Giocatori di Rugby (italiani e stranieri)

Brevi biografie per i protagonisti del rugby

Steve Fenwick – Un centro magico

Atleta dotato di un’ottima visione di gioco, di grande capacità nel distribuire la palla e di un calcio preciso, nel 1980 Steve Fenwick ha battuto il record di presenze in nazionale, per quanto riguarda un centro gallese, che apparteneva al mitico Arthur Gould sin dal lontano 1897.

Steve McDowell – Senza compromessi

Steve McDowell non è soltanto uno degli eroi della squadra All Black che ha vinto la prima Coppa del Mondo ma, all’apice della carriera, alla fine degli anni ‘80, questo atleta duro e senza compromessi era considerato tra i migliori piloni sinistri del mondo.

Rob Egerton – Tutto in un anno

Se mai c’è stata una carriera di breve durata, ma giocata a livelli veramente alti e programmata alla perfezione, questa è senza dubbio quella dell’ala australiana Rob Egerton.

Danie Gerber – Nel centro dell’azione

Dotato di un placcaggio micidiale, di uno scatto bruciante e di un ritmo impressionante, Danie Gerber è stato uno dei giocatori più forti al mondo nel ruolo di trequarti centro. E a L’Aquila se lo ricordano molto bene.

JOHN DAWES – Tattica perfetta

Centro dotato di grande intelligenza, John aveva la capacità di convertire le teorie degli allenatori in pratica sul campo. Maestro di tattica, la sua visione di gioco e la perfetta tempistica nel passare la palla hanno sempre garantito alle proprie ali numerose occasioni per andare a punti.

David Knox – Una carriera strana

Mediano d’apertura di talento e calciatore infallibile, con trascorsi anche in Italia, l’australiano David Knox ha avuto una carriera internazionale alquanto strana. In 13 anni, infatti, ha indossato la maglia dei Wallabies solo 13 volte.

David Duckham – Un lampo nel buio

David Duckham possedeva una combinazione di grazia ed energia elettrica che lo hanno reso una dei migliori trequarti dell’Inghilterra di tutti i tempi. Un faro in uno dei periodi più bui del rugby inglese, quello degli anni ’70, in cui la squadra non riusciva a vincere più di due partite consecutive ed era perennemente surclassata dalla magnificenza dei fuoriclasse gallesi.

Peter Winterbottom – Forza e determinazione

Forte, molto determinato e dotato di un tackle feroce, Peter Winterbottom è stato il numero sette della nazionale inglese dal 1982 al 1993, e con i suoi 58 caps è stato a lungo il flanker con più presenze a livello internazionale per l’Inghilterra.

John Taylor – Il ribelle

Soprannominato “Basil Brush” a causa della barba e dei capelli incolti, John Taylor è stato un flanker molto mobile e leggero, che ha totalizzato 26 caps con la nazionale gallese durante il periodo d’oro, intorno alla fine anni Sessanta e primi Settanta.

Graham Price, Bobby Windsor, Charlie Faulkner – La prima linea del Pontypool

Dopo che nei primi anni ’70 il Galles aveva spadroneggiato in lungo e in largo su tutti campi da rugby, c’è stato un periodo durato tre stagioni in cui l’incantesimo sembrava essersi spezzato. La causa era in parte dovuta all’incapacità di dominare gli avversari con gli avanti e allora, nel 1975, i selezionatori hanno risolto il problema traslando in nazionale l’intera prima linea del Pontypool: