene la
dimensione della sfida: «Ci prepariamo alla guerra». Insomma: vincere
o morire.

«È chiaro che quando si fanno scelte di questo genere alla vigilia di
partite così importanti qualche pericolo c’è – ammette Carlo Orlandi,
l’allenatore degli avanti italiani – Bisogna mettere in conto il
pericolo di qualche infortunio. Ma se ci si vuole allenare con una
opposizione vera il rischio va corso. Del resto la partita con la
Scozia sarà una guerra e solo così i giocatori ne avranno fin da
subito piena consapevolezza. E si elimina in partenza ogni equivoco su
quello che ci attende e sul tipo di gioco che saremo chiamati a fare».

Un gioco che farà leva sul punto di forza della squadra: la mischia.
Un reparto considerato dagli osservatori tra migliori del mondiale. Un
cocktail di tecnica, organizzazione e potenza fisica che ha in
Castrogiovanni, miglior giocatore del campionato inglese, la pietra
angolare. In capitan Bortolami e in Dellapè le colonne della seconda
linea, in Parisse uno dei più ammirati numeri otto in circolazione. E
in Mauro Bergamasco l’anima. Se è vero che la mischia chiusa è il
termometro di una squadra, spetterà al pack ridare, fin dalla prima
entrata, certezze agli azzurri.

«Il compito dei nostri avanti non sarà solo quello di alimentare,
ovviamente anche con la conquista in touche, che è capitale, gli
attacchi in prima fase con palloni di qualità. Ma di inquinare alla
fonte quelli avversari – sottolinea Orlandi – In questa Coppa del
Mondo ho visto però una mischia scozzese più forte fisicamente e con
un assetto un filo più basso. Dovremo cercare di metterla in
difficoltà anticipando il tempo di ingaggio e soprattutto con una
spinta prolungata».

Il timing di ingaggio, la spinta a otto e la capacità di mettere
pressione sono le peculiarità del pack azzurro. Quanto alla posizione
bassa è stata mutuata dallabajaditaargentina così come la tecnica di
respirazione. «Per me è stato importante l’insegnamento di Manuel
Ferrari – racconta Orlandi al tavolo di un bistrot parigino – I nostri
avanti si legano compatti e piatti, si rilassano e inspirano. Vanno
all’impatto in apnea ed espirano in avanzamento, un po’ come quando
gli autobus scaricano i freni». Orlandi parla di scuola italiana,
senza imbarazzi: «Il rugby italiano riconosce in pieno l’importanza
della mischia per il gioco – assicura – Si punta sulla stabilità,
l’anticipo dell’ingaggio, la pressione. Inoltre noi italiani non siamo
metodici come gli anglosassoni, ma ci mettiamo un di più di passione,
di emotività, di sensibilità. Per fare bene una mischia ad alto
livello bisogna sentire perfettamente la direzione di spinta dei
compagni. Si è in otto ma ci si deve fondere in uno. Bisogna dosare
forze e angoli di spinta calcolando la pressione avversaria. È una
cosa che si affina con pazienza».

Per questo lo ha molto aiutato la macchina della mischia progettata da
Ferrari che consente di allenarsi variando il tipo di spinta a cui
contrapporsi. Ma non mancano i problemi: «Non è facile plasmare sette
modi diversi di interpretare la mischia. Per essere più efficaci
dovremmo tenere una posizione ancora più bassa e riuscire a prolungare
la spinta iniziale. Inoltre ci manca ancora la continuità di
rendimento ad alto livello».

L’altro mezzo su cui gli azzurri faranno affidamento contro la Scozia
è il maul penetrante. Il raggruppamento con la palla portata è stato
alla base dei successi nell’ultimo Sei Nazioni. Attorno ad esso gli
azzurri costruiscono i propri avanzamenti più pericolosi, direttamente
o giocando nel piccolo perimetro. Durane la Coppa del mondo non sono
mancate però le defaillance. «Ancora mi tormento per quei cinque
palloni persi – commenta il tecnico della mischia azzurra – Si tratta
di un gesto collettivo che richiede organizzazione e moltissima
pazienza. Meglio avanzare lenti ma inesorabili, compatti, blindati ai
lati e con la palla al sicuro. Invece il temperamento e
l’individualismo a volte ci tradiscono: avanziamo troppo in fretta e
ci disuniamo. Il portatore della palla finisce per trovarsi isolato
dai compagni e la perde».

Anche sul maul ci sarà molto lavoro in settimana: «Ho la netta
impressione che la Scozia abbia preparato degli antidoti, in
particolare sui nostri maul al centro dello schieramento di touche,
incardinati su Bortolami. Studieremo qualche sorpresa, come ad esempio
alternare dei maul in fondo all’allineamento, in una zona
difensivamente più fragile. Sono certo che se giocheremo nel rispetto
dei fondamentali e con disciplina la vittoria sia alla nostra
portata».

Antonio Liviero

 


Sono passati anche Gianni Petrucci e altri vip;

 

La festa per i cento cap di Troncon

Galthiè iniziato alla cucina italiana

Parigi
NOSTRO INVIATO

Parigi val bene una meta. E un terzo tempo. Ai piedi della Tour
Eiffel, suggestivamente illuminata di notte in omaggio alla Coppa del
Mondo, è stata allestita la club house dei tifosi italiani.
Dall’inizio della rassegna, e fino alla finale del 20 ottobre, è un
passaggio obbligato per appassionati e addetti ai lavori. Il nome
ufficiale è "Made in Italy" anche se tutti la chiamano "Casa Italia".
Occupa circa un terzo di un gigantesco tendone bianco all’interno del
quale si trovano anche uno shops con maglie delle varie nazionali,
gadget e libri sul rugby, e un irish pub con set per concertini serali
e maxi-schermi.

Lo spazio italiano, gestito dalla "Jumbo grandi eventi" di Roma, è
costituito da un ristorante, con vista spettacolare sulla Tour Eiffel,
e da un grande salotto per incontri e drink. Il menu è rigorosamente
italiano: pasta cacio e pepe, polenta con salsa di funghi o salsiccia,
mozzarella di bufala e prosciutto di Parma i piatti di punta.

Ai tavoli di "Casa Italia" in questi giorni si possono fare gli
incontri più imprevisti. Gli azzurri hanno festeggiato qui i 100 cap
di Troncon. E al ristorante, la sera di Italia-Portogallo, ha cenato
il presidente del Coni Gianni Petrucci. Ma sono state viste anche
stelle della pallaovale francese come l’allenatore dello Stade
Francais Galthiè introdotto ai piaceri della cucina italiana da Mauro
Bergamasco. Vi pranzano abitualmente i giornalisti e commentatori di
Sky che proprio di fianco al ristorante hanno allestito uno studio
televisivo. Sempre molto corteggiato il general manager del Benetton
Treviso Vittorio Munari, commentatore della rete satellitare, mentre
da qualche giorno è arrivato l’ex capitano del Treviso Alessandro
Moscardi anch’egli in veste di consulente televisivo. Il Veneto è
molto presente anche perchè tra i tavoli circolano depliant turistici
della Regione che è tra gli sponsor dell’iniziativa.

Ma lo spettacolo quasi quotidiano è quello delle tifoserie. Il menu
dello sportivo costa 8 euro e dà diritto a un trancio di pizza, una
birra o un bicchiere di vino. Oltre che alla visione della partita sul
maxischermo. La sera di Francia-Irlanda sotto il tendone era una
bolgia, con i francesi sostenuti da una orchestrina che intonava la
Marsigliese, e gli irlandesi imbattibili nella sfida delle birre.
Naturalmente finisce sempre in festa. E un gruppo di scozzesi non ha
rinunciato, nonostante i primi freschi serali di Parigi, al bagno
nella fontana del Trocadero.

a.li.

 

Bortolami a rischio per un colpo al collo

(a.li.) La nazionale italiana ha fatto ritorno nel ritiro di St. Remy
de Provence, la cittadina che ha dato i natali a Nostradamus e ha
ispirato molti musicisti e pittori tra quali Van Gogh. Qui preparerà
la partita con la Scozia fino a giovedì. Venerdì si trasferirà a St.
Etienne. Festuccia, Dellapè e Sole sono completamente ristabiliti e
sono tornati ad allenarsi con gli altri, mentre preoccupa la
distorsione cervicale rimediata da capitan Marco Bortolami che resterà
a riposo fino a mercoledì. «Fisicamente la squadra è a posto» ha
comunque assicurato Berbizier.

 

Cultura e glamour sono sempre più ovali

(im) Rugby & cultura, glamour & rugby. Fra questi confini si muovono
due fra i tanti libri usciti in occasione del Mondiale, esplorandoli
in maniera accattivante.

"L’arte del rugby" di Spiro Zavos (Einaudi, pp. 130+XXXVII di
introduzione, euro 11,50) tratta del rugby come cultura. Intorno al
saggio del giornalista neozelandese, che da All Black della penna
prova a svelare l’essenza profonda di questo sport-religione per la
sua terra, gravitano come pianeti intorno a sole i contributi degli
altri prestigiosi autori. Alessandro Baricco e le tre partite che
l’hanno folgorato sulla via di Ovalia. Marco Paolini e il sapore di
terra, fango e sudore che dà l’intrufolarsi in un vero allenamento.
Vincenzo Cerami e il suo rugby giocato. Carlo Bonini, giornalista di
Repubblica, e le regole del gioco (comprese quelle dettate dal ct
Pierre Berbizier).

"Quelli del rugby" di Lia Capizzi, Mauro e Mirco Bergamasco (Rizzoli,
pp. 190, euro 15) tratta del rugby come glamour. Ovvero quale fenomeno
diventato improvvisamente di moda in Italia. Lo si capisce già dal
titolo, ammiccante a una trasmissione tv ormai contenitore di tutto
quanto fa spettacolo e non più ironico racconto di un mondo, com’era
in origine. Originale la costruzione del testo. Lia, la giornalista
(Skysport) di rugby più frizzante che sia, detta il ritmo. I "fratelli
d’Italia" vanno in sostegno, con timing ed efficacia negli
inserimenti. Si parla di tutto: gioco e smoking, squadra e Tiziano
Ferro, video analist e tifose, Stade Francais e fornelli, papà Arturo
e gossip, Sei Nazioni e calenderi osè. In pratica di tutto quanto
ruota intorno ai Bergamasco non più solo rugbisti, ma personaggi dello
star sistem. A dimostrazione di come il rugby sia andato ormai in meta
anche fuori del campo.

 

Benetton e Cammi sconfitte da Stade Francais e Narbonne

Amichevoli con sconfitta per Benetton Treviso e Cammi Calvisano in
terra francese. I Campioni d’Italia si sono dovuti inchinare allo
Stade Français per 42-10 (pt 21-10, mete trevigiane di Williams e
Ansell) nel match giocato a Parigi. Il Cammi è stato a sua volta
sconfitto a Narbonne 20-12 (mete bresciane di Bresson e Spragg, una
trasformazione di Patelli).
Nel triangolare disputato a L’Aquila nel 1. Memorial Carlo Alberto
Aloisio ha vinto l’Overmach Parma che ha battuto i padroni di casa
dell’Aquila 31-14 e l’AlmavivA Capitolina Roma 26-15, al secondo posto
il XV romano che ha sconfitto gli abruzzesi 38-7. Il Carrera Padova ha
sconfitto il San Marco Mogliano 50-28. Infine a Moletolo, il Rolly
Gran Parma ha battuto il Casinò di Venezia 28-14. La squadra veneziana
era reduce da un ritiro sul Nevegal di cinque giorni.

MERCATO Amatori Catania sempre più colonia francese. La società
siciliana ha ingaggiato Cedric Mathieu, terza linea proveniente dal
Montpellier (Top 14) e Olivier Alquiè, apertura proveniente dal Millau
(Federale D3, terza divisione transalpina).

PRESENTAZIONE SUPER 10 Giovedì 11 ottobre, alle ore 11.30, alla sala
Pirelli del Grattacielo Pirelli, Palazzo della Regione Lombardia, si
terrà la presentazione ufficiale del 78. Campionato Italiano di Rugby
d’Eccellenza, il Groupama Assicurazioni Super Ten.


NAZIONALE UNDER 20 In un’amichevole disputata ieri al centro CONI di
Tirrenia, la Nazionale Under 20 di Guidi e Troiani ha sconfitto la
prima squadra del Med Italia Pro Recco (Serie A, Gruppo 2) 19-12. Per
gli azzurrini mete di Pompa, Rotella e Martinelli.

MEMORIAL MARCHIOL L’Under 19 del Carrera ha vinto il 2. Memorial
Giorgio Marchiol disputato a Villorba. Secondo il Benetton.

UNDER 19 Al via domenica il torneo Under 19. Questa la 1. giornata.
Girone A: Benetton-Benevento, Coop Noceto-Tarvisium,
L’Aquila-Capitolina, Parma 1931-Carrera, Viadana-Calvisano; Girone B:
Casale-Grande Milano, Mirano-Rovigo, Cus Genova-San Donà,
Brescia-SanMarcoRugby Club, Modena-Gran Parma.

GUINNESS PREMIERSHIP Dopo la seconda giornata rimangono imbattute
Gloucester, Harlequins e Leicester Tigers. Risultati:
Saracens-Gloucester 31-38, Harlequins-Leeds Carnegie 39-15, Leicester
Tigers-Bath 26-16, London Irish-Newcastle Falcons 19-0, Sale
Sharks-Bristol 20-6, Worcester Warriors-London Wasps 24-24.
Gloucester, Harlequins 10, Leicester 8, Bath, Newcastle, Saracens 5,
London Irish, Sale 4, Wasps, Worcester 2, Bristol, Leeds 0.

CURRIE CUP Dodicesimo e terz’ultimo turno della prima fase e prima
sconfitta dei Free State Cheetahs battuti da Western Province 34-20,
quindi Blue Bulls-Sharks 18-26, Lions-Valke 61-30, Boland-Griquas
22-57. Free State Cheetahs 51, Sharks 45, Blue Bulls 34, Lions 33,
Western Province 29, Griquas 27, Boland 18, Valke 4.

TRENTENNALE MONTEBELLUNA Il Rugby Montebelluna ha festeggiato sabato i 30 anni di attività. Risale infatti al 22 settembre 1977 il giorno della fondazione del club trevigiano.

Ennio Grosso

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